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Christopher Nolan critica la reazione di Hollywood al flop di Tenet

Christopher Nolan chiede all’industria cinematografica americana di non considerare “Tenet” un esempio negativo.

Tenet di Christopher Nolan avrebbe dovuto rilanciare il box-office statunitense dopo il colpo inferto all’industria cinematografica dal flagello globale noto come Covid-19. Purtroppo l’incasso nazionale del film è stato deludente con $53,800,000 incassati da un budget investito di 200 milioni, un flop che neanche gli incassi internazionali ($293,300,000) sono riusciti a mitigare, con un totale globale di $347,100,000, ben al di sotto dei 500 milioni dallo studio previsti per il pareggio.

Il flop di “Tenet” ha spaventato l’industria cinematografica che ha cominciato a far slittare le uscite della maggior parte film previsti per il 2020 al 2021, modifiche che hanno causato ulteriori slittamenti a cascata di film in pre-produzione fino al 2022. In questa fase di stallo delle uscite cinematografiche la parte del leone l’hanno fatta le piattaforme digitali e canali streaming come Netflix, Amazon Prime Video e Disney+ che hanno ospitato le mancate uscite cinematografiche, vedi il remake live-action Mulan e l’atteso film d’animazione Soul di Pixar.

Christopher Nolan in una recente intervista con il Los Angeles Times ha criticato la reazione di Hollywood agli incassi di “Tenet”, il regista dice che l’industria cinematografica americana sta reagendo nel modo sbagliato e che dovrebbe invece sfruttare “Tenet” per una maggiore pianificazione.

Sono preoccupato che gli studi stiano traendo conclusioni sbagliate dall’uscita di Tenet – che invece di guardare dove il film ha funzionato bene e come questo possa fornire loro i ricavi necessari, stiano guardando dove non è stato all’altezza delle aspettative pre-COVID e inizieremo ad usarlo come scusa per fare in modo che il risultato rappresenti tutte le perdite della pandemia invece di mettersi in gioco e adattarsi – o in altre parole ricostruire la nostra attività.

Il discorso di Nolan è sensato, creare una strategia a livello globale per la distribuzione nei cinema ove possibile, il problema è che le catene di cinema statunitensi o sono in gran parte chiuse o sono in procinto di chiudere, idem per l’Europa che sta affrontando un’ondata di contagi esponenziale che ha spinto Francia, Inghilterra e Italia alla chiusura delle sale. Con una programmazione senza titoli di punta fino a Pasqua 2021 (eccetto “Wonder Woman 1984” in uscita a dicembre) e con molti film che nel frattempo usciranno direttamente in digitale, quella di Nolan resta un’idea sacrosanta sulla carta, il regista ha sempre difeso a spada tratta l’esperienza cinematografica vissuta in sala, ma l’emergenza globale in divenire per il momento rema contro ogni tentativo di pianificazione che non sia il rinvio o uscite in formati alternativi.

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