Dal 23 Novembre al cinema: Mein Führer - La veramente vera verità su Adolf Hitler

Il 23 novembre uscirà nelle nostre sale un film molto controverso: il film tedesco Mein Führer - La veramente vera verità su Adolf Hitler. Regista del film è Dani Levy che già con il suo Zucker!Come diventare ebreo in 7 giorni aveva fatto della satira su alcuni luoghi comuni sugli ebrei. Mein Führer, (è on line il sito web in italiano), è realizzato nella forma della tragicommedia.

Tra gli interpreti anche il magnifico Ulrich Mühe, famoso da tempo in patria ma che ha acquisito fama internazionale grazie alla sua splendida interpretazione in Le vite degli altri. Purtroppo Mühe è scomparso pochi mesi fa e quella in Mein Führer è la sua ultima interpretazione.

Questa in sintesi la trama: è il Dicembre 1944, la guerra per i tedeschi va malissimo. Un fedelissimo di Hitler, Goebbels, escogita un piano per risollevare gli animi:il Primo dell’Anno il Führer riaccenderà lo spirito combattente dell’opinione pubblica pronunciando un discorso piuttosto aggressivo.

Il Führer evita qualunque esibizione pubblica. L’unica persona che potrebbe aiutarlo in qualche modo è il suo vecchio insegnante di recitazione, Adolf Grünbaum, un ebreo interpretato da Ulrich Mühe. Goebbels tira fuori Grunbaum e la sua famiglia dal campo di concentramento di Sachsenhausen e li sistema presso la Cancelleria del Reich.

Il tempo passa velocemente e il Führer ha solo cinque giorni per tornare in forma smagliante. Il film si inserisce nel filone di Il grande dittatore e La vita è bella. Il primo fu realizzato da Chaplin in piena seconda guerra mondiale e fu una vera e propria denuncia della tragedia che stava avvenendo in Europa ed ancora poco conosciuta negli Usa.

Per quanto riguarda La vita è bella il regista dice: “Il dibattito che si è aperto sul film di Benigni La Vita è bella ha segnato l’inizio di una nuova era. Era possibile utilizzare l’Olocausto ricorrendo ad una ricostruzione romanzata intesa a creare una nuova prospettiva per offrire un ritratto tragi-comico del rapporto tra padre e figlio? A mio modesto avviso sì!

Benigni non ha mai tentato di affermare che la sua rappresentazione di quell’epoca e di quell’orrore fosse realistica ma si è avventurato su un terreno totalmente diverso: con la sua poetica favola ambientata in un campo di concentramento è riuscito a dirci che la fantasia dei bambini è indistruttibile anche in un posto simile.”

Il film non è biografico, è frutto della fantasia dell’autore sebbene tragga spunto da una dato reale. “E’ un fatto accertato che Hitler avesse avuto un insegnante di recitazione prima e durante il suo regno” dice il regista “Il suo nome era Paul Devrient che nel film è diventato l’Ebreo Grünbaum”.

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