LA VOCE – il talento può uccidere: intrighi d’Italia in noir con Papaleo e Zucchi

L’arte di diventare gli altri perdendo se stessi, arriva al cinema in noir, con l’Italia di intrighi e misteri e un sorprendente Papaleo che da corpo a LA VOCE di Augusto Zucchi

di cuttv

Dall’Italia del piccolo schermo stregato dalle imitazioni di Alighiero Noschese, a quella dei misteri portati sul grande schermo, l’opera prima sceneggiata e diretta da Augusto Zucchi, si avventura nel noir lasciandosi ispirare dalle trame oscure di uno dei più inquietanti casi di intrigo fra mondo dello spettacolo e servizi segreti.

Tra escort da infarto, ministri resuscitati, appalti da concedere, funzionari corrotti e artisti straordinariamente utili, psicanalisti ricattabili, dirette televisive che usano la finzione per denunciare la verità, imitazioni pericolose, depressioni letali e suicidi indotti, Zucchi apre inchieste su indagini pericolose, puntando i riflettori sulla nostra Italietta dei misteri e degli inganni.

Attraverso la storia di un fragile imitatore dalla carriera arenata e lo sbalorditivo talento di appropriarsi della voce altrui, ‘usato’ dai Servizi Segreti per operazioni compromettenti e pericolose, fino al tragico e inevitabile finale, il thriller politico sbircia dietro le quinte della messa in scena più illecita e la maschera abilmente indossata da Rocco Papaleo, nelle vesti (e i travestimenti) dell’imitatore Gianni.

Nel cast anche lo stesso Augusto Zucchi, alle prese con il molteplice ruolo di sceneggiatore, regista e attore (lo psicanalista Amati), affiancato da Antonia Liskova (la cantante Gloria), Giulia Greco (la figlia dell’imitatore, Giulia), Franco Castellano (Magistrato De Bartolomei), Mattia Sbragia (l’uomo dei Servizi Segreti), Augusto Fornari (il giornalista collega di Giulia), Riccardo Polizzi (il funzionario televisivo Manfredi).

LA VOCE (2015) Augusto Zucchi

Un inizio cinematografico intrigante per l’attore, autore e regista (teatrale e televisivo, sino ad ora), già coautore della sceneggiatura di Caro Gorbaciov con Carlo Lizzani, con questa commedia-Thriller girata tra Reggio Calabria (e sostenuto da Calabria Film Commission) Roma e dintorni, prodotta da Ghete Strano per BLACKOUT ENTERTAINMENT srl, in coproduzione con AMZ Produzioni, Artigiancassa e la nuova Produzione Straordinaria che la porta in sala dal prossimo 7 maggio.

«Ho cercato di raccontare una storia dove la vicenda legata all’azione, al thriller, al noir, lasciasse comunque spazio all’approfondimento psicologico, anzi psichico del personaggio. […] L’imitazione delle voci attraverso l’uso del telefono, in un momento in cui sulle intercettazioni telefoniche si basa gran parte delle indagini e gran parte dell’interesse e della curiosità mediatica, mi pare di una certa attualità, così come mi pare di forte contemporaneità la tragedia esistenziale di un imitatore che diventando “gli altri”, non riesce più a ritrovare “se stesso”». Augusto Zucchi

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