Freaks Out: nuova featurette “Regia, fotografia, stunt” del film di Gabriele Mainetti

Tutto quello che c’è da sapere su “Freaks Out”, opera seconda del regista di “Lo chiamavano Jeeg Robot” nei cinema dal 28 ottobre con 01 Distribution.

Dopo la tappa in concorso al Festival di Venezia, dal 28 ottobre nei cinema con 01 Distribution Freaks Out, opera seconda del regista Gabriele Mainetti (Lo chiamavano Jeeg Robot). Mainetti prosegue il suo percorso nel rivisitare il cinema di genere, comprensibile il non volere cavalcare a tutti i costi costi il successo del suo esordio puntando e rischiando su un sequel. “Freaks Out” con la sua ambientazione bellica omaggia il neorealismo italiano, lo contamina con il fantasy e rievoca le atmosfere di film come Ballata dell’odio e dell’amore dello spagnolo Álex de la Iglesia, un mix audace e senza dubbio intrigante.

Trama e cast

La trama ufficiale: Roma, 1943: Matilde, Cencio, Fulvio e Mario vivono come fratelli nel circo di Israel. Quando Israel scompare misteriosamente, i quattro “fenomeni da baraccone” restano soli nella città occupata dai nazisti. Qualcuno però ha messo gli occhi su di loro, con un piano che potrebbe cambiare i loro destini… e il corso della Storia.

Il cast è composto da Claudio Santamaria, Aurora Giovinazzo, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta e Franz Rogowski.

Freaks Out – trailer e video”

Primo teaser trailer pubblicato il 7 ottobre 2020

Secondo trailer ufficiale pubblicato il 26 luglio 2021

Terzo trailer ufficiale pubblicato l’11 ottobre 2021

Nuovi video da Venezia 78 pubblicato il 10 settembre 2021

Nuova clip ufficiale pubblicata il 23 settembre 2021

Nuove clip ufficiali e una featurette pubblicate il 15 ottobre 2021

Nuova featurette pubblicata il 21 ottobre 2021

Nuova featurette pubblicata il 23 ottobre 2021

Nuova clip ufficiale pubblicata il 25 ottobre 2021

Nuova featurette pubblicata il 28 ottobre 2021

Curiosità

  • Gabriele Mainetti (Roma, 1976) è un regista, attore, compositore e produttore cinematografico. Dopo aver realizzato i corti Basette, selezionato al Festival di Locarno, e Tiger Boy, entrato nella shortlist della nomination all’Oscar, nel 2015 dirige Lo chiamavano Jeeg Robot, prodotto dalla sua Goon Films e vincitore – tra gli altri riconoscimenti – di 7 David di Donatello, 2 Nastri d’argento, 4 Ciak d’oro e del Globo d’oro.
  • La sceneggiatura del film è scritta da Gabriele Mainetti in collaborazione con Nicola Guaglianone da un soggetto originale di Guaglianone.
  • Le riprese sono iniziate tra il Lazio e la Calabria (Cosenza e Camigliatello Silano) ad aprile 2018.
  • Mainetti parla delle location in Calabria: “Il tragitto della Sila è stato quello più interessante tra i tanti che abbiamo visto […] Da un punto di vista fortemente tecnico, se penso a un viaggio come quello del trenino in una pianura non sento la vita scorrere. Qui in Sila invece, la vegetazione, le nuvole, tutto ti si muove intorno più che suggestivo e fortemente cinematografico.”
  • Il film è una produzione Goon Films e Lucky Red con Rai Cinema, in coproduzione con a società belga Gapbusters.
  • Il budget del film è di circa 12 milioni di euro.

Note di regia e produzione

Il film nasce da una sfida: ambientare sullo sfondo della pagina più cupa del Novecento un film che fosse insieme un racconto d’avventura, un romanzo di formazione e – non ultima – una riflessione sulla diversità. Per farlo ci siamo avvicinati alla Roma occupata del 1943 con emozione e rispetto, ma allo stesso tempo abbiamo dato libero sfogo alla fantasia: sono nati così i nostri quattro freak, individui unici e irripetibili, protagonisti di una Storia più grande di loro. [Gabriele Mainetti]

Nel dicembre 2011 Gabriele Mainetti fonda la casa di produzione cinematografica Goon Films. Il fascino del cinema di genere e il modello americano costituiscono riferimenti fondanti per la cifra stilistica del regista romano. La scelta di impegnarsi nella produzione nasce dal bisogno di tutela dell’articolato percorso espressivo che si affronta nella ricerca di “cinema”, troppo spesso denso di ostacoli che annebbiano la visione autoriale della messa in scena. Il tentativo è quello appunto di realizzare progetti che rientrino nella linea editoriale sopra indicata, proteggendoli dalle troppe mediazioni che levano forza e originalità all’esito sperato. Nel 2012 la Goon Films produce il suo primo corto Tiger Boy. Matteo, il bambino mascherato, commuove le giurie e riceve consensi da tutto il mondo (Festival australiano Flickerfest, Santa Barbara International Film Festival, Children’s Indi International Film Festival, Brest European Short Film Festival e non solo). Il 26 novembre 2013 l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences seleziona Tiger Boy tra i 10 finalisti per la Nomination all’Oscar – categoria “live action short” – all’ 86esima edizione degli Academy Awards. Finalista al Globo d’Oro e al David di Donatello 2012, secondo classificato al 42° Giffoni Film Festival (Generator +13), vince il Nastro d’Argento 2013 come Miglior Corto. Nel 2015 Gabriele Mainetti debutta alla regia con il lungometraggio Lo chiamavano Jeeg Robot.

La colonna sonora

  • Il regista Gabriele Mainetti ha anche curato la colonna sonora di con il compositore Michele Braga. Mainetti e Braga hanno collaborato anche per il cortometraggio “Basette” del 2008 e per l’esordio di Mainetti “Lo chiamavano Jeeg Robot” del 2015.
  • Edita da Edizioni Curci e Goon Films, la colonna sonora è stata orchestrata da Emanuele Bossi, missata da Goffredo Gibellini, presso gli studi della Digital Records, ed eseguita dalla Czech National Symphony Orchestra di Praga, diretta da Marek Stilec.
  • La colonna sonora è stata premiata con il Soundtrack Stars Award 2021 per la migliore colonna sonora tra i film in concorso alla 78esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Braga e Mainetti, secondo la giuria, hanno reso la colonna sonora di Freaks Out un “elemento protagonista e di assoluto rilievo all’interno del film, unendo elementi della nostra tradizione musicale a un sound più contemporaneo e passando anche attraverso le riletture di classici come Creep dei Radiohead, trasformata al pianoforte in stile Rachmaninov dal nazista esaltato Franz, o Bella Ciao, riletta in chiave avanguardista”.

TRACK LISTINGS:

1. ISRAEL
2. CENCIO
3. MARIO
4. FULVIO
5. LA RAGAZZA ELETTRICA
6. MEIN HERR
7. FREAKS OUT
8. SPECIALE A FA’ CHE?
9. AMERICA
10. RASTRELLAMENTO
11. FUGA DAL CAMION
12. MATILDE ESCE DAL GRUPPO
13. ISOLA TIBERINA
14. NELL’HAREM DEL ZIRKUS BERLIN
15. A CASA DEI DIAVOLI
16. SALA TORTURE
17. GIOCAMO A FA’ LA GUERA?
18. FRANZ, L’ETERE E IL FUTURO
19. MATILDE AL ZIRKUS BERLIN
20. I MIEI FANTASTICI 4
21. BENVENUTI AL ZIRKUS BERLIN
22. NEL FORNO
23. UNO SPARO NEL CIELO
24. SALVIAMO ISRAEL
25. CACIOTTE E SALSICCE
26. SUL CAMPO DI BATTAGLIA
27. LUMINESCENZA
28. GAME OVER
29. AMERICA – TITOLI DI CODA
30. MEIN HERR – TITOLI DI CODA / LA RAGAZZA ELETTRICA – TITOLI DI CODA

Foto e poster