SFashion: trailer e locandina del film di Mauro John Capece

SFashion: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film drammatico di Mauro John Capece nei cinema italiani dal 23 marzo 2017.

 

Il 23 marzo esce nei cinema italiani SFashion, il film di Mauro John Capece che porta la crisi economica sul grande schermo narrando di un’imprenditrice che lotta per tenere in vita la sua azienda di famiglia.

Il film è interpretato Corinna Coroneo (La Scultura; Il Poeta; Hemingway for Cuba), Giacinto Palmarini (Pontormo; Il fuoco su di me), Randall Paul (Quattro Matrimoni
e un funerale; Eyes Wide Shut; Mission Impossible) e Andrea Dugoni (1992; Non Uccidere).

 

Evelyn è un’imprenditrice di terza generazione e porta avanti una storica azienda di moda ereditata dal nonno, a cui era immensamente legata. Ha un legame molto umano con i suoi dipendenti che adora e chiama sempre per nome, dal primo all’ultimo. L’azienda è attualmente in profonda crisi finanziaria a causa della crisi e della pressione fiscale esagerata. Evelyn è addirittura arrivata a vivere all’interno dell’azienda pur di salvarla. La crisi dell’azienda di Evelyn si ripercuote fortemente nella sua vita affettiva e familiare. La vediamo single, sola e confusa, alle prese con un ex marito che ama ancora ma che oramai non la vuole più. la vita continua ed Evelyn continua a lavorare alacremente e a dormire in azienda, senza imbrogliare nessuno, fino a che non va incontro al suo destino fallimentare con grande dignità.

 

Note di regia

Sono cresciuto in una famiglia di imprenditori e commercianti e conosco bene la realtà delle imprese. So che la crisi di un’Azienda può rovinare la vita di molte famiglie in pochissimo tempo. Ci si dimentica sempre che quelli che subiscono il cambiamento più estremo e irreversibile sono proprio gli imprenditori che, oberati dalle difficoltà e senza una seconda chance, ripercorrono, a modo loro, le tappe di una loro personale, terribile Via Crucis. E la malora dell’imprenditore spazza via di conseguenza le piccole speranze degli impiegati, dei fornitori e degli operai. C’è chi chi riesce a scappare all’estero e chi si ammazza e trova la morte, ma c’è anche chi non fa né l’uno, né l’altro e decide di andare, senza forze e con onestà, incontro al suo destino: la bancarotta.

[quote layout=”big”]Il Link Campus University di Roma, dato che l’Istat ha smesso di tenere il conto dei suicidi per la crisi, rileva che nel 2015 si sono ammazzate 189 persone per i debiti e il 46,1% di quelle persone erano imprenditori (non disoccupati, impiegati, studenti o pensionati).[/quote]

Le genesi di Sfashion, ovvero una storiellina moderna.

Tre anni fa, per questioni di lavoro, mi recai in un’azienda di moda. Arrivai troppo tardi. Era stata messa in liquidazione proprio quella mattina. C’erano solamente telai vuoti e tanta tristezza. In tutta l’enorme azienda c’era soltanto una donna, la receptionist a cui probabilmente il titolare aveva chiesto di rimanere. Era quasi certamente una donna di famiglia dato che stava allattando un neonato mentre lavorava. Allattava nonostante ci fossi io in quella stanza. Avevo appuntamento con il titolare e con il responsabile della comunicazione. “Ho un appuntamento”, dissi. “ con il titolare e con il responsabile della comunicazione”. “E’ troppo tardi”, fece lei. “La nostra azienda è saltata”. “Ma io ho parlato ieri con il titolare”, feci io. La donna mi guardò ma non rispose. Continuava ad allattare e parlare sottovoce con il bambino, come una pazza, e dietro di lei c’era un’enorme vetrata con centinaia di telai vuoti. Tornando indietro osservai la zona industriale e notai che la maggior parte delle aziende sulla strada era chiusa. Guidando vedevo solo decadenza, simile a quella che puoi vedere in Texas ai confini col Messico. Tornai a casa e pensai alla fine che ci stavano facendo fare.

 

 

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