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Carlo Verdone: indelebile maschera della commedia all’italiana

Ripercorriamo la filmografia dell’attore, regista e comico romano Carlo Verdone, dall’esodio “Un sacco bello” al recente “Si vive una volta sola”.

Carlo Verdone oltre ad aver contribuito alla cosiddetta “commedia all’italiana” è anche considerato da molti l’erede naturale di Alberto Sordi, due elementi che fanno di Verdone un pilastro del cinema italiano e uno degli attori comici più amati di sempre. Il Verdone autore e regista si forma in ambito cinematografico grazie al padre Mario Verdone che lavora nel cinema, ma non dimentica il “mondo reale” conseguendo una laurea in Lettere Moderne, un “Piano B” utile per ogni eventuale percorso lavorativo alternativo.

Carlo Verdone manifesta in gioventù la sua passione per il cinema filmando cortometraggi amatoriali, ma gli esordi sono nel cabaret dove Verdone comincia a plasmare la sua galleria di personaggi ispirati dalla vita reale, che lo renderà un comico televisivo molto amato e popolare. La creazione di “macchiette”, nel senso più positivo del termine, lo accomuna ad Alberto sordi, entrambi debutteranno sul grande schermo grazie a personaggi comici volutamente sopra le righe, Sordi porterà al cinema il suo Mario Pio radiofonico in un film prodotto da Vittorio De Sica, seguito dal Nando Mericoni di Un americano a Roma, mentre Verdone debutta alla regia, supportato da Sergio Leone, con Un sacco bello (1980) portando in scena proprio quei personaggi del suo repertorio teatral-televisivo che lo hanno reso famoso. Memorabile il confronto tra un padre disperato e il figlio hippie Ruggero, con il compianto Mario Brega alle prese con la “spada de foco”, ma funzionano egregiamente anche l’immaturo e logorroico Enzo protagonista di un episodio vacanziero che strizza l’occhio a Il sorpasso, e il bambinone Leo, caratterizzazione che Verdone riproporrà in coppia con una irresistibile Sora Lella nel successivo Bianco, rosso e Verdone (1981), lungometraggio che ripropone la formula a episodi narrando dell’ingenuo Pasquale, emigrante che torna dalla Germania e un personaggio che diventerà di culto, Furio Zoccano («Magda, tu mi adori? E allora lo vedi che la cosa è reciproca?») , marito e padre maniacale e logorroico che costringerà la moglie alla fuga con un fascinoso sconosciuto, interpretato dal compianto Angelo Infanti. L’anno successivo Alberto Sordi vorrà Carlo Verdone come suo figlio e co-protagonista di Un viaggio con papà (1987). Verdone per l’occasione caratterizzerà un mix del suo ingenuo Leo e dell’hippie Ruggero di “Un sacco bello”, mentre Sordi vestirà i panni di un padre incapace di accettare gli anni che passano e che ritrovatosi il figlio come si suol dire “tra capo e collo” proverà a scaricarlo in tutti i modi possibili, ma senza successo. Il film appare a più riprese una sorta di passaggio del testimone generazionale in grado di mettere a confronto due “campioni” di risate e pilastri del cinema italiano.

Dopo il grande successo di “Bianco, rosso e Verdone” che diventerà una commedia di culto, Verdone porta al cinema una serie di personaggi ingenui, timidi e fondamentalmente immaturi che cercano di sbarcare il lunario. Nel 1982 Verdone dirige e interpreta Borotalco al fianco di Eleonora Giorgi e con le musiche di Lucio Dalla; scena cult il Manuel di Verdone, venditore di enciclopedie porta a porta, che si spaccia per il viveur Manuel Fantoni di Angelo Infanti per una goffa scena di tentata seduzione dell’ingenua Nadia di Eleonora Giorgi; in Acqua e sapone il bidello Rolando di Verdone si spaccia per prete e impartisce lezioni private ad una modella adolescente interpretata da una Natasha Hovey all’epoca esordiente, memorabile la colonna sonora con brani degli Stadio. Nel 1984 Verdone fa coppia con Enrico Montesano nella commedia I due carabinieri per poi tornare al suo repertorio due anni dopo con Troppo forte (1986) dove interpreta Oscar, un bullo di periferia con il sogno di diventare attore, caratterizzazione che rievoca il Nando Mericoni di Alberto Sordi che appare nel film nei panni dello “smemorato” avvocato Giangiacomo Pigna Corelli in Selci; Sordi è anche co-autore della sceneggiatura con Sergio Leone e lo stesso Verdone. Scena cult la partita a flipper con annessa spiegazione (“Il rapporto col flipper è come un rapporto sessuale, come n’ amplesso…non è il polso che deve da’ ‘a spinta ‘a pallina, ma è il ventre…mi hai capito, moro?”).

A partire dal 1987 con Io e mia sorella, dove è affiancato da Ornella Muti, Verdone cambia in parte registro e comincia a dare alle sue pellicole un tono dolceamaro, un cambio di tono che apparirà ancor più palese in Compagni di scuola (1988), una delle pellicole più “cattive” di Verdone. Anche se il suo personaggio Piero resta la vittima sacrificale, il film ha il retrogusto di alcune pellicole di Sordi in cui venivano esaltati cinismo ed egoismo e le risate erano spesso amare. Gli anni ottanta si chiudono con Il bambino e il poliziotto (1989) e i novanta iniziano con una nuova collaborazione tra Verdone e Ornella Muti, Stasera a casa di Alice (1990) accompagnata da musiche di Vasco Rossi e Gaetano Curreri. Verdone sembra ormai aver abbandonato la sua galleria di amati personaggi degli esordi e prova a raccontare tra serio e faceto dinamiche famigliari, in questo caso troviamo il cognato Sergio Castellitto e nel successivo Al lupo al lupo (1992) Verdone si confronta con i “fratelli” Francesca Neri e Sergio Rubini dopo la scomparsa del padre, in una pellicola fortemente autobiografica. Lo stesso anno Verdone giocherà con la sua nota ipocondria affiancato da Margherita Buy in Maledetto il giorno che t’ho incontrato (1992) per un viaggio in Inghilterra in cerca di uno scoop sulla morte del leggendario chitarrista Jimi Hendrix.

Dopo aver fatto coppia con Asia Argento in Perdiamoci di vista (1994), pellicola intrisa di cinismo e a tratti feroce, Verdone torna alla comicità a tutto tondo e alla formula a episodi con Viaggi di Nozze dove ritroviamo alcune sue caratterizzazioni molto popolari rivisitate per l’occasione, vedi il Furio di “Bianco, rosso e Verdone” che diventa l’insopportabile medico Raniero Cotti Borroni, ma la parte del leone la fanno i “coatti” Ivano sempre interpretato da Verdone e Jessica interpretata da Claudia Gerini che lanceranno un altro tormentone (“E come ‘o famo? – ‘O famo strano!). Nel 1996 Verdone torna a recitare con Claudia Gerini per l’intrigante Sono pazzo di Iris Blond, un tributo di Verdone alla sua grande passione per la musica e un ritratto cinico del mondo dello spettacolo. Con Gallo Cedrone (1998) Carlo Verdone propone un ritratto spietato di un volontario romano della Croce Rossa Italiana, sequestrato e condannato a morte da un gruppo di integralisti islamici; In C’era un cinese in coma (2000) altro ritratto amaro del mondo dello spettacolo e di un’amicizia tradita, con Verdone che veste i panni di uno scalcinato manager di una stella emergente della comicità interpretata da Beppe Fiorello; nel corale Ma che colpa abbiamo noi (2003) Verdone affronta la psicanalisi contornandosi di una galleria di eccentrici co-protagonisti capeggiati da Margherita Buy; In scena un matrimonio in crisi per L’amore è eterno finché dura (2004) con Laura Morante moglie di Verdone, lotta di classe invece per Il mio miglior nemico (2006) con Silvio Muccino giovane cameriere in cerca di vendetta per la madre licenziata ingiustamente da Verdone, arrogante manager e arrampicatore sociale.

Nel 2008 Verdone ripropone per la terza volta la formula a episodi con Grande, grosso e… Verdone, ma la pellicola non funziona come dovrebbe e mostra una certa forzatura rispetto alle caratterizzazioni proposte. Nel 2008 Verdone torna in gran spolvero con Io, loro e Lara che lo vede affiancato da Laura Chiatti e nei panni di un missionario in crisi religiosa. Seguiranno Posti in piedi in paradiso, film su tre single (Carlo Verdone, Pierfrancesco Favino e Marco Giallini) che in gravi difficoltà economiche decidono di condividere un appartamento e Sotto una buona stella (2014), sorta di sitcom da grande schermo con Verdone ricco broker vedovo e con due figli affiancato da Paola Cortellesi nei panni di una vicina di casa altruista. Nel 2016 e nel 2018 due pellicole in cui si ride molto grazie a due accoppiate particolarmente azzeccate: nell’esilarante L’abbiamo fatta grossa seguiamo Verdone affiancato da Antonio Albanese nei panni rispettivamente di un investigatore privato e del suo cliente attore; in Benedetta Follia Verdone gestisce un negozio di articoli religiosi in cui piomba una truce commessa interpretata da una esilarante Micaela Ramazzotti. L’ultimo film di Verdone, Si vive una volta sola (2021), racconta di un quartetto di chirurghi buontemponi (Carlo Verdone, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Max Tortora) e inclini agli scherzi che si recano in Puglia per una vacanza; il voler strizzare l’occhio ad un cult come Amici miei è sin troppo evidente, ma le vette toccate da Tognazzi e colleghi sono davvero molto, molto lontane.