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Buñuel torna a Venezia: il Museo del Cinema presenta il restauro di La ilusión viaja en tranvía

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino presenta martedì 8 settembre 2026, alle 14.30 in Sala Corinto alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il restauro 4K di La ilusión viaja en tranvía, film del 1954 di Luis Buñuel, per riportare al pubblico, nella sezione Venezia Classici, uno dei titoli più originali della sua stagione

7 Settembre 2026 13:32

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino presenta martedì 8 settembre 2026, alle 14.30 in Sala Corinto alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il restauro 4K di La ilusión viaja en tranvía, film del 1954 di Luis Buñuel, per riportare al pubblico, nella sezione Venezia Classici, uno dei titoli più originali della sua stagione messicana.

Il restauro 4K di Buñuel arriva a Venezia Classici

Alla Mostra del Cinema di Venezia torna dunque un Buñuel meno citato rispetto ai grandi titoli europei, ma centrale per capire la libertà creativa degli anni trascorsi in Messico. La ilusión viaja en tranvía, realizzato nel 1954, appartiene a quella fase in cui il regista spagnolo, dopo l’esilio e il lavoro nell’industria locale, riuscì a intrecciare racconto popolare, critica sociale e lampi surreali con una naturalezza che ancora oggi sorprende. La proiezione veneziana, fissata per le 14.30 in Sala Corinto, offre una nuova occasione di lettura: non solo cinefila, ma anche storica, perché il film guarda alla Città del Messico del dopoguerra mentre cambia volto, tra modernizzazione, lavoro operaio e fratture sociali.

Il progetto è stato realizzato dal Museo Nazionale del Cinema in collaborazione con Fundación Televisa e Cineteca Nacional México, due istituzioni che conservano una parte decisiva della memoria audiovisiva messicana. Fonti del museo torinese hanno spiegato che l’intervento punta a restituire all’opera una qualità di visione vicina a quella originaria, lavorando sui materiali disponibili e sulla resa dell’immagine in 4K. Un lavoro tecnico, certo. Ma anche culturale, perché ogni restauro porta con sé una domanda: che cosa dice oggi un film nato più di settant’anni fa?

Un tram in viaggio nella Città del Messico del dopoguerra

Il racconto segue due tranvieri che, davanti alla demolizione ormai decisa di un vecchio tram, scelgono di concedergli un’ultima corsa per le strade della capitale messicana. È un gesto quasi infantile, tenero e insieme irregolare: prendono il mezzo, lo rimettono in movimento e attraversano quartieri, fermate, piazze, lasciando salire passeggeri di ogni tipo. Solo allora il viaggio diventa qualcos’altro. Non più una semplice bravata, ma una piccola mappa mobile della società messicana del tempo.

Dentro quel tram salgono lavoratori, devoti, venditori, famiglie, figure di passaggio. Buñuel osserva senza spiegare troppo, con la precisione asciutta di chi conosce i meccanismi della commedia popolare ma non rinuncia mai a incrinarli. Il mezzo destinato alla rottamazione diventa un microcosmo urbano, una specie di palcoscenico su rotaie in cui si incrociano classi sociali, linguaggi, paure e desideri. Eppure il tono resta leggero, a tratti buffo, quasi domestico: una leggerezza che permette al film di toccare temi più duri senza trasformarsi in predica.

Realismo, ironia e surrealismo nella stagione messicana

Nel periodo messicano, Luis Buñuel trovò una forma di libertà diversa da quella delle avanguardie europee: meno dichiarata, più nascosta nelle pieghe del racconto. In La ilusión viaja en tranvía il realismo delle strade e dei mestieri convive con l’ironia sui rapporti sociali e con improvvise deviazioni verso l’assurdo, tratto che il regista non abbandonò mai. La religiosità popolare, il mondo del lavoro, le disuguaglianze economiche: tutto entra nel film senza perdere il ritmo della commedia.

È proprio questa miscela a rendere il titolo ancora vivo. Il tram che procede nella città non è soltanto un oggetto nostalgico, ma il segno di una modernità che avanza lasciando indietro qualcosa: mestieri, abitudini, legami di quartiere. Buñuel non indulge nella malinconia, o almeno non solo. Guarda il cambiamento con sarcasmo, con curiosità, talvolta con una punta di pietà. In questo equilibrio sta una parte della forza del film, capace di parlare anche a chi non conosce da vicino il cinema messicano degli anni Cinquanta.

Il ruolo del Museo Nazionale del Cinema nella conservazione

Con questa presentazione alla Mostra di Venezia, il Museo Nazionale del Cinema di Torino conferma una linea di lavoro ormai riconoscibile: conservare, restaurare e riportare in circolazione opere che rischierebbero di restare confinate agli archivi o agli studi specialistici. Il dialogo con Fundación Televisa e Cineteca Nacional México mostra anche quanto la tutela del patrimonio cinematografico sia, di fatto, un lavoro internazionale. Le pellicole viaggiano, cambiano supporto, attraversano istituzioni diverse. Come il tram di Buñuel, in fondo.

La sezione Venezia Classici offre da anni uno spazio dedicato proprio a questo tipo di riscoperta, mettendo accanto restauri, documentari sul cinema e opere che tornano a parlare al pubblico in una forma rinnovata. Per gli spettatori del Lido, la proiezione dell’8 settembre sarà quindi l’occasione di vedere un film che dietro l’apparenza minuta custodisce una visione ampia della città e dei suoi conflitti. Un’opera popolare, ma non semplice. E un Buñuel che, ancora una volta, entra dalla porta laterale e finisce al centro della scena.