Torino 2012: Ken Loach non parteciperà al festival – Le motivazioni ufficiali e la risposta del Museo del Cinema

Dato per certo al 30. Torino Film Festival per ritirare il Gran Premio Torino e presentare La Parte degli Angeli, Ken Loach non ci sarà: ecco le motivazioni.

    Update: Il Museo Nazionale del Cinema risponde ufficialmente a Ken Loach, ed è doveroso tenerne conto:

    Con grande dispiacere, prendiamo atto del comunicato stampa con il quale Ken Loach rifiuta il premio assegnatogli dal Torino Film Festival. A maggior ragione, ci dispiace di constatare che un grande regista, al quale va da sempre la nostra ammirazione, sia stato male informato al punto da formulare riserve su comportamenti del Museo Nazionale del Cinema che non corrispondono in alcun modo alla realtà dei fatti.

    Ricordiamo che il contratto di assegnazione dei servizi di vigilanza e pulizia alla Mole Antonelliana è stato stipulato a norma di legge, con una gara europea ad evidenza pubblica, rispettosa delle normative ministeriali e dei contratti di lavoro in essere. Il Museo non può essere ritenuto responsabile de comportanti di terzi, né direttamente né indirettamente. Di conseguenza, non sarebbe in alcun modo legittimato a intervenire nel merito di rapporti di lavoro fra i soci di una cooperativa esterna e la loro stessa società.

    Al contrario di quanto affermato da Ken Loach, ci aspetteremmo invece di vederci riconosciuto un comportamento eticamente ineccepibile nei confronti delle problematiche inerenti i rapporti di lavoro con i dipendenti del Museo del Cinema, i collaboratori e le rappresentanze sindacali. Con orgoglio, rivendichiamo da sempre una politica coerente a tutela del lavoratori e, d’intesa con le organizzazioni sindacali di riferimento, un impegno costante nella ricerca di soluzioni atte a garantire continuità e difesa dei posti di lavoro,
    anche in un momento di forte contrazione delle risorse economiche a disposizione.

    Torino, 21 novembre 2012

Ken Loach non sarà al 30. Torino Film Festival. Era stato dato tra le presenze certe per presentare La parte degli angeli e per ritirare il Gran Premio Torino. La sua partecipazione è stata forse la prima conferma di questa edizione. In un primo momento la direzione della rassegna aveva così comunicato la notizia:


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Ci dispiace comunicare che, per cause indipendenti dalla volontà del Torino Film Festival, Ken Loach non sarà presente per ricevere il Gran Premio Torino e che di conseguenza la proiezione di The Angels’ Share è annullata.
I biglietti acquistati per le proiezioni di The Angels’ Share saranno rimborsati automaticamente e gli importi pagati saranno riaccreditati sulle carte di credito degli acquirenti.

Un gran peccato: La parte degli angeli, visto e recensito da Cineblog al Festival di Cannes 2012, è un film bellissimo, e Loach un regista che si merita ogni premio. Ma poco fa sono arrivate le motivazioni ufficiali dell’assenza del regista. Sono motivazioni scritte da Loach stesso, e sono potenti. Ci dispiace per il TFF, che non si “merita” docce fredde di questo tipo, ovviamente. Ma questa lettera ufficiale ci conferma che Ken Loach, prima di un bravo regista, è soprattutto un grande uomo:

È con grande dispiacere che mi trovo costretto a rifiutare il premio che mi è stato assegnato dal Torino Film Festival, un premio che sarei stato onorato di ricevere, per me e per tutti coloro che hanno lavorato ai nostri film.

I festival hanno l’importante funzione di promuovere la cinematografia europea e mondiale e Torino ha un’eccellente reputazione, avendo contribuito in modo evidente a stimolare l’amore e la passione per il cinema.

Tuttavia, c’è un grave problema, ossia la questione dell’esternalizzazione dei servizi che vengono svolti dai lavoratori con i salari più bassi. Come sempre, il motivo è il risparmio di denaro e la ditta che ottiene l’appalto riduce di conseguenza i salari e taglia il personale. È una ricetta destinata ad alimentare i conflitti. Il fatto che ciò avvenga in tutta Europa non rende questa pratica accettabile.

A Torino sono stati esternalizzati alla Cooperativa Rear i servizi di pulizia e sicurezza del Museo Nazionale del Cinema (MNC). Dopo un taglio degli stipendi i lavoratori hanno denunciato intimidazioni e maltrattamenti. Diverse persone sono state licenziate. I lavoratori più malpagati, quelli più vulnerabili, hanno quindi perso il posto di lavoro per essersi opposti a un taglio salariale. Ovviamente è difficile per noi districarci tra i dettagli di una disputa che si svolge in un altro paese, con pratiche lavorative diverse dalle nostre, ma ciò non significa che i principi non siano chiari.

In questa situazione, l’organizzazione che appalta i servizi non può chiudere gli occhi, ma deve assumersi la responsabilità delle persone che lavorano per lei, anche se queste sono impiegate da una ditta esterna. Mi aspetterei che il Museo, in questo caso, dialogasse con i lavoratori e i loro sindacati, garantisse la riassunzione dei lavoratori licenziati e ripensasse la propria politica di esternalizzazione. Non è giusto che i più poveri debbano pagare il prezzo di una crisi economica di cui non sono responsabili.

Abbiamo realizzato un film dedicato proprio a questo argomento, «Bread and Roses». Come potrei non rispondere a una richiesta di solidarietà da parte di lavoratori che sono stati licenziati per essersi battuti per i propri diritti?

Accettare il premio e limitarmi a qualche commento critico sarebbe un comportamento debole e ipocrita. Non possiamo dire una cosa sullo schermo e poi tradirla con le nostre azioni.

Per questo motivo, seppure con grande tristezza, mi trovo costretto a rifiutare il premio.

Ken Loach

21 novembre 2012

Ci saranno polemiche. Già prevediamo: Loach scopre ora certe cose? E gli altri festival a cui ha partecipato? Ma la sua è una risposta diretta ad un problema concreto qui ed ora, filtrata con coerenza attraverso la sua idea politica del mondo. Per la serie: magari i forfait fossero sempre così…

Foto © Getty Images

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