Expo Dubai 2020, a Gabriele Salvatores il progetto del Padiglione Italia

Gabriele Salvatores gira per la Penisola nell’ambito del progetto visuale che l’Italia porterà all’Expo di Dubai

Il Saper fare quale leitmotiv del lavoro che Gabriele Salvatores firmerà (e filmerà) per il Padiglione Italia all’Expo di Dubai 2020 (che evidentemente si svolgerà nel 2021). Sotto l’egida di Indiana Production, il regista di origini partenopee girerà le Regioni che hanno aderito al progetto per condensare non solo la bellezza ma anche l’artigianalità nostrana, bistrattata ed arginata in maniera arcigna da un contesto trasveralmente avverso negli ultimi decenni, eppure ancora presente in quel Paese malgrado tutto meraviglioso che è l’Italia.

Proclami che suonano altisonanti, bisogna ammetterlo, ma forse proprio per questo urgenti. La commissione presieduta dallo scrittore Sandro Veronesi, che ha scelto Salvatores per portare a termine questo progetto, non ha certo il compito di ribaltare lo status quo, ma credo che per lo meno si sia imposta come compito precipuo quello di esportare un’immagine almeno più decorosa, oltre che veritiera, partendo proprio dal titolo che ha dato all’iniziativa, ossia La Bellezza unisce le Persone.

Il percorso, come si legge nel comunicato ufficiale, sarà «raccontato su uno schermo di 100 metri quadrati e capace di mostrare al visitatore il meglio delle ‘artigiane’, dell’agroalimentare, della meccanica, del design e dell’esercizio delle tecnologie più sofisticate; la narrazione prosegue con le ‘Short Stories’, mostre temporanee con un approfondimento tematico sulla nostra cultura e arte oltre che sulle innovazioni contemporanee nei campi della salute, della medicina, dello spazio e del design».

Prima di lasciarvi alla consultazione del sito dall’ICE – Italian Trade Agency, ci pare opportuno congedarci con le dichiarazioni di Gabriele Salvatores, stringate e forse pure di circostanza, ma che quantomeno condensano un’ambizione, la stessa alla quale ci auguriamo che tutti coloro che stanno lavorando a questo progetto sappiamo corrispondere nel migliore dei modi.

Credo che la bellezza, l’arte e anche se vogliamo il piacere della vita che l’Italia sa ben fornire ed esportare possano veramente aiutare a cambiare il mondo

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