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Fuga in Tacchi a Spillo: Recensione in Anteprima

Ricercate dalla polizia per un crimine che non hanno commesso. Reese Witherspoon e Sofía Vergara in fuga e al cinema con Hot Pursuit

Esplosa nei primi anni ‘2000 con una commedia di enorme successo (La rivincita delle Bionde), Reese Witherspoon è poi riuscita a vincere un immeritato premio Oscar con Quando l’amore brucia l’anima – Walk the Line e a bissare l’esperienza Academy con una meritata nomination con Wild. Nel mezzo tanti scivoloni e un continuo saltare tra i generi che ha finito per indispettire critici e fan, in questo 2015 rimasti a dir poco traumatizzati dinanzi all’ultima fatica della 39enne, Hot Pursuit. In arrivo nei cinema d’Italia con l’indovinato titolo Fuga in tacchi a Spillo, il film Warner ha enormemente deluso al box office di casa, incassando ‘solo’ 33 milioni di dollari dopo esserne costati 35. Il perché, neanche a dirlo, è facilmente intuibile.

La pellicola diretta da Anne Fletcher, sceneggiatrice de Il Diavolo veste Prada poi regista dei tutt’altro che esaltanti 27 volte in Bianco e Ricatto d’amore, ha infatti provato a replicare il boom di incassi firmato Corpi da Reato bissando l’esperienza ‘buddy movie’ al femminile. Dopo Le amiche della Sposa ad Hollywood si sono resi conto che anche le donne sanno far ridere, scoprendo un ricco mercato cinematografico al femminile da sfruttare appieno. Peccato che la Fletcher e i suoi due sceneggiatori, David Feeney e John Quaintance, abbiano dato vita ad un prodotto indifendibile, per quanto piatto e orgogliosamente idiota.

Prima clamorosa pecca, le due protagoniste. Perché Reese Witherspoon e Sofía Vergara non hanno davvero nulla in comune, tanto da ampliare ancor di più quel voluto ‘stacco’ fisico e comportamentale pensato dagli autori. Un’abissale differenza che non verrà mai colmata, neanche dopo i doverosi e scontati battibecchi iniziali, appesantendo un’opera che affonda clamorosamente dinanzi all’insopportabile personaggio della Witherspoon. Perché Reese è una poliziotta figlia di un celebre poliziotto assai petulante e sbadata. Pensa troppo, parla in continuazione ed è tendenzialmente stupida. Ligia al dovere e alle regole, l’attrice deve scortare la moglie di un boss della droga, accompagnandola in tribunale. Ma qualcosa va storto, tramutando le due in fuggitive ricercate dai poliziotti di tutto lo stato del Texas, tra agenti corrotti e banditi assassini alle loro spalle.

Trama ridotta all’osso, è evidente, e intero script forgiato sull’inesistente alchimia comica delle due mattatrici, in fuga con valigione e una serie di imbecilli alle calcagna. Se la statuaria Vergara, perennemente sui tacchi, con abito stretto da sera e capello impeccabile, si limita a fare il suo, ovvero la bella perticona acida, ricca, cinica e indisponente, è proprio la ‘nana’ Reese a risultare indigeribile e insopportabile, anche se incredibilmente persino produttrice. La sua Rose Cooper è probabilmente uno dei personaggi più improponibili visti in sala nel corso degli ultimi anni da comedy, per quanto ripetutamente e ossessivamente fastidiosa. Tanto da farti prendere le difese dei criminali che la vogliono morta. Tra gag sessiste con allusioni lesbo, svolte ridicole, buchi di scrittura e battute ‘femministe’ in cui ridicolizzare l’uomo troglodita che non riesce ad andare oltre l’immagine della donna-oggetto con due neuroni funzionanti, Anne Fletcher trascina per i capelli un film segnato da una sceneggiatura povera di risate, scontato nella sua minima evoluzione e registicamente parlando totalmente priva di guizzi. Più che una fuga sui tacchi una pistolettata al genere.

[rating title=”Voto di Federico ” value=”2″ layout=”left”]

Fuga in tacchi a spillo (Usa, commedia, 2015, Hot Pursuit) di Anne Fletcher; con Reese Witherspoon, Sofía Vergara, Matthew Del Negro, Michael Mosley, Robert Kazinsky, Richard T. Jones, Benny Nieves, Michael Ray Escamilla, Joaquín Cosio, John Carroll Lynch, Jim Gaffigan, Mike Birbiglia – uscita giovedì 18 giugno 2015.