Breach: l’inventore di bugie

Breach – L’infiltrato (Breach, USA, 2007) di Billy Ray; con Chris Cooper, Ryan Philippe, Laura Linney, Caroline Dhavernas, Dennis Haysbert.Il film in questione è ancora al cinema in 39 sale.Curioso come Breach rimandi ad alcuni film usciti soprattutto di recente, e come sappia comunque fondere un po’ di déjà vu nel migliore dei modi, uscendone

Breach – L’infiltrato (Breach, USA, 2007) di Billy Ray; con Chris Cooper, Ryan Philippe, Laura Linney, Caroline Dhavernas, Dennis Haysbert.

Il film in questione è ancora al cinema in 39 sale.

Curioso come Breach rimandi ad alcuni film usciti soprattutto di recente, e come sappia comunque fondere un po’ di déjà vu nel migliore dei modi, uscendone a testa altissima. C’è il senso dei valori patriottici e familisti che abbiamo visto in The Good Shepherd, e anche nel film di Billy Ray il protagonista Eric O’Neill deve servire la propria patria a costo di distruggere sè stesso e la sua famiglia come Edward Wilson/Matt Damon; e O’Neill è una talpa che non deve assolutamente farsi scoprire dall’uomo che deve incastrare, l’agente dell’FBI Robert Hanssen che per anni ha svelato importantissimi segreti sugli USA all’Unione Sovietica, come Billy Costigan/Leonardo DiCaprio in The Departed; e ci sono anche varie analogie con il recente e splendido Le vite degli altri.

Eric O’Neill deve entrare nella vita di un altro e nei suoi segreti, che oltre ai tradimenti comprendono alcune perversioni sessuali (“ma quello è il male minore”, suggerisce Kate Burroughs, interpretata da un’ottima Laura Linney). E se vogliamo cercare analogie più vicine a Ray stesso, basta tornare indietro al suo primo film, il bellissimo L’inventore di favole, che presentava un bugiardissimo e giovane giornalista. Anche qui il protagonista è molto giovane, e alla sua primissima prova importante per diventare definitivamente agente, interpretato da Ryan Phillippe, ormai adottato dal cinema d’autore (vedi Haggis ma soprattutto Eastwood), che offre una bellissima prova in bilico tra paura e molti dubbi. Come “l’inventore di favole”, anche lui, per una causa di certo diversa, è costretto a continuare a fingere e a dire bugie su bugie, per portare a termine una missione che ha dell’incredibile e in cui lui stesso, almeno all’inizio, non crede molto. Possibile che un ottimo uomo come Hanssen, attaccato alla famiglia e ultra-religioso fino all’irritante, possa aver fatto ciò che si dice?
Tesissimo e costruito col ritmo giusto, tanto che l’intensità di un racconto (tratto, ancora una volta, da una storia vera, e disseminato di frecciatine sulla politica americana anche attuale) già interessante di per sè sale col passare della pellicola fino a toccare punti davvero magnifici, Breach è la conferma che Billy Ray non sarà un’ottimo sceneggiatore (vedi Flightplan, scritto proprio da lui) ma sicuramente un più che valido regista. Che, fra l’altro, sa anche scegliere ottimamente i suoi attori: ieri l’accoppiata vincente Christensen-Sarsgaard, oggi Cooper-Philippe. Si attende una terza prova, e le aspettative sono decisamente alte.

Voto Gabriele: 8

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