Californie: trailer e anticipazioni del film di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman premiato a Venezia

Tutto quello che c’è da sapere su “Californie”, il dramma di Cassigoli e Kauffman premiato a Venezia – Al cinema dal 21 aprile 2022.

Dopo la presentazione Venezia nella selezione ufficiale delle Giornate degli Autori 2021, dove è stato premiato con l’Europa Cinemas Label e il premio BNL il 21 aprile arriva nei cinema italiani con Fandango il dramma italiano Californie co-diretto da Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman. Il film narra le vicende di Jamila (Khadija Jaafari), osservandone da vicino i radicali mutamenti del corpo così come quelli di desideri ed obbiettivi. Girato nell’arco temporale di cinque anni, “Californie” è la poetica ed avvincente rappresentazione di quante decisioni, apparentemente irrilevanti, determinino il futuro di un individuo, in bilico tra farcela e il soccombere di fronte alle difficoltà.

Trama e cast

La trama ufficiale: “Californie” racconta cinque anni cruciali nella vita di Jamila (Khadija Jaafari), una giovane originaria del Marocco che vive con la sua famiglia a Torre Annunziata. All’età di nove anni Jamila coltiva grandi sogni e guarda al futuro con occhi limpidi e fiduciosi. Ma il rapporto conflittuale coi suoi coetanei e l’assenza della famiglia la spingono ad isolarsi e a proteggersi dietro una corazza che si fa sempre più spessa. Il tempo passa e Jamila vive la propria solitudine come una medaglia di cui vantarsi. Risponde ai colpi, combatte e si prende ciò che vuole con una determinazione allo stesso tempo irritante e ammirevole. Ostenta sicurezza, ma l’enorme paura del rifiuto che cova nel profondo di sé, la tiene a distanza anche da chi vorrebbe darle una possibilità. Questo spinge la ragazza a rifugiarsi in un’esagerata idealizzazione del proprio paese d’origine e a dichiarare di volerci tornare al più presto. All’età di dodici anni Jamila prova a mettere insieme i soldi per pagarsi il viaggio in Marocco con qualche lavoretto e piccole truffe, trascorrendo le sue giornate circondata dall’indifferenza e senza alcun controllo. Quando la madre, a causa di un errore della ragazza, perde il lavoro di donna delle pulizie, Jamila nega di avere alcuna responsabilità, ma interiorizza il senso di colpa per ciò che è successo. A tredici anni, senza neanche aver finito le scuole medie, lascia gli studi e comincia a lavorare a tempo pieno nel salone da parrucchiera Californie che sembra darle tutto ciò di cui ha bisogno: soldi, vestiti e messa in piega gratis. E persino un telefono tutto suo. Ma non sono solo i beni materiali ad appagare l’ego di Jamila. È il fatto che il suo capo le affidi delle responsabilità, dandole il riconoscimento che nessuno le aveva mai dato. Questo la spinge a passare tutto il suo tempo al lavoro nel salone. Jamila comincia a intuire lo sfruttamento di cui è vittima solo quando si rende conto di non essere padrona del proprio tempo, nemmeno per incontrare un ragazzo che le piace. Proprio mentre la ragazza, dicendo una bugia, sta mettendo in atto un piano per incontrarlo, un imprevisto fa saltare tutto: gli assistenti sociali la sorprendono al lavoro e le impongono di tornare a scuola. Le dicono che è per il suo bene, senza rendersi conto che quel negozio rappresenta per Jamila tutto il suo mondo. La ragazza a scuola non torna, il suo futuro adesso appare quanto mai incerto. La sua intraprendenza e scaltrezza potrebbero farla andare lontano o spingerla a perdersi completamente, Jamila ha solo quattordici anni. Attraverso il racconto intimo e delicato di questa palpitante pre-adolescenza, Californie, girato nell’arco di cinque anni, è la poetica ed avvincente rappresentazione di quante decisioni, apparentemente irrilevanti, determinino il futuro di un individuo, in bilico tra farcela e il soccombere di fronte alle difficoltà.

Il cast di “Californie” include anche Ikram Jaafari, Marilena Amato, Fatima Ramouch, Simona Petrosino ed Emanuele Palumbo.

Californie – trailer e video

Clip ufficiale pubblicata il 30 agosto 2021

Trailer ufficiale pubblicato il 14 aprile 2022

Curiosità

  • Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman hanno diretto “Californie” da una loro sceneggiatura scritta con Vanessa Picciarelli.
  • Il team che ha supportato i registi Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman dietro le quinte hanno incluso il direttore della fotografia Emanuele Pasquet e il montatore Alessandro Cassigoli.
  • “Californie” ha vinto l’Europa Cinemas Label e il premio BNL per la miglior sceneggiatura alle Giornate degli Autori 2021 ed è stato premiato per la miglior sceneggiatura e Miglior Interprete ad Annecy Cinema Italien 2021.
  • Le musiche origjnali del film sono di Giorgio Giampà (Mi chiamo Maya, Il padre d’Italia, La stanza, La profezia dell’armadillo Curon, Christian).
  • Prodotto da Damiano Ticconi, “Californie” è una una produzione Ang Film con RAI Cinema con il supporto di MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo Regione Lazio.

Note di regia

Un giorno, durante la lavorazione del nostro documentario “Butterfly”, una ragazzina di nove anni partecipò casualmente alle nostre riprese regalandoci una scena intensa e fondamentale. Durante la fase di montaggio ci soffermammo spesso sul suo sguardo deciso e allo stesso tempo misterioso: cosa stava osservando? Cosa pensava in quel momento? Dentro a quello sguardo c’era un mondo, una tensione, un mistero e, ne eravamo già convinti, una storia da raccontare. Appena terminato “Butterfly” decidemmo di andare a conoscerla meglio e così tornammo a Torre Annunziata, una città in provincia di Napoli, “incastrata” tra il Vesuvio, il mare e la dirimpettaia Capri, un luogo che frequentiamo ormai da più di sette anni. Il carattere irrequieto, ribelle, a volte scontroso ma anche dolce, fragile e carismatico di Khadija, questo il nome della ragazzina, ci conquistò subito. Per molti mesi la frequentammo, facendo diverse sessioni di riprese per testarne le qualità recitative. Quando capimmo che sarebbe stata in grado di sostenere il peso di un film iniziammo a pensare alla storia. Insieme alla sceneggiatrice Vanessa Picciarelli abbiamo lavorato in due direzioni, una di approfondimento della vita della protagonista, l’altra di costruzione filmica ed invenzione narrativa. Il tutto è andato così a plasmare il personaggio di Jamila, la protagonista del film, che Khadija avrebbe interpretato. Jamila, ben diversa da Khadija, pur mantenendone molte caratteristiche, è diventata una sorta di contenitore pronto ad essere arricchito dalle idee ed esperienze di Khadija stessa, di sua sorella Ikram, ma anche di altri coetanei provenienti dal suo stesso contesto sociale. Parallelamente al processo di studio della realtà e di scrittura abbiamo incontrato tanti ragazzi, insegnanti, operatori sociali e semplici genitori che ci hanno permesso di entrare in contatto con la “preadolescenza”, quella terra di mezzo che va più o meno dai dieci ai quattordici anni, un’ età in cui non si è più bambini ma neanche donne o uomini, in cui non siamo più chi eravamo e non siamo ancora chi saremo, uno spazio ricco di conflitti e contraddizioni, un’età in cui non si esclude nessuna strada e in cui, in mancanza di una famiglia presente o di un punto di riferimento, spesso si rischia di perdersi. Da sempre siamo infatti affascinati dai processi di formazione dell’identità, come ognuno di noi si costruisce in relazione all’ambiente, le speranze, le sconfitte, gli struggimenti, cose che non riguardano solo Jamila, ma ognuno di noi. Un altro elemento che abbiamo voluto portare nel film è quello del tempo. Ed è per questo che abbiamo deciso di seguire la crescita fisica di Khadija/Jamila e utilizzarla come elemento portante della narrazione, che infatti si svolge tra i nove e i quattordici anni di età della protagonista. Per sottolineare la scelta di mettere al centro del racconto il personaggio di Jamila abbiamo deciso di usare il formato 4:3, quasi come a voler eliminare ogni spazio laterale e marginale e poter quindi lasciare il centro del fotogramma alla ragazza. Anche il luogo, Torre Annunziata, pur influenzando fortemente la vita della ragazza, è stato lasciato volutamente in secondo piano, quasi fuori campo. Con la macchina da presa abbiamo effettuato sempre dei movimenti a seguire la protagonista, mai ad anticipare, come non sapendo dove lei voglia andare ma semplicemente accompagnandola. Il risultato che abbiamo perseguito è quello di un film “vero”, in cui lo spettatore si ritrovi accanto a Jamila, un film lontano dagli psicologismi, dalle chiare strutture narrative da manuale, senza una chiara valutazione morale e che ponga domande senza necessariamente dare delle risposte. [Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman]

Note di produzione

Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, con il documentario “Butterfly”, venivano da un esperienza significativa e ricca di soddisfazioni. Avevano voglia di esplorare nuovi linguaggi e di cimentarsi con il mondo della finzione, seppur non allontanandosi del tutto da una struttura creativa vicina al documentario. Abbiamo subito deciso di iniziare un percorso insieme scrivendo un film attorno ad un personaggio incontrato durante le riprese di Butterfly. Una ragazzina di circa 10 anni che li aveva folgorati. Il suo nome è Kadhija ed è una bambina marocchina immigrata con negli occhi una forza ed una determinazione incredibili. La grande curiosità di Alessandro e Casey nei confronti di questo personaggio, si è fin da subito trasformata in una feroce determinazione nel voler raccontare la sua storia. L’intuizione dei due registi è stata premiata e fin dalle primissime battute si è capito che la ragazza potesse essere realmente un personaggio affascinante e ricco di contraddizioni interessanti. Dopo alcuni giorni di prove filmate con lei e con parte della sua famiglia, abbiamo avuto modo di testare le sue capacità e soprattutto la sua naturalezza dimostrata davanti alla macchina da presa. Si è deciso così di scrivere una storia cucita addosso a Khadija. La produzione ha proposto ai due registi di lavorare insieme a Vanessa Picciarelli, una sceneggiatrice con cui la casa di produzione aveva consolidato un ottimo rapporto in precedenti esperienze. Pur non presentando rilevanti difficoltà tecniche di tipo produttivo, questo film è particolarmente complesso e ambizioso per il tema e l’approccio scelto. Ci è sembrato interessante raccontare oggi una storia legata all’immigrazione in una chiave più moderna e attuale, cercando di indagarne le complessità ed il loro riflesso su un adolescente e la sua voglia di affermazione sociale. [Damiano Ticconi]

Chi sono Alessandro Cassigoli & Casey Kauffman?

Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman lavorano insieme dal 2015. “The Things We Keep” (Francia, 2017), prodotto da Yuzu Productions con Arte e Al Jazeera, è stato il loro primo lavoro. Il documentario ha avuto la sua premiere al Biografilm Festival 2018 dove ha vinto il premio del pubblico nella competizione internazionale. Il loro primo film per il cinema, “Butterfly” (Italia, 2018), prodotto da Indyca e Rai Cinema, è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2018 nella sezione “Alice nella città” ed è uscito nei cinema nell’aprile del 2019 distribuito da Istituto Luce – Cinecittà. Il film ha partecipato a molti festival internazionali, aggiudicandosi ben dodici premi fra i quali il “Globo d’oro” come miglior film documentario italiano dell’anno. “Californie”, prodotto dalla Ang film con Rai Cinema è il loro primo film di finzione. Prima della loro collaborazione, Alessandro Cassigoli ha vissuto a Berlino dove ha diretto vari documentari per la televisione franco-tedesca Arte, mentre Casey Kauffman in Medio Oriente lavorando come giornalista per Al Jazeera.

Foto e poster

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