Roma 2015 - Microbo e Gasolina di Michel Gondry: Recensione in Anteprima

Dopo anni di cocenti delusioni, Michel Gondry torna a deliziare con Microbe et Gasoline

Impossibile negarlo. Erano anni, almeno 7 (Be Kind Rewind - Gli acchiappafilm), che Michel Gondry non era più Michel Gondry. Quasi ingabbiato all'interno del proprio cinema fantastico, l'acclamato regista francese esploso 11 anni fa con l'indimenticabile Eternal Sunshine of the Spotless Mind ha per anni barcollato tra un progetto e l'altro, alternando cantonate pazzesche (The Green Hornet) a titoli tanto ambiziosi quanto rovinosi (Mood Indigo). Ecco perché c'era attesa-misto-paura dinanzi a Microbe et Gasoline, film presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella Città. Un timore fortunatamente svanito dinanzi al piccolo gioiello adolescenziale diretto e sceneggiato dal regista di Human Nature, quasi commovente nel suo atipico road movie estivo a bordo di una 'cuccia'-4-ruote.

Al centro della trama troviamo infatti due adolescenti 'diversi' dai propri coetanei. Daniel, detto Microbe perché bassino e apparentemente più piccolo dei 14 anni e mezzo sbandierati sulla carta d'identità, è un talento con matite e pennello. Un artista del disegno perseguitato dagli incubi notturni, dai capelli lunghi che lo fanno sembrare una femminuccia e dai pensieri di morte. Theo, detto Gasoline perché sempre sporco di grasso amando infilare le proprie mani tra i motori, è invece un piccolo genio estremamente acculturato, sarcastico e dalla fantasia sfrenata. Entrambi emarginati dal resto dei compagni, neanche a dirlo, si ritroveranno fianco a fianco per l'intero anno scolastico, pianificando per l'estate una vacanza in solitaria a bordo di un'automobile tirata su con le loro stesse mani.

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E' la costruzione di un'amicizia, quella montata da Gondry con sapiente scrittura, in grado di delineare i lineamenti 'onirici' di questi due ragazzini chiamati a crescere e a maturare nel corso di una pazza estate. Il trionfo dell'immaginazione, della creatività vista attraverso gli occhi di due quasi 15enni, del mondo che separa gli adulti, qui depressi, scorbutici e in molti casi anaffettivi, da quello di questi due inconsueti adolescenti che danno vita ad una piccola 'casetta' su 4 ruote per girare la Francia. Un viaggio che li porterà tra bordelli coreani, dentisti psicopatici, campi rom, sagre di paese e quella chimera chiamata 'primo amore' da inseguire (nella menzogna) che finirà per incrinare solo momentaneamente un rapporto apparentemente indistruttibile.

Dopo gli eccessi visivi di Mood Indigo, Gondry procede in questo caso quasi di sottrazione, lasciando alla 'mimica' dei due adorabili e trascinanti protagonisti il compito di dar risalto alla loro strabordante, cinica e spiazzante fantasia. Costruita l'auto dei sogni con il motore di un tosaerba e tanta inventiva, Microbe et Gasoline prendono e partono all'avventura, neanche fossero Goonies dei nostri tempi, armati solo e soltanto della loro spiccata intelligenza, di quella curiosità sessuale che li vede sempre più 'interessati' all'altro sesso e di quell'ingegno che vuoi o non vuoi riuscirà a farli uscire indenni da qualsiasi complicata situazione. Immancabile, poi, l'aspetto meccanico nella creazione effettiva del sogno, qui rappresentato da quell'incredibile macchinina con tetto, fioriera, porta d'ingresso, finestre e persiane, nata per concedere libertà nonché pura e semplice indipendenza.

Delicato nei toni, brillante nei dialoghi, divertente e a tratti geniale in alcune situazioni vissute dai due bravissimi Théophile Baquet ed Ange Dargent e coraggioso nell'andare incontro ad un onesto finale che costringerà entrambi i protagonisti a maturare, Microbe et Gasoline è il film che di fatto rilancia il talento visivo e di scrittura più unico che raro del regista francese, qui fortunatamente scappato dalla maschera cartonata del 'marchio' Gondry per tornare nei più comodi, originali, bizzarri e surreali abiti di Michel. A cui diamo il più sentito bentornato.

Voto di Federico 7.5

Microbe et Gasoilne (Francia, commedia, 2015) di Michel Gondry; con Jean-Claude Vannier, Ange Dargent, Théophile Baquet, Diane Besnier, Audrey Tautou

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