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The Possession: la recensione di Cineblog

Prodotto da Sam Raimi, The Possession arriva finalmente anche in Italia. Leggete la nostra recensione

The Possession è arrivato nelle sale il 25 ottobre. L’avete visto? Vi è piaciuto? Vi riproponiamo la nostra recensione scritta in anteprima l’11 ottobre. E la nostra classifica sui film “possessivi”.

Cosa avrà ancora da dire Hollywood sul mondo dell’esorcismo 40 anni dopo il capolavoro di William Friedkin? Assolutamente nulla, ma gli horror spiritici hanno sempre il loro fascino, tanto da accavallarsi, anno dopo anno e regista dopo regista, con titoli spesso scadenti e purtroppo dimenticabili.

The Possession, prodotto da Sam Raimi e diretto da Ole Bornedal, rientra perfettamente in quest’ultima e tutt’altro che invidiabile categoria. Costato appena 14 milioni di dollari, e riuscito ad incassarne 50 solo negli States, il film della Lionsgate si avvicina più a Scary Movie che all’Esorcista, causa involontarie ma rumorose risate suscitate durante la sua lunga, stancante e ripetitiva visione.

Come sempre accade in questi casi, ottimo il lancio, con locandine inquietanti e trailer solo apparentemente intriganti. Perché tutto ciò che viene mostrato in quei 2 minuti è esattamente il ‘meglio’ che il film riesce ad offrire.



Tratto da un articolo, “Jinx in a Box”, pubblicato sul Los Angeles Times, e di fatto automaticamente ‘ispirato a (pseudo) fatti realmente accaduti‘, The Possession narra la storia della famiglia Brenek. Tutto ha inizio quando la dolce, allegra ed ambientalista Em viene attratta da una misteriosa scatola ad un mercatino delle pulci. Travolto dalle suppliche della figlia, papà Clyde acquista l’oggetto alla bimba, per poi tornarsene a casa. Peccato che quella scatola nasconda un segreto. Em è ossessionata dalla sua presenza, parla con lei, dorme con lei, e soprattutto ‘cambia’ atteggiamento nei confronti del mondo che la circonda. Diventa violenta, pericolosa. Sconvolto dagli strani fatti accaduti, il padre prova a capire cosa ci sia dietro quella scatola, scoprendo l’amara verità: è la prigione di un Dibbuk, spirito maligno narrato da antiche leggende ebraiche, per secoli intrappolato ed ora ‘liberato’ dalla piccola Em. Di fatto posseduta…

Prendete carta e penna. Strappate dei foglietti e su ognuno di questi scrivete quello che immaginate potrebbe accadere in un film a tinte spiritiche. Fatto? Splendido. Avete sceneggiato The Possession. Diretto dal danese Bornedal, regista del tutt’altro che malvagio Nightwatch – Il guardiano di notte, il film prodotto da Raimi non è altro che una ridicola accozzaglia di eventi pseudo horror, riciclati da altre pellicole e qui massacrati da uno script che grida vendetta. Giocando con una sola apparente tensione, Bornedal costruisce il suo ritorno ad Hollywood a piccoli passi. Scena dopo scena il film ‘sembra’ carburare, per poi tornare a tirare il freno a mano e piombare nel sonno. Succede poco. Anzi, forse dovremmo dire nulla. Fino all’attesa ‘esplosione’ orrorifica, in realtà stroncata sul nascere da una serie di situazioni che producono involontarie, tutt’altro che cercate ma inevitabili risate.

L’incipit è ovvio. Famiglia di separati, figlia minore adorabile, figlia maggiore decisamente più scontrosa. Tutto ruota splendidamente, fino all’arrivo dell’episodio scatenante, che fa rima con scatola. Qui succede qualcosa. Nessuno sembra accorgersi di niente. Compare dal nulla lo ‘sciamano’ ebreo che tutto sa e tutto vede. E’ possessione. Urge esorcismo. Il resto lo lasciamo alla vostra immaginazione, che fidatevi combacerà perfettamente con quanto purtroppo accade nel film.

Personaggi inconcludenti (il fidanzato dentista della madre), scene esilaranti (il vestiario della piccola Em quando appare al povero dentista), dialoghi da mani nei capelli e una serie infinita di cliché che risultato stucchevoli, tanto scontati. E’ oggettivamente difficile salvare qualcosa da un titolo di questo tipo, così sconclusionato, e poco credibile da lasciare interdetti, visti anche i buoni risultati ottenuti al box office americano.

Se a vestire i panni del padre ‘coraggio’ troviamo lo Javier Bardem dei poveri (Jeffrey Dean Morgan), finisce per non convincere neanche la piccola Natasha Calis, ovvero la posseduta Em, costretta dal regista ad alcune trasformazioni espressive da La sai l’Ultima, mentre l’Oscar dell’inutilità va a Grant Show, nei panni di un uomo la cui presenza è semplicemente insensata, tanto da sparire di punto in bianco a 20 minuti dalla fine (con tanto di fuga stracult). Ignobilmente marchiato Sam Raimi, The Possession non fa altro che confermare lo scarsissimo momento di forma del cinema americano sull’argomento ‘spiritico’, talmente abusato dall’aver iniziato a raschiare il fondo del ridicolo.

Voto di Federico: 3,5
voto di Antonio: 3,5
Voto di Carla: 4

The Possession (Usa, Horror, 2012) di Ole Bornedal; con Jeffrey Dean Morgan, Kyra Sedgwick, Grant Show, Madison Davenport, Natasha Calis, Agam Darshi, Quinn Lord, Rob LaBelle, John Cassini, Nana Gbewonyo, Erin Simms, Jim Thorburn, Amanda Dyar, Matisyahu, Anna Hagan, Graeme Duffy, Kyle Cornell, Adam Young, James O’Sullivan, Sharmaine Yeoh, David Hovan, Jarett John – uscita in sala: giovedì 25 ottobre 2012qui il trailer italiano