Coronavirus: Will Smith contro la disinformazione sull’emergenza Covid-19

In una tavola rotonda con esperti, l’attore Will Smith e la sua famiglia hanno affrontato il Covid-19 dal punto di vista delle troppe fake news.

Nonostante il momento difficile legato all’emergenza sanitaria Coronavirus e l’ansia dilagante in alcune nazioni, vedi gli Stati Uniti con centinaia di persone in fila per comprare armi in una sorta di folle reazione ad un immaginario di violenza e brutalità di tanti film post-apocalittici, l’attore Will Smith è voluto recentemente intervenire a proposito di queste paure e in particolare riguardo ad un suo film che ha proprio narrato di una pandemia: Io sono leggenda.

Il film diretto da da Francis Lawrence (Hunger Games) è il terzo adattamento dell’omonimo romanzo di Richard Matheson dopo L’ultimo uomo della Terra (1964) e 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (1971). Nel film anni dopo che una pandemia che ha ucciso la maggior parte dell’umanità e trasformato il resto in mostri, Will Smith è il virologo militare Robert Neville, unico sopravvissuto a New York che lotta valorosamente per trovare una cura nel frattempo e sopravvivere in un cupo e desolante scenario post-apocalittico.

Will Smith durante un intervento ad un talk-show condotto dalla moglie Jada Pinkett-Smitt, una tavola rotonda sulla pandemia con la famiglia Smith e alcuni esperti, si è detto molto preoccupato per il suo personale e potenziale ruolo avuto nell’altra pandemia globale, quella di fake news o bufale se preferite che molti hanno contribuito a diffondere, alcuni per ignoranza altri con dolo allo scopo di scatenare ansia e panico, motivazioni che per il sottoscritto restano misteriose, ma ascrivibili nell’ambito della pura idiozia e delirio di onnipotenza da social media.

[quote layout=”big”]Volevo farlo perché nel 2008 ho realizzato Io sono leggenda. Quindi mi sento responsabile di gran parte della disinformazione. Mentre mi stavo preparando per Io sono leggenda, il mio personaggio era un virologo, quindi ho avuto l’opportunità durante la preparazione per il ruolo di andare al CDC (centri per la prevenzione e il controllo delle malattie). C’è stata una comprensione di base fondamentale di virus e agenti patogeni virali che ho sviluppato e che ha davvero cambiato la mia vita e il modo in cui guardavo il mondo. Ci sono concetti di base che le persone non capiscono…Quindi quello che volevo che avessimo ora, è l’opportunità di esaminare le basi e coinvolgere gli esperti.[/quote]

 

Smith ha toccato un tema che è alla base della comprensione di quanto realmente sia pericoloso il Covid-19. Ci sono ancora persone, per fortuna sempre meno, che sottovalutano la contagiosità del virus rispetto alla sua letalità, l’errore è proprio nel definire il Covid-19 un’influenza come le altre e qualcosa che riguarda solo anziani con malattie croniche e immuno depressi. Smith ha fatto l’esempio di un ospedale sopraffatto dai pazienti, sarà proprio la mancanza di posti in terapia intensiva per trattare i pazienti più critici a rendere il COVID-19 più letale di quel che realmente è, con quei pazienti che finiranno per morire nonostante siano persone giovani, forti e senza patologie croniche.

[quote layout=”big”]Se 50 persone si presentano in quell’ospedale contemporaneamente e hai 40 posti letto, ora hai 10 persone in condizioni critiche che potrebbero contribuire a portare il tasso di mortalità del virus alle stelle.[/quote]

 

Parole davvero sensate e soprattutto chiare su ciò che sta realmente accadendo, un surplus di contagi porterebbe a meno disponibilità di terapie intensive e quindi all’impossibilità di trattare pazienti in condizioni critiche. Ognuno di noi non è responsabile solo per se stesso e i propri cari, ma anche per il rischio di contribuire ad una potenziale eventualità drastica, ma necessaria in cui si arriverebbe, il condizionale è d’obbligo, a dover scegliere tra chi vive e chi muore. #stateacasa.

 

Fonte: ComicBook