Star Wars 7: in attesa del nuovo film abbiamo rivisto e recensito la trilogia originale

Star Wars 7 è pronto a debuttare nei cinema italiani il prossimo 16 dicembre e per l’occasione abbiamo rivisto la trilogia originale.

Sembra superfluo ribadirlo, ma Star Wars: Il risveglio della Forza è il film evento del 2015 e quale migliore occasione dell’uscita nei cinema, il prossimo 16 dicembre, del settimo capitolo della saga di George Lucas per rivedere in una maratona l’intera trilogia originale in versione Blu-ray e nella “special edition” del 1997. La visione di questi primi tre film è consigliata poiché il nuovo Star Wars sarà ambientato 30 anni dopo gli eventi narrati ne Il ritorno dello Jedi.

 

 

C’è molta attesa e le aspettative sono alte per il sequel di JJ Abrams  che speriamo faccia meglio del reboot di Star Trek che il sottoscritto, trekker di lunga data, non ha proprio digerito nonostante una confezione impeccabile pronta ad accontentare una nuova generazione di spettatori.

La maratona è naturalmente iniziata con il classico dei classici, quel Guerre stellari datato 1977 che dopo 30 anni e una trilogia prequel è diventato Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza. Il primo film della saga fu un’odissea per George Lucas che oltre ad un esaurimento nervoso con ricovero in ospedale dovette lottare contro un agguerrito plotone di “addetti ai lavori” che non riuscivano a capire cosa Lucas stesse facendo e uno studio, la 20th Century Fox, che all’epoca pensava che fantascienza volesse dire solo “post-apocalittico” o “Kubrick”. Fortuna ha voluto che come accadde a suo tempo per Il pianeta delle scimmie ci fu qualche mente aperta e lungimirante che rischiò e vinse contro tutto e tutti quando Star Wars debuttò negli States il 25 maggio 1997 in meno di 40 cinema, un numero esiguo dovuto al fatto che i gestori delle sale non volevano rischiare dopo che la consueta “critica” poco lungimirante aveva parlato di disastro annunciato. Con buona pace di tutti, addetti ai lavori, critici e amici di Lucas, tra cui Francis Ford coppola, che non capirono che Star Wars stava per cambiare il cinema per sempre, solo Steven Spielberg spronò l’amico a perseguire la sua visione, Star Wars debuttò nei cinema ed esplose fragoroso nell’immaginario collettivo trasformandosi in un classico senza tempo con ben 11 candidature al Premio Oscar e 7 statuette vinte (Migliore scenografia, costumi, montaggio, sonoro, effetti speciali, colonna sonora e un Oscar Speciale a Ben Burtt per gli effetti sonori). Un fenomeno immaginifico di tale portata che oggi a quasi quarant’anni di distanza dal suo debutto siamo ancora qui a parlarne, pronti come bambini entusiasti a tornare ancora una volta in quella “galassia lontana lontana” che ci ha regalato così tante emozioni.

 

 

Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza (1977)

[quote layout=”big”]Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…
È un periodo di guerra civile. Navi spaziali ribelli, colpendo da una base segreta, hanno ottenuto la loro prima vittoria contro il malvagio impero galattico. Durante la battaglia, spie ribelli sono riuscite a rubare i piani segreti dell’arma decisiva dell’Impero, la MORTE NERA, una stazione spaziale corazzata di tale potenza da poter distruggere un intero pianeta. Inseguita dai biechi agenti dell’Impero La principessa Leia sfreccia verso casa a bordo della sua aeronave stellare, custode dei piani rubati che possono salvare il suo popolo e ridare la libertà alla galassia…
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Quando su schermo appare l’immenso incrociatore stellare dell’Impero all’inseguimento della nave della Principessa Leia, non si può non ripensare a questa iconica scena come ad una tappa fondamentale per il cinema di fantascienza che dal quel lontano 25 marzo 1977 non sarebbe stato più lo stesso. Lucas si ispira a filosofia e mitologia e crea un universo mistico in cui “La Forza” tutto crea e pervade, da notare che nelle primissime stesure della storia Lucas l’aveva descritta come una gemma in stile Sacro Graal. Su schermo non mancano l’azione concitata con battaglie tra caccia stellari ispirate ai combattimenti aerei dei film di guerra, ma anche se siamo ad oltre un decennio dall’avvento della mirabolante CG anni ’90 di Jurassic Park, Lucas precorre i tempi e punta su gigantesche miniature dettagliatisssime riprese in maniera innovativa, dando il via ad una nuova era tecnologica per gli effetti speciali cinematografici che poi prenderanno corpo nella sua Industrial, Light & Magic.

Lucas con Star Wars miscela in maniera davvero intrigante tecnologia con un immaginario avventuroso e fabulistico che ha dato vita e corpo a personaggi come Flash Gordon e Buck Rogers, mantenendo integro un look squisitamente vintage che dona alla trilogia un’atmosfera da film d’avventura, un’atmosfera che ingloba in se anche un po’ di vecchia Hollywood con reminiscenze di duelli ed eroi da cappa e spada come Errol Flinn e Douglas Fairbanks. In ultimo non possiamo non parlare della colonna sonora del Premio Oscar John Williams il cui impatto emotivo ancora oggi regala un’ondata di nostalgiche reminiscenze. Quando abbiamo riascoltato le musiche del maestro nei primi trailer di Star Wars 7, sequel che lo vede ancora compositore, abbiamo avuto la medesima sensazione forte provata nel rivedere Han Solo e Chewbacca, quella di ritrovare un vecchio e caro amico dopo tanti anni e scoprire che l’amicizia non si è mai affievolita nonostante il lungo tempo trascorso.

Si sono scritti fiumi di parole sul successo di questo vero e proprio capolavoro che ha accompagnato la crescita e nutrito la fantasia di intere generazioni di filmmakers e appassionati di fantascienza, un cult indiscusso che insieme allo Star Trek di Gene Roddenberry ha stabilito un imprescindibile punto di riferimento per la fantascienza da grande schermo.

Un piccolo appunto sulla “special edition” di questo sesto episodio in cui già si nota il bisogno quasi compulsivo di George Lucas di riempire lo schermo, affollando più di qualche scena con inserti in CG spesso non necessari. Tra questi inserti anche la scena “recuperata” con Han Solo e un Jabba the Hutt realizzato in CG nell’hangar del Millennium Falcon, sequenza superflua e capace solo di creare un forte divario visivo con il Jabba realizzato con effetti pratici che ritroveremo nell’Episodio VI (Il ritorno dello Jedi), idem per le molte / troppe creature e stormtrooper aggiunte in CG nelle scene a Mos Eisley e nel deserto di Tatooine, ce n’era davvero bisogno?

 

 

Star Wars Episodio V – L’impero colpisce ancora (1980)

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[quote layout=”big”]Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…
Sono tempi duri per la ribellione. Nonostante la Morte Nera sia stata distrutta, le truppe imperiali hanno stanato le forze ribelli dalle loro basi nascoste e le hanno inseguite attraverso la galassia. Dopo essere sfuggito alla temibile flotta stellare dell’Impero, un gruppo di combattenti per la libertà guidato da Luke Skywalker ha stabilito una base segreta sul lontano mondo di ghiaccio del pianeta Hoth. Il malvagio Lord Darth Vader, ossessionato dall’idea di trovare il giovane Skywalker, ha inviato migliaia di sonde fino ai più lontani confini dello spazio…[/quote]

George Lucas a tre anni dal successo planetario del suo Star Wars prosegue la sua memorabile space-opera con L’impero colpisce ancora, stavolta visto il costo fisico e psicologico profuso nella prima pellicola Lucas chiede ad Irvin Kershner, all’epoca noto per aver diretto il thriller Gli occhi di Laura Mars, di occuparsi della regia.

Con “L’Impero” Lucas decide di mescolare un po’ le carte, inserisce una figura paterna sino a quel momento idealizzata trasformandola in un fardello davvero difficile da portare per il protagonista; il Lato oscuro prenderà consistenza e si materializzerà in qualcosa di tangibile che va oltre la figura di Darth Vader, diventando una minaccia anche per il più ligio dei Cavalieri Jedi e inoltre c’è anche un’evoluzione per il triangolo amoroso che vedeva l’egocentrico e sbruffone Han Solo contrapposto all’ingenuo e idealista Luke Skywalker, la principessa Leia sceglierà Solo, ma questa scelta sarà figlia di un altro colpo di scena che Lucas ha ancora in serbo per la sua saga, Leia e Luke sono fratelli ed entrambi figli di Anakin Skywalker alias Darth Vader.

Una nuova visione a 35 anni di distanza pone ancora L’impero colpisce ancora, nel frattempo rititolato Star Wars Episodio V, come il miglior capitolo della saga e cosa ancor più peculiare come uno dei miglior sequel di sempre accanto a titoli come Il Padrino parte II e Aliens. Il film all’epoca della sua uscita non riusci a superare gli incassi del primo capitolo della saga (775 milioni worldwide), ma costato “solo” 18 milioni di dollari (altre fonti riportano 33 milioni) ne incassò in tutto il mondo oltre 538. Due le statuette vinte con un Oscar al miglior sonoro e un Oscar speciale per gli effetti visivi.

Nel film compare per la prima volta il maestro jedi Yoda, personaggio doppiato dal regista Frank Oz e concepito dal make-up artist Stuart Freeborn che lo creò prendendo a prestito caratteristiche fisiche di se stesso e dello scienziato Albert Einstein. Come affermò lo stesso Lucas a suo tempo, se Yoda non avesse funzionato l’intero film sarebbe stato da buttare. Yoda non solo funzionò, ma grazie all’interpretazione di Mark Hamill nei panni del giovane allievo Jedi Luke Skywalker, il confine tra fantasia e realtà si sfumò in un modo unico e immersivo che è il cuore della magia del cinema e Yoda, come il Pinocchio di Collodi, da burattino divenne un vero e proprio personaggio in carne e ossa e un’icona del cinema di fantascienza, questo prima che Lucas in preda alla mania da CG non lo trasformasse in una sorta di Tartaruga ninja impazzita nel duello da cartone animato che nell’Episodio II (L’attacco dei cloni) vedrà Yoda fronteggiare un altrettanto acrobatico Conte Dooku interpretato dal veterano Christopher Lee.

Per quanto riguarda la “special edition”, questo secondo capitolo è quello in cui Lucas si è dimostrato meno invasivo e ha fatto realmente ciò che serviva intervenendo su sonoro e colore, dando qualche ritocco qua e là e alzando il livello di fruibilità visiva.

 

 

Star Wars Episodio VI – Il ritorno dello Jedi (1983)

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[quote layout=”big”]Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…
Luke Skywalker è tornato al suo pianeta natale Tatooine nel tentativo di strappare il suo amico Han Solo dalle grinfie del malvagio bandito, Jabba The Hutt. Luke non può sapere che l’Impero Galattico ha iniziato in gran segreto la costruzione di una nuova stazione spaziale corazzata ancora più potente della temuta Morte Nera. Una volta completata, quest’arma risolutiva segnerà la fine del pugno di ribelli che lottano per restituire la libertà alla galassia…[/quote]

Il ritorno dello Jedi è il terzo ed ultimo capitolo della trilogia originale di Star Wars, anche se in seguito Lucas numererà questo capitolo come il sesto dopo aver girato la trilogia prequel. Lucas continua a supervisionare il progetto in veste di produttore e ad occuparsi del comparto effetti speciali con la sua “ILM” lasciando la regia a Richard Marquand reduce da La cruna dell’ago, spy-story tratta da un romanzo di Ken Follett con protagonista Donald Sutherland.

La serie comincia inevitabilmente a mostrare la corda, anche se la splendida confezione e la fidelizzazione verso i personaggi, ormai consolidatasi dopo due grandi film, lascia che l’avventura e la meraviglia prendano il sopravvento. In questo terzo film l’aumento degli effetti speciali in maniera esponenziale va a discapito delle dinamiche dei personaggi, che passano in secondo piano e si percepisce forte il bisogno di tirare le fila anche a rischio di ripetersi. Il risultato è comunque godibile e coinvolgente tranne che per un paio di scivoloni: l’umanizzazione di Darth Vader, per il sottoscritto un grosso errore a discapito di un personaggio ormai iconico e naturalmente il debutto degli Ewoks, personaggi inseriti per accontentare i più piccini, ma che risultano posticci quanto un peluche (quanto può essere credibile un peluche guerriero?). Questi goffi orsetti che popolano la luna boscosa di Endor e rendono le sequenze di battaglia a dir poco surreali diventeranno successivamente protagonisti di due film tv per ragazzi, L’avventura degli Ewoks, Il ritorno degli Ewoks e di una serie tv d’animazione, Star Wars: Ewoks andata in onda per due stagioni.

Il ritorno dello Jedi con il budget più elevato della trilogia (32 milioni di dollari) vince un Oscar per migliori effetti visivi e incassa nel mondo oltre 400 milioni di dollari confermandosi come il minor incasso della saga.

Per quanto riguarda la “special edition” qui Lucas è stato ancora una volta invasivo inserendo una bizzarra e terribile sequenza in CG con protagonisti due ridicoli cantanti alieni che si esibiscono nel palazzo di Jabba. Da segnalare inoltre una modifica che seppur dovuta proprio non siamo riusciti a metabolizzare, parliamo dell’inserimento nella scena finale dei festeggiamenti al villaggio degli Ewoks dell’Anakin Skywalker interpretato da Hayden Christensen nella trilogia prequel; l’attore in versione “Fantasma della Forza” al fianco di Yoda e dell’Obi-Wan-Kenobi di Alec Guinness risulta fuori luogo, anche per il fatto di non aver reso giustizia ad uno dei villain più famosi e amati del cinema di fantascienza.

 

 

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