Cineblog consiglia: Il Gigante di Ferro

Il gigante di ferro (The Iron Giant / USA 1999). Regia di Brad Bird. Genere Animazione, colore 86 minuti. – Produzione USA 1999. Sinossi: Un ragazzino deve cercare di proteggere un gigante di ferro alto trenta metri nella diffidente america degli anni ’30. Chiaro apologo sulla pace. “Il Gigante di Ferro” non viene citato molto

Il gigante di ferro (The Iron Giant / USA 1999). Regia di Brad Bird. Genere Animazione, colore 86 minuti. – Produzione USA 1999.

Sinossi: Un ragazzino deve cercare di proteggere un gigante di ferro alto trenta metri nella diffidente america degli anni ’30. Chiaro apologo sulla pace.

“Il Gigante di Ferro” non viene citato molto spesso quando si parla di cinema d’animazione, ma il film, diretto da Brad Bird (in queste settimane al cinema con l’ottimo Ratatouille, ma già animatore Disney e regista, sempre per la Pixar, de Gli Incredibili), sembrò rappresentare, insieme con lo spettacolare Il Principe d’Egitto, la prima avvisaglia di un’alternativa possibile allo strapotere della Disney (specie dopo i flop di Don Bluth con Anastacia e Titan A. E.), che si sarebbe poi concretizzata con i più fortunati Shreck, Ice Age e i film della Pixar. Non è un caso che sia Bird che Bluth abbiano lavorato a lungo alla Disney (collaborarono entrambi a Red&Tob Nemiciamici), e che entrambi, fuoriusciti dalla casa madre (una nave che affondava, prima dell’exploit salvifico de La sirenetta) si siano posti in diretto contrasto con gli studi di Burbank.

Bluth però, più anziano, cedette presto a quegli schemi tipici disneyani che aveva in parte abbandonato nei suoi primi film, mentre Bird, proprio con Il Gigante Di Ferro, rivolgendosi comunque sempre allo stesso target, introdusse notevoli elementi di dinamismo che poi avrebbe affinato nei suoi film successivi.

Il Gigante di Ferro, tratto da un libro del poeta inglese Ted Hughes, e già trasposto in musica dal chitarrista degli Who Pete Townshend (co-produttore della pellicola), è una chiara metafora della paura tipica dell’americano medio verso un pericolo esterno (alieni, comunisti, attentatori iracheni), che si concretizza qui nella figura minacciosa, ma solo apparentemente di un uomo di ferro.

Il film, sceneggiato dallo stesso Bird, risente naturalmente di molti schemi tipici dei film di animazione anteriori al 2000, e molti personaggi di contorno sono stereotipati o superflui, ma la caratterizzazione del gigante, e il rapporto di questi con il bambino non sono mai banali e restituiscono una sensazione di vera umanità. La storia, inoltre, viaggia davvero come un treno, e non presenta, abbastanza straordinariamente per quegli anni, specie se si parla di film dall’ampio budget e dedicati ad un pubblico vasto, odiosi numeri musicali.
Oggi domenica 11 novembre alle ore 14.40 su Italia1.

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