C’è una bella notizia per il sequel della Passione di Cristo di Mel Gibson (ma anche una pessima)
Mel Gibson ha finito di girare il sequel della Passione di Cristo: l’uscita è slittata ma nel cast c’è una sorpresa gradita, Rupert Everett.
Sono passati ventidue anni da quando La Passione di Cristo fece tremare i botteghini mondiali incassando oltre 611 milioni di dollari con un budget di soli 30 milioni, e nel frattempo Mel Gibson ha tenuto in caldo il progetto del sequel con la determinazione di chi è convinto di avere qualcosa da dire. Adesso le riprese sono ufficialmente concluse: The Resurrection of the Christ, strutturato in due parti, ha chiuso la produzione dopo 134 giorni di set in Italia. Con l’annuncio del traguardo sono arrivate notizie in direzione opposta: una piacevole, l’altra decisamente meno. La prima riguarda il casting, con l’ingresso di un nome che difficilmente ci si aspettava di trovare in un epic biblico firmato Gibson. La seconda riguarda le date, e porta il ritardo che nessun fan del franchise voleva sentirsi confermare.

La bella notizia: Rupert Everett nel film
Il nome che ha sorpreso più di tutti nella lista del cast è quello di Rupert Everett. L’attore britannico, noto al grande pubblico soprattutto per My Best Friend’s Wedding e per una carriera costruita su ironia raffinata e una presenza scenica difficile da ignorare, comparirà nel sequel con quello che le fonti descrivono come un ruolo piccolo ma importante, non ancora specificato ufficialmente. Il solo fatto di vederlo in un’opera di questa natura, con questo regista, in questo contesto narrativo, è già di per sé una notizia. È il tipo di casting inaspettato che aggiunge curiosità a un progetto già di per sé attesissimo, e che apre interrogativi sul personaggio che interpreterà. Alcune fonti lo danno nei panni di Abramo, ma Gibson e Lionsgate non hanno ancora confermato il ruolo ufficialmente. Per ora il mistero è deliberatamente mantenuto.
La pessima: l’uscita slitta, soprattutto la seconda parte
La notizia meno gradita riguarda le date. In origine le due parti erano previste a 40 giorni di distanza l’una dall’altra, in un parallelismo simbolico con i 40 giorni che secondo i Vangeli Gesù trascorse sulla Terra dopo la resurrezione. Il piano è saltato. La Parte Uno slitterà di qualche mese, passando dal 26 marzo 2027 al 6 maggio 2027. La Parte Due subisce invece uno spostamento molto più drastico: dal 6 maggio 2027 al 25 maggio 2028, con più di un anno di scarto. Entrambe le nuove date cadono nel giorno dell’Ascensione, la festività cristiana che celebra la salita di Gesù al cielo, una scelta che ha tutta l’aria di essere deliberata. Il risultato pratico, però, è che tra un film e l’altro il pubblico dovrà aspettare oltre dodici mesi.
Addio Caviezel: il nuovo Gesù è finlandese
Il ritardo non è l’unica novità difficile da digerire per i fan del film originale. Jim Caviezel, che aveva interpretato Gesù Cristo nel 2004 con un’intensità rimasta impressa nell’immaginario collettivo, non ci sarà. Fino ad aprile 2025 sosteneva di essere in preparazione per riprendere il ruolo, con tecniche di de-aging simili a quelle usate da Martin Scorsese ne The Irishman per nascondere i vent’anni trascorsi. Sei mesi dopo, in ottobre 2025, è arrivata la comunicazione: Caviezel e molti co-protagonisti originali erano stati rimpiazzati perché il ringiovanimento digitale sarebbe costato troppo. Al suo posto è stato scelto Jaakko Ohtonen, attore finlandese noto per la serie Netflix The Last Kingdom. La prima foto ufficiale è stata pubblicata il 21 maggio.
Un viaggio nel Sheol: di cosa parla il sequel
La storia si concentra sui tre giorni tra la crocifissione e la resurrezione, un periodo che nella tradizione cristiana viene chiamato “La discesa agli Inferi”: secondo alcune dottrine, Gesù scese nel regno dei morti per liberare le anime trattenute lì dall’inizio dei tempi. Gibson ha descritto il progetto come “un viaggio psichedelico”, aggiungendo di non aver mai letto niente di simile agli script che ha scritto insieme a Randall Wallace, già co-autore di Braveheart. Il sequel includerà anche una rappresentazione di Satana, già presente nel film originale. Le riprese si sono svolte in sei location italiane: Roma, Matera, Bari, Brindisi, Ginosa e Craco, con i due film girati in parallelo tra ottobre 2025 e aprile 2026, concludendosi prima del previsto.
Il cast completo e il peso del progetto
Accanto a Ohtonen ed Everett, il film schiera un cast interamente rinnovato. Mariela Garriga è la nuova Maria Maddalena al posto di Monica Bellucci, Kasia Smutniak interpreta Maria madre di Gesù al posto di Maia Morgenstern, Riccardo Scamarcio è Ponzio Pilato in sostituzione di Hristo Shopov. Lionsgate distribuirà il film in Nord America, Regno Unito e America Latina. Il budget complessivo per entrambe le parti si aggira intorno ai 200 milioni di dollari. Gibson ha definito il progetto “la parte più importante” della sua opera di cineasta, “una missione portata avanti per oltre vent’anni“.