Roma 2016, Kicks: Recensione in Anteprima

Un paio di Nike rubate e una caccia al ladro senza paura ne’ esclusioni di colpi. Kicks dell’esordiente Justin Tipping alla Festa del Cinema di Roma 2016.

Applaudito al Tribeca Film Festival di Robert de Niro, Kicks dell’esordiente Justin Tipping è sbarcato alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione autonoma e parallela Alice nella Città, confermando quanto scritto oltreoceano.

Protagonista un 15enne di bassa statura, dal fisico esile e dai capelli ricci alla ‘figlio di Will Smith’. Povero a tal punto dall’andare in giro con le scarpe da ginnastica delle scuole medie, ovviamente distrutte dopo tanti anni, Brandon sogna giorno e notte delle Air Jordans. Perché un paio di scarpe può cambiarti la vita, spalancandoti le porte del rispetto tra coetanei e un chiaro interesse da parte delle fanciulle. Come se fosse un segno del destino, l’Air Jordan dei sogni capita tra le sue mani ad un buon prezzo, fino a quando una gang di zona gliele strappa dai piedi, lasciandolo a terra dolorante. Brandon e i suoi amici partono così all’avventura per recuperare le scarpe rubate, affrontanto pistole spianate e strade pericolose che una volta imboccate difficilmente potranno poi essere abbandonate.

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Ambientato tra i quartieri più malfamati di Oakland, California, Kicks porta in sala un chiaro spaccato del quotidiano americano, attraverso un realismo sociale che incrocia il mondo ‘black’ delle periferie a stelle e strisce. Violente, sboccate, criminali. Nessuno è al sicuro, in queste vie in che trasudano machismo e in cui il povero Brandon, che dimostra molto meno dei suoi 15 anni, è costretto a ‘crescere’ e a ‘maturare’ nell’arco di 24 ore. Il giovane non riesce proprio a digerire il furto delle idolatrate scarpe, che l’hanno lasciato scalzo con ai piedi le ciabattine a fiori della madre praticamente assente. Il ‘mondo’ familiare del bravissimo Jahking Guillory, infatti, Tipping non ce lo mostra. Le giornate di questo ragazzo sono tutte uguali, tra campo da basket, alcolici rubati al supermercato e canne con i suoi due migliori amici, a parlare di donne e posizioni sessuali ovviamente mai neanche lontanamente provate. Gli adulti, di fatto, è come se non esistessero, e nei pochi casi in cui fanno fugaci apparizioni sono deplorevoli modelli.

Suddiviso in ‘capitoli’ che prendono il nome da testi rap, Kicks non ha filtri ne’ censure. E’ la voce fuori campo dello stesso Brandon a condurci lungo questo coming-of-age in salsa gangsta rap, mentre il suo alter-ego onirico venuto dallo Spazio gli innesta forza e fiducia. Perché c’è un grande passo verso la maturità da compiere, una bandiera da adulto da piantare e una Luna da conquistare con ai piedi l’Air Jordan dei desideri.

Tipping guarda a Ladri di biciclette nel raccontare il degrado urbano di una generazione nata e cresciuta a pane e delinquenza, senza figure genitoriali alle spalle e parenti ‘galeotti’ che istigano alla violenza (ancora Mahershala Ali, già visto in Moonlight). Prodotto dalla Animal Kingdom e negli Usa distribuito dalla Focus Features, l’imperfetto ma potente Kicks conferma ancora una volta, casomai ce ne fosse bisogno, la forza visiva e narrativa dell’attuale cinema indipendente americano, qui tra le altre cose accompagnato dal miglior product placement su piazza dai tempi dello zemeckisiano Cast Away.

[rating title=”Voto di Federico” value=”7″ layout=”left”]
[rating title=”Voto di Gabriele” value=”5″ layout=”left”]

Kicks (Usa, drammatico, 2016) di Justin Tipping; con Jahking Guillory, Christopher Jordan Wallace, Christopher Meyer

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