Venezia 2015 – fuori concorso L’esercito più piccolo del mondo

La Guardia Svizzera al tempo di Papa Francesco, protagonista del film di Gianfranco Pannone, prodotto dal Centro televisivo vaticano, fuori concorso a Venezia 2015

di cuttv

Chi vive e passa per Roma convive con ‘bellezze’ e contraddizioni di una Città Eterna solo di nome, alle quali potete aggiungere il contributo offerto dalla cittadella della politica e quella della religione cattolica, con il suo Stato sovrano e indipendente del Vaticano incastonato nel cuore della capitale d’Italia, protetto dalla Guardia Svizzera Pontificia sin dall’epoca di Giulio II, con i suoi ragazzoni che non hanno mai smesso di indossare sgargianti divise del ‘500.

«L’esercito più piccolo del mondo» (Stato della Città del Vaticano/Italia/Svizzera 2015, DCP, col., 86 minuti) addestrato per proteggere il Papa all’interno delle mura leonine e da qualche mese anche all’esterno, protagonista del lungometraggio documentario scritto e diretto da Gianfranco Pannone, prodotto da Ctv – Centro Televisivo Vaticano con Solares Fondazione delle Arti, Solares Suisse e PTS Art’s Factory, fuori concorso alla 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2 – 12 settembre 2015).

Uno sguardo ad altezza d’uomo sulla tradizione che accompagna il servizio della Guardia Svizzera, attraverso la quotidianità dei ragazzi che seguono il percorso formativo che li porterà a giurare fedeltà al Papa e alla Chiesa, a partire da quella di Leo e René, tra camerata, mensa e passeggiate per Roma, le chiacchierate, le confidenze, i dubbi.

Leo e René sono rispettivamente un guardaboschi e uno studente di teologia dell’Argovia, che hanno deciso di far parte del corpo Pontificio nato nell’epoca di Giulio II. Leo è un ragazzo semplice, felice di fare un’esperienza formativa nella Città Eterna. René è un intellettuale cattolico che vuol capire: cosa significa indossare un abito del ‘500 ai nostri giorni? Far parte di un variopinto ma per molti versi anacronistico corpo militare, specie in rapporto a una figura “rivoluzionaria” come quella del santo Padre venuto da lontano? Il giovane soldato prova a trovare una risposta per sé e per i suoi compagni d’armi.

L’esercito più piccolo del mondo: note di regia

Entrare in Vaticano per realizzare un “dietro le quinte” della Guardia Svizzera è stato un grande privilegio. La mia avventura nello Stato della Chiesa è durata all’incirca un anno ed è stata appassionante e rivelatrice del clima realmente nuovo creato da Papa Francesco. Per non farmi fagocitare da tanta grandezza, dal peso della Storia come dalla mia stessa fede cristiana, ho scelto di avere uno sguardo laico e al tempo stesso lontano dalla facile retorica della rappresentazione. Ci sono riuscito? Non lo so e non sta a me dirlo. Ma so per certo che ho voluto raccontare un pezzo importante della Chiesa Cattolica partendo volutamente dal basso, scegliendo due giovani reclute provenienti dalla Svizzera più profonda, Leo e René.

Così come con il gruppo di lavoro del Centro Televisivo Vaticano, è stato uno scambio profondamente umano quello che è avvenuto con la Guardia Svizzera Pontificia e mi auguro che questa umanità trapeli dal film arrivando ai credenti e non; perché dopotutto fare un film con sguardo documentaristico significa anche rivolgersi a tutti con la mente sgombra da muri d’ogni genere, aperta. Proprio come scriveva Vinicius de Moares: “Amico, la vita è l’arte dell’incontro”.
Gianfranco Pannone

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