Cenerentola compie 70 anni: recensione e curiosità del classico d’animazione Disney

Blogo celebra i 70 anni del classico d’animazione “Cenerentola”.

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Cenerentola compie 70 anni e la magia di questo immarcescibile classico d’animazione Disney resta un gioiello di perfezione e tradizione totalmente impermeabile ad alcune polemiche a dir poco ridicole e alquanto surreali che accusano la sfortunata e vessata protagonista della fiaba di Charles Perrault e dei fratelli Grimm come uno stereotipo femminile da condannare. A questo proposito l’attrice Keira Knightley in un’intervista di un paio di anni fa dichiarava di aver vietato a sua figlia che all’epoca aveva tre anni di guardare “Cenerentola” con l’attrice che ha affermato: “Cenerentola è vietata! Perché aspetta che arrivi un uomo ricco per salvarla. Non fatelo! Salvatevi da sole! Ovviamente”, ma anche altre principesse Disney a dire della Knightley troppo remissive come Ariel del film La Sirenetta: “Mi piace davvero il film, le canzoni sono grandiose, ma non rinunciate alla voce per un uomo”. In una società come quella odierna senza dubbia imperfetta e con tutti i suoi limiti è davvero surreale ascoltare parole del genere in una sorta di bigottismo al contrario, una fiaba è inevitabilmente fatta di stereotipi e quindi va fruita come tale e non è certo la Disney a costruire donne remissive, ma è l’incapacità genitoriale di infondere valori e sicurezze, quindi si utilizza l’alibi di film, videogiochi e cartoni animati per coprire insicurezze e paure che troppo spesso si trasmettono anche solo per simbiosi ai figli creando solo tanta confusione. Da questo punto vista additare un film animato uscito negli anni ’50, per quanto inevitabile specchio di quell’epoca, come un pericolo “maschilista” dimostra quanto spesso si riflettano le proprie nevrosi sui figli e più in generale sul prossimo. Di fronte a questa evidente mancanza di ironia, ci ha pensato la stessa Disney a parodiare quello che è uno dei suoi classici animati più amati nel delizioso Come d’incanto con Amy Adams protagonista in un mix di Principesse Disney, una strepitosa Susan Sarandon come antagonista principale e James Marsden nei panni di uno stereotipato Principe azzurro da comica.

 

La nostra recensione

 

“Cenerentola” è uno dei cartoon più belli mai realizzati, e probabilmente una delle fiabe con i contenuti piu saccheggiati in quel di Hollywood, poiché magia e principi azzurri a prescindere da certe critiche basate su luoghi comuni, è in realtà una storia di rivalsa e riscatto, di giustizia e amore, ma soprattutto di sogni e desideri realizzati contro un destino avverso.

Il dodicesimo classico della Disney approda nelle sale statunitensi nel 1950 e colpisce ancor oggi per il realismo delle immagini, per l’occasione sono stati utilizzati modelli live-action per riprodurre le dinamiche delle varie sequenze, e la bellezza dei fondali all’epoca dipinti a mano e figli di una certosina creatività artistica difficilmente paragonabile alle odierne meraviglie della moderna CG, che seppur mirabili nel loro rileggere l’immaginario di ultima generazione, non posseggono quell’intensità “letteraria” tipica di una fiaba della buonanotte narrata con ricercata cadenza.

La versione Disney pesca con qualche licenza dalle omonime versioni dei Fratelli Grimm e di Charles Perrault, regalandoci il consueto formato musical che in questo caso sforna un classico nel classico con canzoni ormai entrate di diritto nell’immaginario fantastico di milioni di piccoli e grandi spettatori, vedi la soave “I sogni son desideri” e la divertente “Bibbidi Bobbidi Bu” che ricorda i virtuosismi da immaginifico vocabolario del “Supercalifragilistichespiralidoso” della magica tata Mary Poppins.

Naturalmente immancabili la schiera di animaletti che accorrono in supporto della bella e sfortunata protagonista, tra questi la coppia di topolini Giac e Gasgas una sorta di via di mezzo tra “Cip e Ciop” e la coppia comica “Gianni e Pinotto”, la fata Smemorina materna madrina che veglia sulla futura principessa e naturalmente il comparto villain al femminile che stavolta si triplica con perfida matrigna e coppia di sorellastre oche giulive.

Con “Cenerentola” siamo di fronte al top delle produzioni Disney, tutto è perfettamente miscelato e come in un formula magica in cui tutti gli ingredienti sono ben equilibrati, l’incantesimo da grande schermo incanta e conquista una volta pronunciato il fatidico “C’era una volta…”.

 

Curiosità

  • Il film ha ricevuto 4 nomination all’Oscar per la migliore colonna sonora, miglior canzone e miglior sonoro.
  • Il film ha fruito di due sequel: Cenerentola II – Quando i sogni diventano realtà del 2002 e Cenerentola: Il gioco del destino del 2007, entrambi distribuiti direct-to-video. Nel 2015 ne è stato realizzato anche un remake live action con Cate Blanchett nel ruolo di Lady Tremaine, la malvagia matrigna di Cenerentola e Lily James come Cenerentola.
  • Nel 2018 il film è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
  • Ilene Woods ha battuto esattamente 309 ragazze per la parte di Cenerentola, dopo che alcune registrazioni demo di lei che cantava alcune delle canzoni del film sono state presentate a Walt Disney. Tuttavia Woods non aveva idea che stesse facendo audizioni per la parte finché la Disney non l’ha contattata. In realtà le registrazioni erano state realizzate per alcuni amici che poi le hanno inviate alla Disney senza dire nulla a Woods.
  • La trasformazione del vestito strappato di Cenerentola nel vestito da ballo bianco era l’animazione preferita da Walt Disney.
  • La carrozza che Cenerentola e il Principe prendono dopo il matrimonio ha l’emblema di una spada e due teste di Topolino nascoste attorno ad essa.
  • Una teoria comune sui racconti di Cenerentola è che la storia deriva dal racconto di Rodopi (“guance di rosa”), una cortigiana greca che viveva nell’antico Egitto. Secondo la narrazione di Strabone (circa 64 aC-24 dC), Rodopi perse uno dei suoi sandali mentre faceva il bagno nella città di Naucratis. Il sandalo fu afferrato da un’aquila e trasportato nella città di Menfi. Lì fu lasciato nel grembo del re (Faraone) che affascinato dall’evento decise di trovare la donna che indossava quel sandalo e ordinò una ricerca in tutto il regno per trovarla. Quando i ricercatori ebbero identificato la donna come Rodopi, il re l’ha sposò. Un’altra versione della stessa storia appare più tardi nelle opere di Claudio Aeliano (175-235 circa), a dimostrazione del fatto che la storia nel frattempo era diventata molto popolare.
  • All’inizio del 19° secolo la versione tedesca di Cenerentola è rappresentata nelle raccolte dei fratelli Grimm in cui però non c’è una Fata Madrina. Cenerentola ottiene regali magici da un albero che cresce sulla tomba di sua madre, il che implica che la ragazza viene protetta e aiutata dalla madre defunta.
  • Un’altra possibile fonte della storia di Cenerentola non è di origine europea. È la storia di Ye Xian dello scrittore cinese Duan Chengshi. In questa storia Ye Xian è una delle due figlie di un capo tribù. Sua madre muore di parto e le viene cresciuta da suo padre e da una matrigna, l’altra moglie di suo padre. Ye Xian è bella e gentile, mentre la sua sorellastra è brutta e crudele. Quando suo padre muore, Ye Xian viene ridotta al ruolo di una domestica e viene maltrattata dalla matrigna e dalla sorellastra. Alla fine lo spirito di sua madre defunta le manda un aiutante magico (nella forma di un pesce) per aiutarla. Quando arriva il momento di celebrare il Capodanno e le giovani fanciulle hanno la possibilità per incontrare i pretendenti, la matrigna costringe Ye Xian a restare a casa per fare le pulizie. Il pesce magico le regala un desiderio, fornendole un bellissimo vestito e scarpette dorate. Giunta alla festa Ye Xian affascina gli uomini presenti, ma deve andarsene in fretta per evitare di essere riconosciuta dalla sua famiglia, e durante la fuga dalla festa perde una scarpetta d’oro. La scarpetta passa di mano in mano fino a raggiungere le mani di un re. Il sovrano è incuriosito dalla scarpetta e decide di trovare la donna che l’ha indossata. Conduce così una ricerca che coinvolge la calzatura e alla fine scopre Ye Xian. Lui la sposa e lei diventa la sua regina. Racconti simili sono stati successivamente registrati in Indonesia, Corea, Malesia e Vietnam.
  • La modella live-action di Cenerentola è stata l’attrice Helene Stanley, anche se alcune posture e manierismi del personaggio sono stati influenzati dalla doppiatrice Ilene Woods. Stanley era anche il modello live-action per la sorellastra di Cenerentola, Anastasia Tremaine. Stanley è stata anche il modello per i personaggi Disney Aurora da La bella addormentata nel bosco (1959) e Anita Radcliffe da La carica dei 101 (1961).
  • L’abbigliamento di Cenerentola nel film ha attirato l’attenzione di alcuni stilisti e storici dell’arte. L’abito che la sorellastra strappa appare ispirato ai disegni di Salvador Dalí mentre l’abito magico è nello stile dell’allora contemporaneo Christian Dior.
  • Nonostante la popolarità duratura e il successo di critica del film, Cenerentola è tra i più controversi protagonisti della Disney. Vari critici l’hanno definita troppo passiva, unidimensionale, insipida, incolore, banale e un po’ cacciatrice di dote che cerca un uomo ricco da sposare. Altri ritengono che sia stata messa in ombra da alcuni dei personaggi di supporto più intriganti. D’altra parte le visioni positive del personaggio elogiano la sua natura laboriosa e volitiva, la sua pazienza, il suo ottimismo, la sua perseveranza contro le avversità, il suo approccio alla nonviolenza quando si occupa della sua crudele e malvagia famiglia, la sua lotta interna per mantenere un buon carattere anche quando la speranza diminuisce, il suo coraggio di fronte al male, il suo look e stile, e il suo ruolo come icona della moda.
  • Nella versione originale scritta di Cenerentola di Giambattista Basile (1566-1632), il vero nome del personaggio è Zezolla. Suo padre è un principe e la sua matrigna era in origine la sua governante. Non c’è un principe, il suo interesse amoroso è un re. La storia ambientata nell’Italia meridionale, nelle aree del Regno di Napoli, è inclusa nella raccolta di fiabe italiane “Pentamerone” (1634). Basile è stato la fonte principale di molti racconti di Charles Perrault e dei fratelli Grimm.
  • Il modello per il Principe azzurro era l’attore Jeffrey Stone.
  • Eleanor Audley, la voce e il modello live-action di Lady Tremaine, tornerà più tardi ai Walt Disney Studios per fornire la voce e il modello di riferimento live-action di un’altra cattiva Disney: l’iconica Malefica in La bella addormentata nel bosco (1959).
  • Il film costato 2.9 milioni di dollari ne ha incassati nel mondo circa 263.

 

 

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