Speciale Cannes: The Edge Of Heaven di Fatih Akin

Sei personaggi con le loro particolari storie s’intrecciano tra Germania e Turchia, ad iniziare da quella di Nejat, che non accetta la relazione fra suo padre e la prostituta Yeter, che manda i soldi guadagnati alla figlia Ayten perchè si paghi gli studi universitari in Turchia. Ma Ayten è un’attivista politica e fugge in Germania,



Sei personaggi con le loro particolari storie s’intrecciano tra Germania e Turchia, ad iniziare da quella di Nejat, che non accetta la relazione fra suo padre e la prostituta Yeter, che manda i soldi guadagnati alla figlia Ayten perchè si paghi gli studi universitari in Turchia. Ma Ayten è un’attivista politica e fugge in Germania, dove viene ospitata da Lotte, la cui madre non vuole sapere di avere in casa la ragazza…

Redenzione e perdono, ideologia politica e umanità: il giovane regista Fatih Akin, tedesco ma di origini turche, Orso d’Oro nel 2004 per La sposa turca e per la prima volta in concorso a Cannes, torna al cinema dopo il documentario musicale Crossing the Bridge del 2005. E lo fa con quella che lui definisce la seconda parte di un’ipotetica trilogia, di cui La sposa turca rappresenterebbe l’amore, questo The Edge of Heaven la morte, e il prossimo film il male.
La pellicola è in parte autobiografica, e lo si puà ben capire anche per i due paesi in cui è ambientato. E nonostante abbia diviso la stampa, tra chi sostiene sia un film straordinario e chi parla di film incompiuto, ha vinto nella Quinzaine des realisateurs il premio della Giuria ecumenica per la sua ricchezza e la sua sensibilità.

Il film è già stato acquistato in Italia dalla Bim, che provvederà a distribuirlo nelle nostre sale.

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