The Vatican Tapes: recensione in anteprima

Il co-regista di "Ghost Rider 2" si cimenta in solitaria con un horror a sfondo demoniaco che può contare su una protagonista credibile e qualche sequenza particolarmente azzeccata.

Possessioni demoniache, esorcismi e un pizzico di Apocalisse nell'horror The Vatican Tapes, ma stavolta una nota positiva risiede in una narrazione sorprendentemente tradizionale (vedi "Il rito" con Anthony Hopkins). Per una volta non si ricorre miracolosamente all'inflazionato formato "found footage" (a parte qualche piccolo inserto), ormai divenuto squallido escamotage per risparmiare moneta sonante da parte dei produttori e propinare agli spettatori imbarazzanti pellicole finto-amatoriali (vedi "L'altra faccia del diavolo" e "L'ultimo esorcismo") anche se non mancano alcune eccezioni alla regola come l'interessante The Possession of Michael King.

The Vatican Tapes racconta di Angela Holmes (Olivia Taylor Dudley), una donna di 27 anni che conduce una vita normale finché la sua presenza inizia ad avere effetti devastanti su chiunque le sia vicino, provocando gravi incidenti e morte. Dopo il consueto iter medico-scientifico e un ricovero in una clinica psichiatrica si pensa ad una qualche influenza maligna sulla giovane, così interviene la Chiesa che conferma un caso di possessione demoniaca. Quando però il Vaticano interverrà per compiere l’esorcismo quello a cui due sacerdoti incaricati si troveranno di fronte sarà qualcosa di inatteso e terrificante, qualcosa capace di scatenare l'inferno in terra.

Il regista Mark Neveldine è qui alla sua prima regia in solitaria dopo aver co-diretto con Brian Taylor gli action Crank e Crank: High Voltage, l'interessante Gamer e il terribile sequel Ghost Rider - Spirito di vendetta. Il fatto che Neveldine non si sia mai cimentato con un horror è allo stesso tempo un fattore positivo e un inevitabile tallone d'Achille poiché se è vero che si nota il lodevole tentativo di ispirarsi ad alcuni classici (da L'esorcista a The Exorcism of Emily Rose passando per Il presagio e Stigmate), questo continuo ammiccare a destra e a manca finisce per non portare al film un minimo sindacale di personalità.

the-vatican-tapes-recensione-in-anteprima.jpg

Per quanto riguarda la scena dell'esorcismo finale, che in ogni film di questo genere ha una sua "coreografica" rilevanza, Neveldine si dimostra sorprendentemente sobrio, allestendo sequenze di buon impatto orrorifico nobilitate da una protagonista credibile e talentuosa, piazzando qualche colpo allo stomaco dello spettatore davvero ben assestato. Purtroppo però Neveldine è abituato ad un cinema fracassone e sopra le righe e si contiene finché può, ma nonostante la buona volontà finisce per perdere il controllo in dirittura d'arrivo lasciandosi andare ad un finale troppo urlato e davvero troppo frettoloso nel tirare le fila.

Un discorso a parte va fatto per lo scenario "complottista" a sfondo clericale, tutta la parte del "Per duemila anni il Vaticano ci ha nascosto le prove del male" è mera cornice e nulla più; le sequenze ambientate in Vaticano risultano superflue; il Vicario imani di Djimon Hounsou e il Padre Lozano di Michael Peña personaggi a dir poco evanescenti, mentre invece risulta particolarmente efficace la performance dell'attore svedese Peter Andersson nei panni del Cardinale Bruun, a lui il compito di guidare l'esorcismo finale con un intrigante mix emotivo di ambiguità morale, puro terrore e tormentata determinazione.

Concludendo, The Vatican Tapes rispetto al sottogenere cui fa riferimento è una spanna sopra imbarazzanti horror di recente produzione, ma di certo non manca di deludere laddove un regista più esperto avrebbe giocato d'astuzia e sfruttato a dovere la moltitudine di cliché che il genere offre. Non possiamo però neanche ignorare il fatto che Neveldine non abbia scelto la strada più semplice come la furba scappatoia del formato found footage e che alla fine la pellicola, pur senza guizzi di sorta, regali nel suo complesso del discreto intrattenimento.

 

voto di Pietro 6

The Vatican Tapes (Horror / USA 2016). Un film di Mark Neveldine con Olivia Dudley, Michael Peña, Kathleen Robertson, Djimon Hounsou, Dougray Scott, John Patrick Amedori, Tehmina Sunny, Michael Paré, Daniel Bernhardt, Bruno Gunn, Peter Andersson, Cas Anvar, Kent Shocknek, Noemi Gonzalez, Alex Corrado. Al cinema dal 7 gennaio 2016

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: