Lui è tornato: Hitler si risveglia al cinema dal 26 al 28 aprile 2016

Se veramente Hitler si risvegliasse tra di noi, chi sarebbe in grado di riconoscerlo tra la folla di icone mediatiche del nostro palinsesto della realtà?

La nostra epoca cresciuta con crimini e criminali, i postumi dell'ultima guerra e un infondato senso di sicurezza, il nazismo, l'Olocausto e rituali anti sensi di colpa, tra eccesso di informazioni e una satira a prova di ogni efferatezza, sarebbe in grado di riconoscere il ritorno di un Adolf Hitler?

Siamo veramente vaccinati contro il meccanismo di seduzione e complicità innescato da abili affabulatori e cinici figuri?

"Lui è tornato" (traduzione fedele dal titolo originale tedesco "Er Ist Wieder Da") anche per riflettere sul dilemma, con il film campione di incassi di David Wnendt, tratto dal best seller di Timur Vermes, in testa alla classifica di SPIEGEL per 20 settimane, con oltre 2 milioni di copie vendute solo in Germania e traduzioni in oltre 40 paesi, pubblicato in Italia da Bompiani.

Dal bestseller al film, il viaggio tra il realismo del personaggio e il suo ritorno surreale, lascia risvegliare Hitler tra i cespugli di una tranquilla zona residenziale della Berlino di oggi, dove si suppone si trovasse il bunker in cui si sparò nel 1945.

Per il Führer redivivo le lancette del tempo ricominciano a ticchettare come se fossero rimaste ferme per un settantennio, lasciando immutato aspetto e brame di potere, mentre il desiderio di riportare la Germania ai fasti del Terzo Reich e la sua abilità nel fare proseliti, non tarderà a trasformarlo in un’icona mediatica della società tedesca contemporanea, multietnica e razzista che lo considera un brillante comico.

Alternando fiction a candid camera del falso Hitler (Oliver Masucci), in divisa e baffetti che si aggirava per le strade di Berlino, registrando le reazioni spontanee delle persone comuni, alla stregua del Borat di Sacha Baron, Lui è tornato, tra selfie con la folla che lo accoglie come una popstar, spinte nazionalsocialiste che serpeggiano nel Paese, le trame di ambiziosi produttori televisivi, mentre arriva sul grande schermo con satira acuta e amara della portata della nostra inclinazione.

"La mia generazione rischia di dimenticare il passato. Bombardati da un mare di informazioni e nozioni, si fa fatica a sviluppare senso critico e a leggere il presente con coscienza."

David Wnendt

Ad affiancare Oliver Masucci nei panni del 'moderno' Adolf Hitler, anche Fabian Busch in quelli del giornalista Fabian Sawatzki, appena licenziato dal (finto) canale MyTV, sull’orlo della chiusura, e due suoi colleghi, Christoph Maria Herbst che interpreta l'ambizioso produttore che vuole diventare capo dell’emittente televisiva, in combutta con Katja Riemann.

In Germania il film prodotto da Christoph Müller e Lars Dittrich per Mythos e Constantin Film, ad una settimana dall'uscita ha portato in sala 500.000 persone ed è balzato in prima posizione alla terza, superando il film della Pixar Inside Out e diventando il film tedesco col maggiore incasso del 2015.

Anche in Italia Lui è tornato e sarà distribuito nelle sale il 26, 27 e 28 aprile da Nexo Digital (elenco dei cinema a breve disponibile su www.nexodigital.it), con i mediapartner Radio DEEJAY e Mymovies.it.

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Foto | Constantin Film Verleih GmbH

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