Roma 2026, i vincitori della Festa del Cinema
La 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma 2026 si chiude con il trionfo di ‘I See Buildings Fall Like Lightning’ di Clio Barnard e premi per l’Italia con Kasia Smutn
La 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma 2026 ha chiuso i battenti il 24 ottobre con una cerimonia che ha consegnato i premi più attesi e confermato il festival come uno degli appuntamenti più vivaci del calendario cinematografico europeo. Tredici giorni di proiezioni — dal 13 al 25 ottobre — all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, con la direzione artistica di Paola Malanga e la presidenza di Salvo Nastasi a guidare un’edizione che ha saputo bilanciare cinema d’autore internazionale e attenzione alla scena italiana.
Il Miglior Film va a Clio Barnard
Il premio più importante di questa edizione è andato a I See Buildings Fall Like Lightning, opera della regista britannica Clio Barnard. La scelta della giuria premia un cinema che non si accontenta di raccontare storie ma cerca di interrogare la forma stessa dell’immagine — una linea coerente con la vocazione della Festa di Roma, che negli ultimi anni ha privilegiato film capaci di tenere insieme rigore visivo e accessibilità narrativa. Barnard, già nota per lavori come The Arbor e Dark River, consolida con questo riconoscimento la sua posizione tra le voci più originali del cinema europeo contemporaneo.
La cerimonia si è tenuta alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ed è stata condotta da Ema Stokholma, presenza capace di muoversi tra registro istituzionale e leggerezza, adatta a un evento che vuole essere popolare senza rinunciare alla sostanza.
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Kasia Smutniak e il Premio del Pubblico
Se il Miglior Film è andato al cinema britannico, l’Italia ha trovato il suo momento di festa con il Premio del Pubblico. A vincerlo è stata Kasia Smutniak con Mustang, film che ha evidentemente intercettato il favore della platea romana in modo netto. Il Premio del Pubblico è spesso il più sincero tra i riconoscimenti di un festival: non riflette le strategie di una giuria ma il calore diretto di chi ha scelto di sedersi in sala. Smutniak, attrice di origine polacca naturalizzata nel cinema italiano, porta a casa un risultato che parla sia della sua capacità di costruire performance credibili sia della forza del progetto in cui è coinvolta.
Mustang — da non confondere con l’omonimo film turco di Deniz Gamze Ergüven del 2015 — si afferma quindi come uno dei titoli più discussi di questa edizione, almeno sul fronte del gradimento del pubblico. Vale la pena seguirne la distribuzione nei prossimi mesi.
I premi di recitazione: Pierobon e Luengo
La sezione dedicata alla recitazione ha premiato due interpreti che arrivano da tradizioni cinematografiche molto diverse, segnale di un festival che guarda davvero oltre i confini nazionali. Paolo Pierobon ha conquistato il Miglior Attore, un riconoscimento che arriva dopo anni di lavoro solido tra teatro, cinema e televisione. Pierobon è uno di quegli attori che i cinefili italiani conoscono bene ma che merita una visibilità più ampia: preciso, mai sopra le righe, capace di abitare personaggi complessi senza forzarne la leggibilità. Un premio a Roma può aprire porte anche fuori dai confini italiani.
Sul versante femminile, la Miglior Attrice è andata a Victoria Luengo, attrice spagnola che conferma come la scena iberica stia attraversando una fase di grande fertilità creativa. Luengo era già apparsa in produzioni di rilievo, ma un riconoscimento in un festival internazionale di questo calibro rappresenta un salto qualitativo nella sua traiettoria.
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La Festa del Cinema di Roma 2026 nel panorama dei festival europei
Ogni anno, a ottobre, Roma si trova a raccogliere l’eredità di Venezia — chiusa a settembre — e a dialogare con gli ultimi festival autunnali prima che l’attenzione del settore si sposti definitivamente verso la stagione dei premi invernali. La Festa del Cinema di Roma ha imparato negli anni a ritagliarsi uno spazio che non è quello della competizione diretta con la Mostra del Cinema, ma di un’offerta complementare: più aperta al pubblico generalista, meno ossessionata dalla corsa agli Oscar, più disposta a rischiare su titoli che non hanno ancora trovato la loro collocazione.
L’edizione 2026 ha confermato questa vocazione. La scelta di premiare I See Buildings Fall Like Lightning non è quella di un festival che insegue il consenso facile, così come il Premio del Pubblico a Smutniak dimostra che la platea romana ha voglia di partecipare attivamente alla selezione, non solo di assistere. Il sito ufficiale della Festa del Cinema di Roma raccoglie l’intera programmazione e i dettagli dei premi assegnati.
Paola Malanga guida la direzione artistica con un’impostazione che privilegia la qualità della selezione rispetto alla quantità dei titoli in concorso, e i risultati di questa edizione sembrano darle ragione. Salvo Nastasi, alla presidenza, ha il compito di tenere insieme le esigenze istituzionali con quelle di un festival che deve restare vivo e credibile agli occhi dell’industria internazionale.
Con i premi consegnati e la Sala Petrassi che torna al silenzio, la 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma si chiude come un’edizione che ha saputo essere precisa nelle sue scelte: un Miglior Film che guarda al cinema d’autore europeo, un Premio del Pubblico che riconosce il lavoro di un’attrice italiana, e due premi di recitazione che fotografano la diversità geografica del cinema contemporaneo. Il prossimo appuntamento è già atteso.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.