Roma 2016, The Hollars: Recensione in Anteprima

Una famiglia disfunzionale al centro di The Hollars, secondo film da regista di John Krasinski.

8 anni dopo Brevi interviste con uomini schifosi, trasposizione cinematografica della raccolta di racconti brevi firmati David Foster Wallace, l’attore John Krasinski è tornato a cimentarsi dietro la macchina da presa con The Hollars, comedy a tinte drammatiche da lui stesso interpretata, prodotta ma stranamente non sceneggiata (lo script è di James C. Strouse).

Il divo di The Office ha ceduto al più classico dei comeback a stelle e strisce, con un titolo low budget incentrato sul ritorno a casa di John Hollar, aspirante artista con figlio in arrivo e un lavoro poco appagante nella Grande Mela ‘costretto’ a tornare nella piccola città di provincia. Sua madre è gravemente malata, con la disfunzionale famiglia ritrovatasi al suo capezzale. Qui, neanche a dirlo, John rivivrà alcune realtà che aveva fortunatamente per lui dimenticato, vedi la storica ex fidanzata ma anche, se non soprattutto, le dinamiche interne alla sua stramba famiglia.

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C’è poco o nulla di originale, in The Hollars di John Krasinski, film pieno di umanità anche dinanzi ai propri palesi difetti. Merito di uno script che se da una parte pecca pesantemente di banalità ed esagerazioni, dall’altra ha comunque il merito di costruire rapporti emozionali tra i suoi protagonisti. Margo Martindale, mamma di ferro con tumore al cervello, traina la pellicola da un letto d’ospedale, unendo con capacità i puntini di una famiglia fuori dal normale. E’ lei a portare i pantaloni in casa, tant’è che il marito Richard Jenkins, perennemente in lacrime al sol pensiero di poterla perdere, la chiama teneramente ‘capo’, così come è sempre lei a mantenere alto l’umore, persino dinanzi ad una delicata operazione al cervello che si fa sempre più vicina. Tutto questo mentre i 3 maschi di casa vivono con preoccupazione un presente alquanto complicato. Se Jenkins è a tal punto sommerso dai debiti da cullare l’ipotesi di dichiarare bancarotta, Sharlto Copley mal digerisce la ritrovata felicità sentimentale dell’ex moglie (da lui lasciata), mentre Krasinski, strozzato da una professione probabilmente sbagliata, trema all’idea di una propria famiglia, visto quanto vissuto con quella di nascita.

Pesantemente snobbato in patria (1 milione di dollari appena d’incasso), The Hollars cavalca un tema universale decine di volte già sviscerato dal cinema americano, vendendo a buon prezzo dinamiche narrative troppo spesso visibilmente forzate. Dalla ricca Anna Kendrick che si fa 8 ore di taxi per raggiungere l’amato, in quanto gelosa, all’ex fidanzata di Krasinski la cui utilità nasce e muore nel dover motivare l’astio del marito/infermiere nei confronti di John, passando per la mamma trascinata fuori dall’ospedale a 24 ore dall’intervento solo e soltanto per farle mangiare patatine fritte ed hamburger e la solita Kendrick che scopre di aspettare due gemelli una volta arrivata al nono mese. Espedienti tirati per i capelli con il solo obiettivo di suscitare ‘commovente’ ilarità, dando così vita al classico mix di drama e comedy con il bilancino soppesato da un Krasinski tanto digeribile quanto dimenticabile.

[rating title=”Voto di Federico” value=”6″ layout=”left”]

The Hollars (Usa, commedia, 2016) di John Krasinski; con John Krasinski, Anna Kendrick, Mary Elizabeth Winstead, Charlie Day, Sharlto Copley, Richard Jenkins, Randall Park, Margo Martindale, Mary Kay Place, Josh Groban, Ashley Dyke, Tonea Stewart

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