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Atlantide: trailer e tutte le anticipazioni sul film di Yuri Ancarani

Tutto quello che c’è da sapere su “Atlantide”, il film di Yuri Ancarani transitato in concorso a Venezia e in uscita nei cinema dal 22 al 24 novembre 2021.

I Wonder Pictures porta nelle sale d’Italia Atlantide di Yuri Ancarani. La trama del film, nei cinema dal 22 al 24 novembre, è una storia di iniziazione maschile, violenta e predestinata al fallimento, che esplode trascinando la città fantasma in un naufragio psichedelico vissuto attraverso gli occhi di un giovane che vive ai margini della laguna di Venezia.

Trama e cast

La trama ufficiale: Daniele (Daniele Barison) è un giovane che vive a Sant’Erasmo, un’isola della laguna di Venezia. Vive di espedienti, ed è emarginato anche dal gruppo dei suoi coetanei, i quali condividono un’intensa vita di svago, che si esprime nella religione del barchino: un culto incentrato sulla elaborazione di motori sempre più potenti, che trasformano i piccoli motoscafi lagunari in pericolosi bolidi da competizione. Anche Daniele sogna un barchino da record. Il degrado che intacca le relazioni, l’ambiente e le pratiche di una generazione alla deriva viene osservato attraverso gli occhi del paesaggio senza tempo di Venezia. Il punto di non ritorno è una balorda, residuale storia di iniziazione maschile, violenta e predestinata al fallimento, che esplode trascinando la città fantasma in un trip di naufragio psichedelico.

Il cast di “Atlantide” è completato da Bianka Berenyi, Maila Dabbala, Alberto Tedesco e Jacopo Torcellan.

Atlantide – trailer e video

Trailer ufficiale pubblicato il 18 novembre 2021

Curiosità

  • Yuri Ancarani è al suo terzo lungometraggio dopo i documentari Ricordi per moderni (2013) e The Challenge (2016).
  • Yuri Ancarani come per le sue precedenti produzioni ha curato regia, montaggio (con Yves Beloniak) e fotografia (con Mauro Chiarello).
  • “Atlantide” girato interamente a Venezia è una co-produzione Italia/Francia/Stati Uniti/Qatar/Russia/Messico.
  • “Atlantide” è una produzione Dugong Films, LuxBox, Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura, Unbranded Pictures, con il sostegno di CNC, Emilia-Romagna Film Commission.

Chi è Yuri Ancarani?

Yuri Ancarani (1972) è un videoartista e regista italiano. Le sue opere nascono da una continua commistione tra documentario, cinema e arte e sono il risultato di una ricerca spesso tesa ad esplorare regioni poco visibili del quotidiano, realtà in cui l’artista si addentra in prima persona. Con il suo film documentario “The Challenge” del 2016, segnalato da Indiewire tra i 9 film indipendenti da non perdere, ha vinto il Premio Speciale della Giuria a Locarno. Nello stesso anno il New York Times lo ha inserito tra i 9 nuovi registi da conoscere. I suoi lavori sono stati presentati in numerose mostre e musei nazionali e internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, il MAXXI di Roma, il Guggenheim di New York, l’Hammer Museum di Los Angeles, la Kunsthalle di Basilea, la Triennale e il PAC di Milano, il Castello di Rivoli. Tra i festival cinematografici a cui ha partecipato, ci sono la Mostra di Venezia, i festival di Locarno, Rotterdam, Viennale, New Directors/New Films, TIFF Toronto e SXSW – South by Southwest.

Note di regia

“Atlantide” è un film nato senza sceneggiatura. I dialoghi sono rubati dalla vita reale, e la storia si è sviluppata in divenire durante un’osservazione di circa quattro anni, seguendo la vita dei ragazzi. Questo metodo di lavoro mi ha dato la possibilità di superare il limite di progettazione tradizionale nel cinema: prima la scrittura e poi la realizzazione. Così il film ha potuto registrare in maniera reattiva questo momento di grande cambiamento di Venezia e della laguna, da un punto di vista difficile da percepire, attento allo sguardo degli adolescenti. Il desiderio di vivere così da vicino le loro vite, dentro i loro barchini, ha reso possibile tutto il resto: Il film si è lentamente costruito da solo.

Esiste a Venezia un mondo parallelo che i turisti, i cineasti, gli operatori di cultura non sempre vedono. È una Venezia diversa da quella delle opere d’arte, delle calli silenziose e delle barche di legno. Eppure, è davanti ai nostri occhi ogni giorno: è la vita sull’acqua. È sull’acqua, infatti, che si muovono e lavorano gli abitanti della laguna: Venezia stessa, anche se non ce ne accorgiamo arrivando in treno, è pur sempre un’isola e la sua autentica piazza è il bacino San Marco. Noi limitati forestieri terricoli lo consideriamo solo uno sfondo per i nostri spostamenti ma è lì che per secoli ha pulsato il cuore della città ed è lì che si approdava, giungendo dal mare.

Quanto a me, ho lavorato in autonomia finché era possibile, ma per girare alcune scene abbiamo deciso di “allargare” il set e avvalerci dell’ausilio del direttore della fotografia. In quei momenti ho dovuto conciliare il mio lavoro da artista con il mestiere di regista: artista nell’atto della ripresa e regista nella responsabilità della costruzione di una struttura che implica una moltitudine di logiche e di persone da coordinare verso l’obiettivo del film. Ma il mio tipo di cinema non si può fare con i tir. Con i ragazzi bisognava correre, nei barchini e nelle riprese, perché alla loro età la vita vuole essere vissuta intensamente: si saliva e si scendeva dai barchini, si correva fino a mete sconosciute in esplorazione del loro mondo. Volevo raccontare questa energia che sfreccia davanti ai nostri occhi, invisibile e sommersa come sono i ragazzi agli occhi degli adulti. Ma volevo anche tornare a casa. Non solo tornare a girare in Italia e a pochi chilometri da Ravenna dove sono nato, ma volevo ritrovare il mondo in cui ero stato ragazzo anche io.

Ripercorrendo, insieme con i ragazzi del film, quei primi rituali – anche violenti – che sembrano l’unica possibilità per diventare grandi ho ritrovato le mie antiche domande, ho riconosciuto in loro una comune esigenza di portare tutto al limite, anche nella velocità. Non ho cercato le risposte, girando, ai miei antichi dubbi e ai loro, perché sommersi come siamo da certezze preconfezionate ho ritenuto prezioso raccontare l’età in cui sono più importanti le domande. Una in particolare ci ha accompagnato per tutte le riprese: nel film non c’è, ma è quella che abbiamo sentito ripetere più volte. È un interrogativo terribile, che non ci sfiora nell’infanzia ma segna il passaggio a un’età adulta, a un altro tipo di barca. È la domanda che ci ripeteva il ragazzo che nella storia sarebbe stato destinato a schiantarsi contro le bricole: “Perché devo morire, proprio io?”

La colonna sonora

  • Le musiche originali di “Atlantide” sono di Lorenzo Senni (You Will Be With Us In Paradise) & Francesco Fantini (Noi Artigiani) in collaborazione con il rapper e beatmaker Sick Luke. Senni e Fantini hanno già collaborato con il registe Yuri Ancarani per il documentario “The Challenge”.
  • Sick Luke è un produttore, DJ poliedrico e rapper multi-platino nato a Londra il 17 agosto 1994 e cresciuto tra l’Italia e gli Stati Uniti. Il suo viaggio è iniziato all’età di 13 anni quando la passione per l’hip hop lo ha spinto ad apprendere il programma Fruity Loops che usava per creare ritmi e comporre musica. Ha iniziato a produrre musica per numerosi rapper americani e italiani, diventando uno dei produttori più ricercati e di successo oggi in Europa: ha prodotto per Dark Polo Gang, Sfera Ebbasta, Guè Pequeno, Ghali, Capo Plaza, Shiva, Rich the Kid, Famous Dex, Yung Bans, Tedua, Izi, Emis Killa, Marracash, Fabri Fibra, Nessly e molti altri. Nel 2015 nasce l’amicizia e il sodalizio artistico con la Dark Polo Gang, per la quale produce 7 mixtape, tra cui Full Metal Dark, Crack Musica, Succo di zenzero, The Dark Album, e Twins, disco di platino certificato. La Dark Polo Gang è diventata uno dei Gruppi musicali più famosi e di successo della scena trap italiana, raccogliendo milioni di visualizzazioni su Youtube e Spotify, tour sold-out in tutta Italia e dischi d’oro e di platino. Il suo seguito sui social media è aumentato di centinaia di migliaia. La sua pagina Instagram conta oltre 700.000 follower, ogni storia conta centinaia di migliaia di visualizzazioni. Il suo Spotify ha milioni di ascoltatori mensili e ha centinaia di milioni di clic di tutti i suoi grandi successi musicali. Sick Luke è un fenomeno musicale, un rapper e un visionario, un originale e un giovane artista creativo.
  • Il regista parla della colonna sonora del film: “La musica unisce, come spesso accade, e nel film ci ha aiutato a conciliare due età accostando le composizioni originali del venticinquenne Sick Luke e i brani orchestrali di Lorenzo Senni e Francesco Fantini che – almeno anagraficamente – appartengono alla generazione precedente.”

Foto e poster