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Cannes accende i riflettori sul grande cinema: l’Italia punta su Sorrentino

A Parigi, durante la presentazione ufficiale del programma, il Festival di Cannes 2013 ha annunciato i film in concorso per la Palma d’oro, con Paolo Sorrentino in gara con La grande bellezza dal 15 al 26 maggio sulla Croisette, in una selezione che riunisce alcuni dei nomi più riconoscibili del cinema internazionale.Cannes 2013, Sorrentino in

16 Agosto 2026 20:05

A Parigi, durante la presentazione ufficiale del programma, il Festival di Cannes 2013 ha annunciato i film in concorso per la Palma d’oro, con Paolo Sorrentino in gara con La grande bellezza dal 15 al 26 maggio sulla Croisette, in una selezione che riunisce alcuni dei nomi più riconoscibili del cinema internazionale.

Cannes 2013, Sorrentino in concorso con La grande bellezza

Per Paolo Sorrentino è un ritorno pesante sulla scena del Festival di Cannes, dove arriva con La grande bellezza, film scritto insieme a Umberto Contarello, ambientato e girato interamente a Roma. La pellicola, attesa nelle sale italiane il 21 maggio, sarà dedicata al giornalista Giuseppe D’Avanzo. Una scelta non casuale, dentro un racconto che attraversa salotti, terrazze, potere e disincanto.

«Ringrazio il festival per l’invito e per l’attenzione con cui segue il mio lavoro sin dagli esordi», ha dichiarato Sorrentino dopo la comunicazione della selezione. Il regista ha parlato di «un grande riconoscimento» e, insieme, di «una responsabilità e un onore» condivisi con la troupe. Parole misurate, le sue. Ma il quinto passaggio consecutivo a Cannes racconta da solo il peso del rapporto tra il cineasta napoletano e la rassegna francese.

Al centro del film c’è Jep Gambardella, scrittore e giornalista interpretato da Toni Servillo, volto ormai legato in modo stretto all’immaginario di Sorrentino. La nota diffusa dalla produzione descrive un mondo di dame dell’alta società, politici, criminali d’alto bordo, nobili decaduti, prelati, artisti e intellettuali veri o presunti: una Roma notturna e ferita, elegante e stanca. Sorrentino, ancora una volta, guarda il potere da vicino. E non lo assolve.

La selezione ufficiale: Coen, Polanski, Soderbergh e Refn

La 66ª edizione del Festival di Cannes mette in fila una competizione densa, con autori abituati ai grandi festival e al confronto con la critica internazionale. In concorso ci sono Steven Soderbergh con Behind the Candelabra, Nicolas Winding Refn con Only God Forgives, Ethan e Joel Coen con Inside Llewyn Davis e Roman Polanski con La Vénus à la fourrure. Nomi diversi, cinema diversi. Tutti dentro la stessa arena.

Nel programma figurano anche Jimmy P. di Arnaud Desplechin, As I Lay Dying di James Franco, Jeune et Jolie di François Ozon e Nebraska di Alexander Payne. L’impressione, scorrendo l’elenco diffuso a Parigi, è quella di un festival costruito su autori riconoscibili, capaci di attirare attenzione mediatica ma anche discussione critica. Cannes, del resto, gioca spesso su questo doppio registro: glamour e cinema d’autore, passerella e sala buia.

L’apertura sarà affidata a Il grande Gatsby di Baz Luhrmann, adattamento del romanzo di Francis Scott Fitzgerald, con una produzione già molto attesa dal pubblico. Non concorrerà per la Palma d’oro, ma porterà sulla Croisette il clima delle grandi anteprime internazionali. Una partenza di forte impatto mediatico, prima che la competizione entri nel vivo.

Valeria Golino a Un Certain Regard con Miele

L’Italia non sarà rappresentata solo da Sorrentino. Valeria Golino, al suo debutto dietro la macchina da presa con Miele, è stata selezionata nella sezione Un Certain Regard, una delle vetrine più seguite del festival. Il film, interpretato da Jasmine Trinca, affronta il tema del fine vita, materia delicata e ancora molto discussa nel dibattito pubblico italiano.

«Sono felice e contenta», ha commentato Golino, senza cercare formule solenni. La regista ha poi aggiunto di essere «fiera» di trovarsi nello stesso festival con altri film italiani realizzati da amici e artisti che stima. Una frase semplice, quasi da telefonata appena ricevuta la notizia, che restituisce bene l’emozione del momento.

Miele è prodotto da Riccardo Scamarcio e Viola Prestieri per Buena Onda, con Rai Cinema, in coproduzione con Les Films des Tournelles e Cité Films. L’uscita italiana è fissata per il 1 maggio, con distribuzione Bim. A inaugurare Un Certain Regard sarà invece The Bling Ring di Sofia Coppola, altro titolo destinato a richiamare attenzione, anche fuori dal circuito degli addetti ai lavori.

Gli altri italiani sulla Croisette

Nel programma compare anche Valeria Bruni Tedeschi, che dirige e interpreta il film francese Un château en Italie, selezionato in concorso. Nel cast c’è anche Filippo Timi, presenza italiana in un’opera che conferma il legame fitto tra il nostro cinema e quello francese. È una partecipazione laterale solo in apparenza: Cannes, da sempre, riconosce le identità miste e i percorsi artistici costruiti tra più Paesi.

Sulla Croisette ci sarà poi Nicoletta Braschi, chiamata come giurata della Cinefondation, la sezione che assegna i premi ai cortometraggi e ai lavori delle scuole di cinema. Un ruolo diverso dalla passerella del concorso, ma centrale per osservare i nuovi autori. È lì, spesso, che il festival intercetta nomi destinati a tornare negli anni successivi.

Tra gli Special Screenings figura infine Stop the Pounding Heart di Roberto Minervini, già passato a Orizzonti alla Mostra di Venezia 2012 con Low Tide. Un altro tassello italiano, meno esposto ma significativo, dentro un’edizione che per il nostro cinema si annuncia fitta. Non solo una presenza di bandiera, dunque. Piuttosto, una costellazione di film, autori e interpreti che arrivano a Cannes da strade diverse.