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Bruce Willis: i Razzie Awards difendono la categoria dedicata all’attore

I co-fondatori dei Razzie Awards difendono la scelta di aver creato una categoria peggior attore appositamente per Bruce Willis

Bruce Willis costretto ad abbandonare la recitazione a seguito di una diagnosi di afasia, una condizione neurologica, tipicamente associata a un ictus o a un trauma cranico, che incide pesantemente sulla capacità e comprensione della parola scritta o parlata. A seguito di questa notizia i fan si sono chiesti quanto fosse opportuna la categoria “Peggiore interpretazione in un film del 2021” creata dai Razzie Award appositamente per Bruce Willis.

Il sito The Wrap riporta la risposta di John J. B. Wilson(foto in basso) e Mo Murphy, co-fondatori del Razzie Award, che hanno confermato la loro decisione di sostenere il premio “Peggiore interpretazione di Bruce Willis nel 2021” che ha visto Willis premiato per il fantascientifico Cosmic Sin. Wilson e Murphy hanno dichiarato di essere “veramente dispiaciuti della diagnosi di Willis” e che non erano a conoscenza della diagnosi di Afasia dell’attore e di averla scoperta quando la famiglia ha dato l’annuncio su Instagram. Wilson e Murphy hanno anche criticato il fatto che con la sua condizione a Willis sia stato permesso di affrontare una tale quantità di lavoro, 7 film nel solo 2021, che l’attore ha svolto in così poco tempo.

Chiunque si occupi degli affari di Willis probabilmente non avrebbe dovuto permettergli di svolgere un così alto volume di lavoro in così poco tempo, soprattutto se era a conoscenza della sua situazione. In difesa di Willis, i suoi rappresentanti avrebbero dovuto tenere d’occhio meglio la sua eredità artistica. Va inoltre sottolineato che la categoria “Bruce Willis” era specifica per il 2021. Non abbiamo mai inteso che fosse una categoria permanente.

Bruce Willis prima di rendere pubblica la sua diagnosi ha toccato la sua quota massima di pellicole realizzate in un anno, un tale numero di film lo si è registrato solo nel 2006, ma in quel caso c’erano due ruolo di doppiatore nel film d’animazione La gang del bosco e nel corto Hammy’s Boomerang Adventure, un cameo nel dramma The Astronaut Farmer e una partecipazione al documentario The Hip Hop Project di cui l’attore era anche produttore esecutivo, quindi niente di paragonabile alla mole di lavoro degli ultimi quattro anni che hanno visto Willis recitare in ben 21 pellicole di cui 17 film direct-to-video, senza contare le ulteriori 8 in arrivo completate o in post-produzione.

Tanto per fare un paragone, Nicolas Cage che è noto e spesso criticato per la mole di pellicole interpretate, dal 2018 ha recitato in 15 film, esclusi ruoli da doppiatore e di questi solo 10 erano film direct-to-video, questo solo per sottolineare il ritmo in crescendo con cui Willis ha lavorato negli ultimi anni.