Venezia 2016, Piuma di Roan Johnson: Recensione in Anteprima

Genitori e figli dinanzi ad una gravidanza inattesa in Piuma di Roan Johnson.

Leggenda narra che lo scorso anno Lo Chiamavano Jeeg Robot, caso stagionale poi in trionfo tra premi vinti e euro incassati, venne incredibilmente scartato dalla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Onde evitare spiacevoli bis Alberto Barbera, in questa 73esima edizione, si è preso e assunto il rischio di piazzare in Concorso Piuma, 4° lungometraggio di Roan Johnson nonché secondo italiano in corsa per il Leone d’Oro, spaccando di fatto la critica del Lido. Applausi, fischi e addirittura un ridicolo ‘vergogna’ hanno accompagnato i titoli di coda della proiezione stampa mattutina, nei novanta minuti precedenti caratterizzati da ricche risate evidentemente fuorvianti. Perché quando si dorme dalla noia, in Sala Darsena, si finisce incredibilmente per applaudire, mentre quando ci si sganascia dalle risate ci si ritrova dal nulla a fischiare. Misteri da Festival.

Una commedia pura, quella diretta e co-sceneggiata dallo stesso Johnson, con protagonisti due adolescenti. Ferro e Cate, poco più che maggiorenni ad un passo dalla maturità e da un’estate a lungo attesa la cui vita viene stravolta da una gravidanza. Perché entrambi diverranno genitori. Avendo già abortito una volta decidono di tenere il nascituro, che sarà femminuccia e si chiamerà Piuma, senza però rendersi conto della tempesta che si abbatterà su di loro nei nove mesi successivi. Neanche i loro genitori, infatti, sono preparati ad una simile notizia…

Volutamente leggero e divertente, paraculo nella sua evoluzione e romanocentrico, Piuma è innegabilmente l’azzardo veneziano di questa 73esima Mostra. Un alieno all’interno di quel Concorso da cui è stato incredibilmente escluso Indivisibili di Edoardo De Angelis (Giornate degli Autori), per un titolo che strizza l’occhio ad un pubblico trasversale, facendo quasi incrociare Juno con i Cesaroni.

Un coming of age generazionale con due adolescenti protagonisti che attraverso l’autoironia, l’incoscienza e il cazzeggio affrontano un tema importante come quello della maternità. Una Roma di periferia caotica e in perenne crisi, quella ripresa da Johnson, con la Tuscolana eletto regno di questa folgorata combriccola di personaggi. Due famiglie sconvolte da una gravidanza inattesa e dall’imprudenza di due giovani innamorati, interpretati da Blu Yoshimi Di Martino e dall’insostenibile Luigi Fedele. Se l’alchimia tra i due funziona, sono i loro personaggi a far storcere la bocca, con il ‘poeta’ Ferro esageratamente eccessivo, in tutti i sensi, tanto da sperare continuamente in un paio di ceffoni da parte dei genitori che purtroppo mai arriveranno. Strambe vicende che strappano grossa e grassa ilarità grazie soprattutto al padre di lui (un eroico Sergio Pierattini) e al fantastico nonno, senza però mai toccare quelle vette di poetica eleganza virziniana quasi 20 anni fa premiata proprio al Lido con un Gran Premio della Giuria meritatamente assegnato ad Ovosodo.

Poco incline al rischio, tanto da galleggiare con sapienza tra aborti spontanei e casuali, ipotesi d’adozione e gravidanze da portare a termine senza uno straccio di certezza, Piuma vola sulle ali di una leggerezza talmente marcata da risultare a tratti indigesta, fino a scemare in un consolatorio finale che vira sulla scontata strada della facile commozione. Proprio quella commozione che nessuno dei protagonisti, incredibile ma vero, finirà mai per esplicitare, visto e considerato che nemmeno una lacrime scenderà sui loro volti. Persino dinanzi ai deliri vissuti nel corso di questi nove folli mesi ripresi in sequenza da Johnson tra litigi e incomprensioni in famiglia, sogni acquatici di periferia e confronti di coppia. Genitori e figli che si incrociano e generazioni a confronto che si scontrano, per una simpatica, lieve, imperfetta ma fresca commedia nazionalpopolare che paga esageratamente lo scotto del Concorso al Lido. Perché fuori dall’intoccabile contesto veneziano (vedi la più appropriata Festa del Cinema di Roma) altre sarebbero state le reazioni, così come differente, probabilmente, sarebbe stata l’accoglienza se la nazionalità di Piuma fosse stata ‘straniera’. Ma questa è un’altra (triste) storia.

[rating title=”Voto di Federico” value=”6″ layout=”left”]

Piuma (Ita, commedia, 2016) di Roan Johnson; con Luigi Fedele, Blu Yoshimi Di Martino, Sergio Pierattini, Michela Cescon, Francesco Colella – Concorso – uscita giovedì 20 ottobre 2016.

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