Vogliamo anche le rose: foto, trailer e curiosità

Esce domani 7 marzo il documentario italiano Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi con le voci di Anita Caprioli, Teresa Saponangelo, Valentina Carnelutti. Il docu-film racconta il cambiamento portato dalla liberazione sessuale e dal movimento femminista in Italia a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. Il film mostra alcuni fatti della storia attraverso

di carla,

vogliamo anche le rose locandina Esce domani 7 marzo il documentario italiano Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi con le voci di Anita Caprioli, Teresa Saponangelo, Valentina Carnelutti.

Il docu-film racconta il cambiamento portato dalla liberazione sessuale e dal movimento femminista in Italia a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. Il film mostra alcuni fatti della storia attraverso l’occhio delle donne. Attraverso tre donne in particolare: Anita, Teresa e Valentina.

Anita è un’adolescente, siamo negli anni ’60, è una brava ragazza di famiglia bene. È timida e riflessiva. Scrive in un diario. Vuole scoprire l’amore ed il sesso ma l’educazione ricevuta la blocca. Teresa invece l’amore e il sesso li ha già scoperti, e a soli vent’anni è rimasta incinta. Teresa decide di abortire e, visto che l’aborto nel ’76 è illegale, lascia il suo paese nel Sud e va a Roma. Valentina a Roma c’è nata, ci vive e opera da militante femminista, attiva nei circoli e
collettivi.

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Note di regia:
Il film immagina gli eventi narrati nei diari ricorrendo a materiali di repertorio dell’epoca, accostandoli, forzandoli ed esaltandoli in una libera interpretazione che vuole andare al di là della ricostruzione storica per cogliere il più possibile tutta la verità emotiva e esistenziale di cui la storia è fatta. Fotografie, fotoromanzi, filmini di famiglia, inchieste e dibattiti televisivi, film indipendenti e sperimentali, riprese militanti e private, pubblicità, musiche e animazioni d’epoca e originali, oltre ai tre diari privati, sono la stratificazione visiva e sonora su cui riscrivere una storia del passato recente alla luce di un futuro incerto.

Il racconto si snoda su due linee narrative che si intersecano continuamente tra loro e che costituiscono i poli di una dialettica tra la sfera pubblica e quella privata. Il momento pubblico tende a rappresentare l’evoluzione dei modelli culturali, sociali e politici dominanti, trasformati dalle lotte femministe e civili in materia di aborto, divorzio, contraccezione e violenza sessuale. A definirlo sono i repertori d’archivio pubblici e privati.

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Il momento privato è garantito da racconti in prima persona, desunti dai diari inediti di tre donne provenienti da ambienti e culture diverse. Le loro storie, intime e personali, sono rappresentative delle esperienze, sofferenze, lotte e cambiamenti che i singoli hanno tentato, supportati dall’umore sociale del tempo e si modellano come esemplari del cambiamento in atto. Sfera pubblica e privata, quindi, dialogano senza soluzione di continuità, fungendo la prima come cornice storico-sociale, la seconda come ingrandimento di un particolare accolto nell’universale.

Ho voluto ripercorrere la storia delle donne tra la metà degli anni 60 e la fine degli anni 70 per metterla in relazione, a partire dal ‘caso italiano’, con il nostro presente globale, conflittuale e contraddittorio. Con l’intenzione di offrire uno spunto di riflessione su temi ancora oggi parzialmente irrisolti o oppure addirittura platealmente rimessi in discussione.

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Dove sono approdate oggi queste donne? Che tipo di coscienza hanno di sé, quali sono ancora i traguardi da raggiungere, i desideri da esaudire? Come vivono le loro relazioni affettive, l’amore, la maternità? Di quanto esigeva il celebre slogan ‘Vogliamo il pane, ma anche le rose’, con cui nel 1912 le operaie tessili marcarono con originalità la loro partecipazione a uno sciopero di settimane nel Massachusetts, forse il necessario, il pane, è oggi dato per acquisito. Ma le donne si sono battute per un mondo che desse spazio anche alla poesia delle rose. Ed è una battaglia più che mai attuale.

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DATE DA RICORDARE:
1966 la legge italiana considera ancora la contraccezione reato contro la stirpe

1967 il diritto di famiglia assegna ancora all’uomo l’esclusivo esercizio della patria potestà

1970 il parlamento approva la legge sul divorzio

1971 viene permessa la vendita della pillola anticoncezionale

1974 referendum abrogativo della legge sul divorzio. Vincono i no, la legge resta

1975 sono istituiti i consultori familiari

1977 uguali diritti uguali salari. Approvata la legge di parità sul lavoro

1978 aborto legale: è approvata la legge 194

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1980 vengono abrogate le norme del codice penale relative al delitto d’onore (E’ approvata la legge n.442, che abroga la rilevanza penale della causa d’onore come
attenuante nei delitti)

1981: referendum per abrogare la legge 194; vincono i no, la legge resta in vigore
(Il referendum indetto dal Movimento per la vita per abrogare la legge sull’aborto è respinto
dagli elettori)

1983: la legge sulla violenza sessuale conferma il reato contro la morale e non contro la persona

1984: E’ istituita la Commissione nazionale per la realizzazione delle pari opportunità fra uomo e donna

1987 il Vaticano condanna la fecondazione artificiale

1996: E’ approvata la legge n. 66 sulla violenza sessuale, ora riconosciuto come reato contro la persona

2000: la Chiesa celebra il Giubileo a Roma; quell’anno si svolge anche, sempre a Roma,
la giornata del World Gay Pride

2007: proposta di legge sui DICO, sul riconoscimento delle coppie di fatto; in opposizione alla proposta si svolge a Roma il Family Day, in difesa della famiglia, quella cattolica

Vogliamo anche le rose, il trailer:

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