Quegli innocenti perseguitati dai sensi di colpa

Nel 2003 L’eredità ha battuto al botteghino danese persino Dogville di von Trier. Fu apprezzato in tutto il mondo e il regista Per Fly ottenne vari riconoscimenti. Era il capitolo secondo di una personale trilogia sulle classi iniziata nel 2000 con La panchina, che con Gli innocenti (in originale Drabet) trova la sua conclusione.Finalmente in

Nel 2003 L’eredità ha battuto al botteghino danese persino Dogville di von Trier. Fu apprezzato in tutto il mondo e il regista Per Fly ottenne vari riconoscimenti. Era il capitolo secondo di una personale trilogia sulle classi iniziata nel 2000 con La panchina, che con Gli innocenti (in originale Drabet) trova la sua conclusione.

Finalmente in uscita nelle sale italiane, dopo più di un mese di ritardo rispetto alla prima data di distribuzione (il 1 marzo), questo atto terzo della trilogia di Fly racconta la storia di Carsten, docente universitario di scienze sociali che s’innamora di una studentessa, Pil. Quest’ultima è un’estremista di sinistra che partecipa ad un boicottaggio contro una fabbrica di armi durante il quale viene ucciso il poliziotto. Lasciata la sua famiglia, Carsten decide di stare assieme alla ragazza e la convince a dichiararsi innocente, nonostante la ragazza sia colpevole sul serio. Ma i sensi di colpa diventeranno sempre più grandi e terribili…

Interpretato dal bravo Jesper Christensen, per la terza volta col regista, la pellicola si preannuncia carica di tensione psicologica, ma soprattutto si propone di analizzare l’ultima classe rimasta. Dopo la povertà de La panchina e dopo la ricchezza de L’eredità, Fly ci racconta le insicurezze e le paure della classe media, che ha perso forse per sempre (o non ha mai avuto) quell’innocenza decantata nel titolo. Nelle sale da domani.

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