Cine/Vision: L’ultimo uomo sulla Terra

Quando Matteo di PellicolaScaduta mi ha mandato la mail per la rubrica Cine/Vision ho lanciato un urlo che probabilmente gli ho spaccato i timpani. Il film di oggi è niente meno che L’ultimo uomo sulla terra (1964) di Ubaldo Ragona con Vincent Price. Abbiamo parlato tanto di questo film anche e soprattutto per la futura

di carla

Quando Matteo di PellicolaScaduta mi ha mandato la mail per la rubrica Cine/Vision ho lanciato un urlo che probabilmente gli ho spaccato i timpani. Il film di oggi è niente meno che L’ultimo uomo sulla terra (1964) di Ubaldo Ragona con Vincent Price.

Abbiamo parlato tanto di questo film anche e soprattutto per la futura uscita di Io Sono Leggenda con Will Smith, tratto dal romanzo (fenomenale) di Richard Matheson. Ecco, L’ultimo uomo sulla terra è il film italiano tratto dallo stesso romanzo. Imperdibile per gli appassionati di Matheson, di Price e del fanta-horror.

Era il 1964 e questo era il cinema italiano che avevamo. Che Tarantino abbia ragione? Pensiamoci.

Potete vedere il film qui (o su continua), di seguito la recensione di PellicolaScaduta.

Nei giorni come quello, in cui il cielo era coperto di nuvole, Robert Neville non era mai sicuro di quanto mancava al tramonto e a volte li trovava già nelle strade, prima di riuscire a rientrare in casa.

E’ il gennaio del 1976. Tutti gli esseri umani si sono trasformati in vampiri a causa della veloce diffusione di un morbo. Tutti gli uomini tranne il dottor Robert Morgan (Robert Neville nel romanzo “I vampiri” di Richard Matheson da cui il film è tratto), che non contrae il morbo grazie al morso di un vampiro. Rifugiatosi nella sua abitazione, Morgan cerca incessantemente di trovare un antidoto al terribile morbo, assediato dalle terribili creature. Un giorno però incontra una ragazza, anch’essa sopravvissuta alla spaventosa epidemia.

“L’ultimo uomo sulla terra” di Ubaldo Ragona si può considerare il precursore nonché una delle principali fonti di ispirazione per “La notte dei morti viventi” di George A. Romero, film uscito nel 1968 (quattro anni dopo questa pellicola) e che all’epoca sconvolse il mondo dell’horror grazie ad atmosfere e ad una storia all’ora rivoluzionarie. Buona la regia dell’italiano Ragona (il film è un co-produzione italo-americana), che riesce a creare un buon impianto tecnico capace di creare atmosfere strazianti nella loro desertificazione e solitudine. Il bianco e nero contrastante aumenta questo senso di non appartenenza del protagonista, il suo smarrimento in un mondo in cui non si riconosce più, la sua costante ricerca della sopravvivenza. Ad interpretare il dottor Morgan c’è il bravissimo Vincent Price, che si conferma nuovamente come grande interprete, capace di comporre personaggi stranianti, alienati e folli grazie al suo straordinario volto e al suo sguardo intenso.

Girato interamente nel quartiere romano dell’EUR, il film venne curato per l’edizione americana dal regista Sidney Salkow. Nel 1971 venne realizzato un remake della pellicola da Boris Sagal con Charlton Heston intitolato “1975: occhi bianchi sul pianeta Terra”. Ora si sta realizzando a Hollywood un altro remake, interpretato da Will Smith e diretto da Francis Lawrence (“Constantine”).

Una risata soffocata gli salì alla gola. Si voltò, si appoggiò alla parete, inghiottì le pillole. “Il cerchio si chiude” pensò mentre il letargo finale si impadroniva delle sue membra. “Il cerchio si chiude”. Un nuovo terrore nasce nella morte, una nuova superstizione penetra nell’inespugnabile fortezza dell’eternità
“Io sono diventato una leggenda”.

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