Spider-Man: Homecoming, Tom Holland e Jon Watts a Roma - la conferenza

Conferenza stampa romana per Tom Holland e Jon Watts in vista di Spider-Man: Homecoming.

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Afosa e assolata giornata romana per Tom Holland e Jon Watts, 21enne protagonista e regista di Spider-Man: Homecoming, primo lungometraggio dedicato al celebre Uomo Ragno marchiato Marvel Studios. Per l'occasione la stampa capitolina ha preso d'assalto La Lanterna Di Fuksas in pienissimo centro, a poche decine di metri da Piazza di Spagna, location effettivamente perfetta visto il tetto in vetro che ricorda le geometriche linee di una ragnatela.

Fresco e genuino come se fosse capitato quasi per caso ad Hollywood, Holland è in realtà una delle stelle in ascesa più appetibili, con 21 anni appena, un complicato ruolo teatrale da gestire all'età di 10 anni (Billy Elliot) e un recente passato cinematografico che l'ha visto prender parte a film come The Impossible di Juan Antonio Bayona, Come vivo Ora, Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick, Pilgrimage, Civiltà Perduta e ovviamente Captain America: Civil War, titolo che l'ha visto debuttare nella tutina di Peter Parker. Watts, 36 anni appena, è invece al suo primo blockbuser, dopo aver esordito con l'horror Clown e proseguito con Cop Car, film che conquistò il capoccione Marvel Kevin Feige. In sala a partire dal prossimo 6 luglio, Spider-Man: Homecoming sarà il sesto capitolo cinematografico dedicato all'Uomo Ragno, finalmente tornato 'a casa', con Holland 3° protagonista dopo Tobey Maguire e Andrew Garfield. Un confronto tutt'altro che facile, per il giovanissimo Tom.

‘Per me la sfida è stata quella di realizzare un personaggio unico e diverso. Non volevo che gli spettatori vedessero qualcosa di già visto. Il mio Peter è un liceale, mi sono chiesto cosa succederebbe ad un 15enne che scopre di avere i superpoteri. Per Peter Parker, al momento, non rappresentano un peso bensì una fonte di divertimento’. ‘Sono stato un fan dei film Marvel per tutta la vita e ho realizzato un sogno nel poter lavorare con Robert Downey Junior. Michael Keaton, invece, è terrificante, genitilissimo e straordinario. Appena mette piede sul set si trasforma, lo adorerete'.

Holland ha poi raccontato l'incredibile provino decisivo realizzato con la Marvel e il modo in cui ha scoperto di aver fatto suo l'ambito ruolo.

‘Mi presento al provino e solo 20 minuti prima mi dicono che l’avrei fatto con il vero Iron Man, con Robert Downey Jr. in persona. Sono entrato nella stanza, lo vedo, e non riesco neanche a presentarmi perché terrorizzato, rimango rigido. Solo dopo ho capito di aver fatto il provino con la sua controfigura. Questo ruolo ha ribaltato la mia vita. Quando ho visto il primo film degli Avengers ho capito che volevo entrare a far parte del mondo Marvel. Sono fortunato ad aver avuto questa responsabilità, è stato bellissimo lavorare con Sony e Marvel. Ho fatto diversi provini, per 5/6 mesi, e dopo l’ottavo provino mi dicono che il giorno dopo avrei avuto una risposta. Sei settimane dopo vado su Instagram e leggo l'annuncio: ‘Tom Holland sarà il nuovo Spider-Man’. Sono letteralmente impazzito. Sono corso giù a raccontarlo a tutti, mio fratello pensava ad un hackeraggio. E io ho pensato ‘sarà vero, sarà stato un hacker’. Solo dopo mi hanno telefonato per informarmi. E’ stato un modo incredibile per scoprirlo'. 'Ma la prima volta che ho provato il costume sono rimasto proprio deluso. Mi avevano dato una parte in Civil War all'ultimo momento e sul set non c'era una tuta per me, perché ci vogliono 15 settimane per realizzarne una, così mi adattarono quella della controfigura. Mi stava male, non avevo l’aspetto da eroe, era troppo larga. Una delusione. Poi però per Homecoming il sogno si è realizzato. Avessi dei super poteri non sarei un buono, sarei un birbante, farei una rapina in banca'.

Watts, invece, ha provato a delineare i lineamenti dell'Avvoltoio di Michael Keaton, apparso come un rappresentante del proletariato che attacca il capitalismo formato Stark, per poi soffermarsi sulla vera co-protaognista del film. New York.

'Volevo creare un cattivo a livello basico, mi sono chiesto cosa succederebbe se anche un normale cattivo avesse i superpoteri. Vedrete la prospettiva di Peter Parker in relazione alla guerra portata avanti dagli Avengers negli anni passati. Nei fumetti Peter è un fotografo e qui si tramuta in videomaker’. ‘Quando andavo a vedere i film Marvel mi chiedevo sempre ‘come ci si sente ad essere una persona normale quando gli Avengers combattono in città’. Questo incarico mi ha dato la possibilità di esplorare questo elemento, facendo un film con un 15enne protagonista, che aveva appena 8 anni quando Tony Stark confessava al mondo di essere Iron Man. New York l’abbiamo vista in tantissimi film, è vero, soprattutto Manhattan. Ma in Homecoming abbiamo esplorato tanti altri luoghi, d'altronde Peter Parker viene dal Queens. Avendo vissuto molto a New York ho voluto far vedere luoghi meno conosciuti’.

In passato ballerino a teatro, grazie a Billy Elliot, Holland ha provato a soppesare le difficoltà tra i due ruoli, tra acrobazie appeso ad una fune e coreografie sulle punte.

‘Billy Elliot è stato più difficile perché mi sono allenato per due anni, e avevo solo 10 anni quindi non ero fisicamente pronto come lo sono ora. Ma quell'esperienza mi ha aiutato in tutti i lavori che ho fatto successivamente, perché la fisicità è fondamentale, il controllo del proprio corpo è tutto’.

Indimenticabile, tra le tante scene al limite girate, quella realizzata al termine di una faticosa giornata sul set. In realtà tutt'altro che conclusa.

'C’è una scena in particolare che ricordo. Un giorno mi dicono di aver finito con me, vado in pausa e mangio due cheeseburger perché sapevo di aver chiuso, se non fosse che poco dopo mi richiamano per una scena da girare ad altezze spericolate. Mi imbragano ad un cavo, con la cinta che stringe in vita, e sento i cheeseburger che salgono, salgono, salgono. Ed ero terrorizzato, perché sapevo che se avessi vomitato tutto sarebbe rimasto nella maschera'.

Da sempre mascotte contro il bullismo scolastico, soprattutto questo Spider-Man potrebbe aiutare molti giovanissimi a capire quanto sia dolorosa la derisione tra adolscenti.

‘Peter Parker è un simbolo per i ragazzi, è uno sfigato ma uno sfigato figo. Un secchione popolare. Spero che questo film possa stimolare un’emulazione tra i ragazzi’.

Entusiasta della sua esperienza con gli Avengers, in Spider-Man: Homecoming Peter torna a casa, dove vive con la zia May (Marisa Tomei), sotto l'occhio vigile del suo nuovo mentore Tony Stark (Robert Downey, Jr.). Il giovane cerca di tornare alla sua routine quotidiana, distratto dal pensiero di dover dimostrare di valere di più dell’amichevole Spider-Man di quartiere, ma quando l’Avvoltoio (Michael Keaton) appare come un nuovo cattivo, tutto ciò a cui Peter tiene maggiormente viene minacciato. È arrivato il momento di dimostrare di essere un eroe.

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