Centochiodi: l'addio di Olmi ai film di fiction

"I film di fiction mi hanno stancato, così tornerò al documentario, andando a scoprire il sentimento con Terra madre, documentario sui contadini del mondo venuti a Torino, per proporsi come protagonisti della società futura e con un’indagine sul territorio Falck di Sesto San Giovanni, laddove finisce l’era industriale e comincia un’altra realtà". Sono queste le dichiarazioni che sanciscono la fine di un periodo, quello dei film di fiction diretti da Ermanno Olmi, che al cinema non ci tornava più con un film proprio dal 2003, anno dell'acclamato Cantando dietro i paraventi (con un "intermezzo" nel 2005 nel trittico Tickets, diretto assieme a Loach e Kiarostami).

Centochiodi sarà quindi l'ultimo film di finzione del maestro bergamasco, classe 1931 ma di una vitalità ancora sorprendente. Una sorta di rilettura di un periodo della vita di Cristo, in chiave molto più terra a terra e molto più vicina all'uomo. Protagonista è un giovane professore di Bologna che decide di mollare tutto per cambiare vita, trasferendosi in riva al Po (non a caso il fiume che ha ispirato tantissimi registi nostrani). Qui conoscerà una commessa di alimentari, un ex-muratore, un pittore, una poetessa ed altri personaggi. Tutti assieme a riscoprire la gioia della vita, perchè "tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico".

Il protagonista della pellicola è Raz Degan, la cui ultima apparizione al cinema lo vedeva in un cammeo in Alexander di Oliver Stone nei panni di Dario.
Il film è in sala da domani: l'ultima occasione (certo, mai dire mai, ma Olmi sembra davvero convinto di ciò che dice) per vedere un nuovo film di finzione del maestro al cinema.

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