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Onda su Onda di Rocco Papaleo: Recensione in Anteprima

Sei anni dopo Basilicata Coast to Coast Rocco Papaleo ritrova Alessandro Gassmann per il suo 3° film da regista.

Sei anni dopo l’inatteso esordio con Basilicata Coast to Coast, che lo portò a vincere un David e un Nastro d’Argento come miglior regista esordiente, e tre anni dopo la mancata conferma con Una piccola impresa meridionale, Rocco Papaleo torna al cinema in qualità di regista con Onda su Onda, film che l’ha visto sfidare l’oceano, tanto dall’approdare in Uruguay.

Un film sulla carta ambizioso, anche perché immaginiamo non poco costoso, ma a conti fatti straordinariamente deludente, perché privo di ritmo, sbagliato nei toni e dannatamente noioso. Protagonisti due uomini insoddisfatti dalle rispettive vite. Ruggero, cuoco solitario che mai abbandona la nave in cui è salpato 4 anni prima, e Gegè, fallito cantante che viaggia proprio su quella nave merci perché chiamato a raggiungere Montevideo per un concerto che si augura possa rilanciarne la mai esistita carriera. Due uomini differenti e frustrati, delusi e solitari. Da una parte un laconico ed intellettuale idealista, dall’altra un egocentrico, cinico e vanitoso cantante. Nel mezzo una sceneggiatura povera di brio, infarcita di tempi morti e frasi fatte, costruita su due protagonisti ugualmente insopportabili e su una storia in cui nulla/tutto è come sembra.

Una pellicola di ‘maschere’, quella pensata da Papaleo, in cui qualsiasi personaggio interpreta qualcun altro, nascondendo volti in un modo o nell’altro ‘traditi’ dalla vita. Quella vita da cui Ruggero è sceso e Gegè mai salito. Ritrovata la musicalità di quel Basilicata Coast to Coast che tanto successo fruttò, l’attore di Lauria ha confezionato un’opera confusionaria persino nei generi, spaziando tra gratuita demenzialità e dramma, commedia e farsa. Da subito, ovvero da quell’inspiegabile e immotivata antipatia che esplode tra Papaleo e Gassman, Onda su Onda prende la strada del già visto, leggi opposti che si attraggono dopo iniziale odio, e del forzato, per poi concedersi una lunga trasferta uruguagia in cui non andare mai oltre l’estetica architettonica di Montevideo.

Qui, ad accogliere Ruggero e Gegè troveremo Gilda Mandarino, organizzatrice del concerto che quest’ultimo dovrebbe tenere 30 anni dopo la sua prima e ultima volta nel Paese. Un evento che nasconde ovviamente verità taciute, incrociando immancabilmente le vite dei tre protagonisti. Al fianco di Papaleo e Gassman, limitato da un personaggio frutto di insostenibili cliché, spazio a Luz Cipriota, 30enne attrice argentina 4 anni fa vista in Terra ribelle 2 – Il Nuovo Mondo. Un ruolo, il suo, ancora una volta esagerato nella caratterizzazione (fa le ruote in strada, perché), così come quello del solitamente bravo e trasformista Massimiliano Gallo, chiamato ad indossare gli abiti di un comandante che ha l’ansia da naufragio, nonché l’ambizione di comandare una nave da crociera Grimaldi. Lei sì, unica ad uscirne vincitrice.

Infarcito di musiche e canti, tanto da presentarsi quasi come atipico musical, il film di Papaleo affonda inesorabilmente a causa di una sceneggiatura poco ispirata, sprovvista di guizzi e dai tempi infinitamente lunghi, tra le altre cose non aiutati da un discutibile montaggio. Più che un’onda uno tsunami nei confronti del Papaleo regista, naufragato malamente dopo aver provato a portare in porto un film nato per imbarcare acqua. Quella scesa dalle ginocchia degli spettatori.

[rating title=”Voto di Federico” value=”4″ layout=”left”]

Onda su Onda (Ita, commedia, 2016) di Rocco Papaleo; con Alessandro Gassmann, Rocco Papaleo, Luz Cipriota, Massimiliano Gallo, Calogero Accardo, Silvia Pérez – uscita giovedì 18 febbraio 2016.