Festival di Berlino: Madonna, Tropa de Elite, Cherry blossom-Hanami, Sparrow,

Giro di boa raggiunto per l’edizione 2008 del Festival di Berlino. L’arrivo di Madonna fa tremare sempre di più i giornalisti presenti nella capitale tedesca. Le ultime direttive, o meglio veline, del Kapò Ciccone prevedono che la conferenza stampa incominci alle 16 e 50, ma che i giornalisti debbano fare il check in alle 16

madonna festival di berlinoGiro di boa raggiunto per l’edizione 2008 del Festival di Berlino. L’arrivo di Madonna fa tremare sempre di più i giornalisti presenti nella capitale tedesca. Le ultime direttive, o meglio veline, del Kapò Ciccone prevedono che la conferenza stampa incominci alle 16 e 50, ma che i giornalisti debbano fare il check in alle 16 e 15. Che uno non basta che lavori come un mulo, ci vuole pure la diva che li faccia aspettare mezz’ora e passa in sala conferenza stampa a girarsi i pollici.

L’altra nefandezza perpetrata dalla neo regista ve l’avevamo già anticipata ieri: niente fotografie o telecamere in conferenza stampa. Oggi l’aggiornamento: fotografi e cameramen saranno ammessi in numero limitato. Le persone ammesse saranno avvisate. E sto usando esattamente le parole del comunicato stampa. Tant’è. Il bello sarà che dopo questo trattamento i giornalisti, quasi sicuramente, si accosteranno in maniera preveduta alla pellicola, che si intitola Filth and Wisdom, stroncandola anche nella remota possibilità, sulla fiducia, che si tratti di un buon esordio.

Ma basta chiacchiere. Oggi il concorso ha presentato due ottimi lungometraggi, a cui si va ad aggiungere il necessario obolo alla patria tributato dai direttori artistici del Festival, ovvero il film tedesco che col concorso c’entra poco, ma che bisognerà pur mettere da qualche parte.

Si comincia, come al solito, alle nove del mattino col violentissimo brasiliano Tropa de Elite. Film, questo, che in patria è stato un vero proprio caso nazionale: nonostante i dvd pirata siano circolari prima (?!) dell’uscita in sale, la pellicola è diventato il massimo incasso al btteghino della storia del cinema brasiliano. Si narra addirittura che il regista Josè Padilha sia andato a lamentarsi dal Ministro della Cultura carioca per questa storia del pirataggio prima dell’uscita nelle sale. Entrando nel suo ufficio il regista ha visto nient’altro che un dvd piratato del suo film sulla scrivania del Ministro. Splendido.

Sul tedescone strappalacrime in concorso Cherry blossom-Hanami non mi soffermerei più di tanto. Mi soffermerei più volentieri su Sparrow dell’immenso Johnnie To. Sarò fazioso, parziale, schifosamente poco professionale quanto volete. Ma questo regista mi fa impazzire, senza mezzi termini. Pensate che questo film To lo ha realizzato in quattro anni, nei ritagli di tempi fra la produzione di un film e l’altra. Il passatempo che ti fa passare il tempo fra un lavoro e l’altro, insomma. Beh, a vederlo proprio non si direbbe. Il Johhnie nazionale sforna una commediola deliziosa, delicata, divertente, girata in modo splendido, scritta benissimo (e finalmente anche il difetto delle pessime sceneggiature nei film di To sembra definitivamente superato) e recitata perfettamente da un gruppo di attori/amici del regista come Simon Yam, Lam Suet, Kelly Lin che si sono prestati a lavorare a chiamata e senza troppo preavviso.

Ci scusiamo inoltre per il terribile refuso di un paio di giorni fa sulla brava, e spagnola, Isabel Coixet.

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