Ferzan Ozpetek sceglie due conduttrici tv amatissime per il nuovo film Nella Gioia e nel Dolore
Si muove ancora nel territorio delle indiscrezioni, ma il nuovo progetto di Ferzan Özpetek comincia già a prendere forma concreta. Il titolo circola da giorni negli ambienti dello spettacolo, Nella Gioia e nel Dolore, e con lui anche i primi nomi di un cast che sembra voler proseguire una linea ben precisa: quella dei volti
Si muove ancora nel territorio delle indiscrezioni, ma il nuovo progetto di Ferzan Özpetek comincia già a prendere forma concreta. Il titolo circola da giorni negli ambienti dello spettacolo, Nella Gioia e nel Dolore, e con lui anche i primi nomi di un cast che sembra voler proseguire una linea ben precisa: quella dei volti familiari, delle collaborazioni consolidate, delle attrici e degli attori che negli anni sono diventati parte integrante del suo universo narrativo.
Le voci, rilanciate, parlano di una scelta già avviata per alcuni ruoli chiave. Tra i nomi più insistenti ci sono quelli di Mara Venier, Geppi Cucciari e Luca Argentero. Tre presenze che, per motivi diversi, raccontano molto del cinema di Özpetek.
Non si tratta di un’operazione casuale. Venier e Cucciari arrivano entrambe da Diamanti, il film che ha segnato il ritorno del regista con un grande cast corale e una forte impronta emotiva, capace di conquistare il pubblico italiano . In quella pellicola, la scelta di lavorare con interpreti già affini al suo linguaggio aveva restituito una narrazione compatta, quasi familiare, costruita su relazioni, sguardi e dinamiche interne.
La presenza di Argentero, invece, riporta a una lunga storia di collaborazione: l’attore ha già lavorato con Özpetek in progetti che hanno contribuito a definire un certo modo di raccontare le relazioni contemporanee, spesso sospese tra fragilità e ricerca di equilibrio.
Özpetek e il suo “cinema di famiglia”
Chi segue il regista sa che il casting, nei suoi film, non è mai un dettaglio secondario. È piuttosto una dichiarazione d’intenti. Il suo cinema si fonda su gruppi, comunità, intrecci emotivi che funzionano proprio perché gli interpreti riescono a costruire una chimica credibile.
Già in passato Özpetek ha dimostrato una certa fedeltà agli attori con cui lavora, creando nel tempo una sorta di compagnia stabile. È una dinamica che si ritrova anche nei suoi titoli più noti, dove la coralità non è solo narrativa ma anche produttiva: si torna a lavorare insieme perché si conoscono tempi, ritmi e sensibilità.
In questo senso, Nella Gioia e nel Dolore sembra inserirsi perfettamente nel percorso del regista. Il titolo stesso suggerisce una dimensione intima, quasi domestica, fatta di relazioni profonde e contraddizioni emotive. Due parole opposte, gioia e dolore, che nel suo cinema non sono mai separate ma convivono nello stesso spazio.

Un elemento interessante riguarda anche il momento professionale degli attori coinvolti. Geppi Cucciari, ad esempio, è attesa anche come co-conduttrice del GialappaShow su TV8, segno di una presenza sempre più trasversale tra televisione e cinema.
Questa contaminazione è ormai una costante nel panorama italiano: i volti passano da un linguaggio all’altro, portando con sé un pubblico già fidelizzato. Ed è probabile che anche Özpetek, sempre attento alle dinamiche del racconto contemporaneo, tenga conto di questa evoluzione nella costruzione del suo prossimo film.
Un progetto ancora in costruzione
Al momento non ci sono conferme ufficiali sulla trama né sulla data di uscita. Tutto resta nel campo dei “si dice”, ma è proprio da questi segnali che spesso si intravedono le direzioni future del cinema italiano.
Se i nomi dovessero essere confermati, Nella Gioia e nel Dolore potrebbe diventare un nuovo tassello di quel racconto corale e sentimentale che Özpetek porta avanti da anni, aggiornandolo di volta in volta senza tradirne l’identità.
E forse è proprio questo il punto: più che sorprendere con scelte radicali, il regista sembra voler continuare a lavorare su ciò che conosce meglio. Le relazioni, i legami, le fragilità. E soprattutto gli attori che, nel tempo, sono diventati parte di quella storia.