New York Academy: Recensione in Anteprima

Leu ballerina classica, lui violinista. Storia d’amore tra sfide e sacrificio in New York Academy.

Conclusa la saga Step Up, che diverrà serie Youtube, la distribuzione italiana torna a prendere a piene mani dalla cinematografia contemporanea dal taglio ‘musicale’ con New York Academy, titolo uscito ad aprile nelle sale d’America e riuscito ad incassare la miseria di 53,447 dollari. Prodotto, sceneggiato e diretto da Michael Damian, per 18 anni volto di Febbre d’Amore e persino cantante verso la fine degli anni ’80 con la hit Rock On, High Strung, questo il titolo originale, prende a piene mani da Saranno Famosi, portando sul grande schermo la storia di Ruby, ballerina classica, e Johnnie, violinista, giovani e aitanti artisti che dopo essersi conosciuti per puro caso, in metropolitana, finiranno per innamorarsi.

Insieme lotteranno, cadranno, si rialzeranno e prenderanno parte ad una gara che potrà cambiare la vita di entrambi, spalancando loro le porte della più prestigiosa scuola di spettacolo della Grande Mela. Soggetto tutt’altro che originale, è palese, con secchiate di retorica tra aspirazioni, ostacoli, tenacia, romanticismo e rivalità, rese per lo meno digeribili da buone coreografie e da un montaggio serrato, che tra improbabili svolte di scrittura e ovvietà varie finiscono per rendere il tutto digeribile.

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A pesare sulla riuscita non solo una fotografia dal taglio televisivo ma anche, se non soprattutto, uno script privo di sfumature e dei protagonisti recitativamente parlando assai discutibili. Keena Kampa, che indossa gli abiti di Ruby Adams, è infatti una ballerina del Teatro Marrinskij di Russia, mentre Nicholas Galitzine, ovvero il bello e tenebroso Johnnie, è soprattutto un cantante professionista e un musicista, tanto fascinoso quanto dotato di scarsa flessibilità espressiva. A non aiutarli, tra le altre cose, i tanti, troppi primi piani stretti che rimarcano la flebile intensità comunicativa della coppia.

Se le scene di ballo funzionano, mischiando al loro interno musica classica e contemporanea, hip-hop e balletto, con oltre 60 ballerini professionisti sul set, è il contorno che oscilla tra il romanticismo spinto e pseudo colpi di scena a far storcere la bocca, perché mai del tutto credibile e il più delle volte forzato. Damian, che ha girato gli interni della scuola a Bucarest per risparmiare denaro, non ha fatto altro che affidarsi ai classici del genere, finendo così per non portare davvero nulla di nuovo rispetto a quanto già visto fino ad oggi in sala. Da una parte la solita storia d’amore esplosa improvvisamente, con tanto di colpo di fulmine al rallenty, e dall’altra sfide su sfide tra violinisti e crew, professori mentori ed altri volutamente severi per invogliarti a far meglio, mentre si rimarca ossessivamente la necessità del sacrificio per poter raggiungere i propri obiettivi, credendo neanche a dirlo sempre in se’ stessi.

Per gli amanti del genere un film probabilmente accettabile, per non dire godibile, visto il ritmo che vuoi o non vuoi procede in maniera decisa, mentre per tutti gli altri un’opera onestamente evitabile. Per non dire serenamente inutile.

[rating title=”Voto di Federico” value=”5″ layout=”left”]

New York Academy (High Strung, musicale, 2016, romantico) di Michael Damian; con Jane Seymour, Sonoya Mizuno, Paul Freeman, David Lipper, Maia Morgenstern, Andrew Pleavin, Nigel Barber, Anabel Kutay, Giulia Nahmany, Miranda Wilson – uscita giovedì 18 agosto 2016.

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