Candidato a Sorpresa: Recensione in Anteprima

Cineblog recensisce in anteprima per voi Candidato a Sorpresa, interpretato da Will Ferrell e Zach Galifianakis

Nell’anno delle elezioni presidenziali americane, Hollywood tenta di stemperare i toni che già da tempo si sono riaccesi tra le due fazioni politiche in vista dell’appuntamento del 6 Novembre. E d’altro canto sia all’interno del cast che della produzione c’è chi ha avuto modo di sottolineare quanto per loro sia importante alleggerire l’atmosfera.

Per questo nobile intento è stato assemblato un duo inedito, composto da Zach Galifianakis e Will Ferrell. Ma è guardando a quest’ultimo che si riesce a dare un’idea circa il tono di Candidato a Sorpresa. Irriverente, sboccata e, manco a dirlo, politicamente scorretta, questa pellicola diretta da Jay Roach. Tutte qualità per una commedia che oscilla tra satira e nonsense, ricca di episodi al limite e che ne ha praticamente per tutti.

Cam Brady (Ferrell), deputato di lungo corso al congresso in un distretto nel Nord Carolina, rischia dopo svariati mandati di uscire dalle prossime elezioni con la coda fra le gambe. Al di là della banale gaffe commessa, però, il problema è un altro: i magnati che finanziano la sua campagna elettorale si vedono negare alcune “concessioni” dal suo partito. L’unica per realizzare i loro piani, a questo punto, è quella di puntare su un rivale. Ma chi? Potrebbe essere il goffo Marty Huggins (Galifianakis) la risposta alle loro necessità?

Come abbiamo accennato poco sopra, The Campaign (questo il titolo originale del film) spara a zero su tutti sin dalle prime battute. E lo fa senza esclusioni di colpo, in maniera quasi pedante ma in ogni caso divertente. L’intero arco narrativo viene spalmato nelle otto settimane che precedono le elezioni, in un susseguirsi di cattiverie più o meno gratuite.

Una politica marcia quella che ci viene dipinta, dai toni per forza di cose esasperati. E se manca di realismo in certi surreali episodi o uscite grottesche, non si può certo dire che quanto vediamo sullo schermo manchi di verosimiglianza. Lo spunto da cui tutto è originato verte su quanto avviene “sotto banco” durante la corsa ad una qualsivoglia carica. Magre figure e strafalcioni di ogni genere sono essenzialmente frutto del lavoro nell’ombra da parte dei candidati e dei loro staff.

Nell’ombra come Tim Wattley (Dylan McDermott), il classico mercenario politico che lavora su commissione. E’ a lui che viene affidato il compito di ricostruire Marty, partendo praticamente dalle fondamenta. E mentre quest’ultimo acquisisce maggiore confidenza con l’ambiente, Wattley non può che restare esterrefatto per gli enormi progressi della sua opera. Progressi che si traducono essenzialmente in capacità di attacco a suon di bassezze di ogni tipo. Candidato a Sorpresa è interamente costellato di queste scene.

Da un involontario pugno in faccia a un infante, alle ridicole accuse di terrorismo basate su motivazioni oggettivamente insensate, passando da stoccate che arrivano a coinvolgere addirittura la famiglia. Non a caso i parenti dei protagonisti di questo sgangherato teatrino giocano un ruolo non da poco. Uno dei momenti più divertenti, infatti, coinvolge proprio la famiglia di Marty, riunita a tavola poco dopo aver preso la decisione di concorrere al posto di deputato. E’ lì che il capo famiglia, conscio di essere oramai un personaggio pubblico, invita moglie e figli a confidarsi: “d’ora in avanti saremo sotto i riflettori… se c’è qualcosa che debbo sapere, qualunque cosa, ogni segreto, vi prego di parlarne. Vi prometto di non arrabbiarmi“. Il resto ve lo lasciamo immaginare; vi diciamo solo che le sequenze successive non mancano certo di fantasia.

Dall’altra parte abbiamo un Will Ferrell che non si risparmia e preme sull’acceleratore di un personaggio scorretto, menefreghista, oltremodo sopra le righe. Il classico bulletto, borioso e sicuro di sé. Quello che si chiude in un gabinetto sanitario insieme ad una giovane intraprendente dopo un discorso, per poi scaricare il barile su tutti quegli infami che gli hanno fatto bere troppo alcol. Non da meno è la moglie, cinica, spietata, arrivista fino al midollo: “Voglio essere la second lady, costi quel che costi“. Esatto, second. Pessimo, fuori controllo, ma davvero spassoso il deputato Cam Brady, in piena linea coi personaggi migliori di Ferrell.

E così, fino allo scontato epilogo moraleggiante, dove le già rimescolate carte azzerano le differenze ed anche i “veri cattivi” suscitano qualche risata. Una commedia piuttosto leggera questo Candidato a Sorpresa, dunque. Eppure non frivola, sebbene siano sin troppo ovvie le competenze che le spettano, cioè intrattenere e nulla più. Non mancano gli spunti per qualche amara riflessione, ma per lo più si punta sulla risata molesta, talvolta immotivata perché essenzialmente basata su dinamiche volutamente idiote. Obbiettivo centrato, quindi. La campagna elettorale è andata a buon fine.

Voto di Antonio: 6,5

Candidato a Sorpresa (The Campaign, USA, 2012). Di Jay Roach, con Will Ferrell, Zach Galifianakis, Jason Sudeikis, Dylan McDermott, Katherine LaNasa, John Lithgow, Dan Aykroyd e Brian Cox. Qui trovate il trailer italiano. Da domani, 21 Settembre, nelle nostre sale.

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