Hachiko con Richard Gere torna al cinema in versione digitale solo il 13 dicembre

Tutto quello che c’è da sapere su “Hachiko” con Richard Gere, l’amato classico di Lasse Hallström da una storia vera torna al cinema solo il 13 dicembre.

Uscito nel 2009, dopo essere stato presentato in anteprima ad Alice nella Città alla Festa del cinema di Roma, Hachiko – Il tuo migliore amico del regista due volte candidato all’Oscar Lasse Hallström con Richard Gere è diventato uno dei film più amati dal pubblico cinofilo e non solo. Tratto da una storia vera, commuove con l’intensa semplicità con cui racconta il profondo legame tra un uomo e Hachiko, il suo più fidato amico. “Hachiko” torna al cinema dopo 13 anni in versione digitale, per regalare di nuovo agli spettatori la magia di un’immensa e bellissima amicizia.

Hachiko – Trama e cast

La trama ufficiale: “Hachiko” è la storia di Hachi, un cane di razza Akita, e dell’amicizia speciale con il suo padrone. Ogni giorno Hachi accompagna il professor Parker (Richard Gere) alla stazione e lo aspetta al suo ritorno per dargli il benvenuto. L’emozionante e complessa natura di quello che si svela quando la loro routine viene interrotta, è ciò che rende la storia di Hachi una favola per tutte le età. L’assoluta dedizione di un cane nei confronti del suo padrone ci mostra lo straordinario potere dei sentimenti e come anche il più semplice fra i gesti possa diventare la più grande manifestazione di affetto mai ricevuta.

Il cast di “Hachiko” include anche Joan Allen, Sarah Roemer, Cary-Hiroyuki Tagawa, Eric Avari: Shabir
Jason Alexander, Davenia McFadden, Kevin DeCoste, Tora Hallstrom, Robbie Sublett.

Hachiko – trailer e video

La vera storia di Hachiko

Nel 1924 Hachiko venne portato a Tokyo dal suo padrone, Hidesamuro Uyeno, un professore della facoltà di agraria dell’università di Tokyo. Durante la vita del suo padrone, Hachiko lo salutava sulla porta di casa e gli andava incontro alla fine della giornata aspettandolo alla vicina Stazione Shibuya. Questa routine quotidiana andò avanti fino ad una sera del maggio 1925, quando Uyeno non fece ritorno con il solito treno. Quel giorno il professore aveva avuto un ictus. Morì e non tornò mai alla stazione dove il suo amico lo stava aspettando. Dopo la morte del suo padrone, Hachiko venne dato via, ma scappava regolarmente per tornare alla sua vecchia casa. Dopo qualche tempo, Hachiko si rese conto che il professor Uyeno non viveva più lì, così andò a cercare il suo padrone alla stazione dei treni, dove lo aveva accompagnato così tante volte in passato. Ogni giorno Hachiko attese il ritorno di Uyeno. E ogni giorno il suo amico non era tra i pendolari. La regolare presenza di Hachiko alla stazione attirò l’attenzione dei viaggiatori. In molti avevano visto Hachi e il professor Uyeno insieme ogni giorno. Rendendosi conto che Hachiko attendeva vigile il suo padrone ormai morto, ne furono commossi. Iniziarono a portargli regali e cibo perché si nutrisse durante l’attesa. La cosa andò avanti per 10 anni, con Hachiko che appariva solo di sera, all’ora precisa in cui il treno era atteso in stazione. Quello stesso anno, un ex studente di Uyeno (che era diventato un esperto in cani akita) vide il cane alla stazione e lo seguì a casa Kobayashi, dove venne a sapere la storia della vita di Hachiko. Poco dopo quest’incontro, l’ex studente pubblicò un documentato censimento degli akita in Giappone. Dalla sua ricerca emerse che erano rimasti nel Paese solo 30 akita di razza pura, compreso Hachiko alla stazione Shibuya. L’ex studente di Uyeno tornò spesso a trovare il cane e nel corso degli anni pubblicò diversi articoli sulla straordinaria fedeltà di Hachiko. Nel 1932 uno di questi articoli, pubblicato nel più importante quotidiano di Tokyo, portò il cane alla ribalta nazionale. Hachiko divenne famoso in tutto il Paese. La fedeltà al ricordo del suo padrone impressionò i giapponesi che lo videro come un simbolo dello spirito di fedeltà alla famiglia che tutti avrebbero dovuto avere. Insegnanti e genitori usarono l’attesa di Hachiko come esempio per i bambini. Un famoso artista giapponese realizzò una scultura del cane e, in tutto il Paese, si diffuse un rinnovato interesse per la razza akita. Nell’aprile 1934 una statua di bronzo con la sua immagine venne eretta alla stazione Shibuya, e lo stesso Hachik? presenziò alla sua inaugurazione (Hachiko morì l’8 marzo 1935). La statua venne poi fusa durante lo sforzo bellico della Seconda Guerra Mondiale. Dopo la guerra, Hachiko non venne dimenticato. Nel 1948 la Società per la Ricostruzione della Statua di Hachiko commissionò a Takeshi Ando, figlio dell’artista originario che nel frattempo era morto, la realizzazione di una seconda statua. La nuova venne eretta nell’agosto del 1948, e oggi è un luogo d’incontro estremamente popolare. Nel 2004, una nuova statua di Hachiko è stata eretta sul piedistallo originale in pietra di Shibuya davanti all’Akita Dog Museum di Odate.

Curiosità sul film

  • Il film è basato anche su Hachiko Monogatari, film del 1987 che ha raccontato la storia della vita del cane, dalla nascita fino alla sua morte e all’immaginaria riunione con il suo padrone, il professore. Il film è stato l’ultimo grande successo degli studios giapponesi Shochiku Kinema Kenkyûjo.
  • “Hachi” in giapponese significa “otto”: il cane viene chiamato così per via di una medaglietta di legno portata al collo nella quale è rappresentato il numero otto in caratteri giapponesi.
  • Hidesaburo Ueno, il vero padrone di Hachiko, non era insegnante di musica ma di agro-ingegneria del terreno arato, e morì di ictus invece che di infarto.
  • Il titolo di lavorazione era semplicemente “Hachi”, poi però la produzione ha optato per “Hachi: A Dog’s Tale”.
  • La maggior parte del film è stata girata a Bristol e Woonsocket, nel Rhode Island.
  • Hachiko è interpretato da tre cani di razza Akita Inu: Chico, Layla e Forrest; ognuno di loro interpreta un diverso periodo della vita di Hachi.
  • Il film costato 16 milioni di dollari ne ha incassati nel mondo circa 46. [In Italia il film ha incassato €5.349.000].

Chi è Lasse Hallström?

Il regista candidato agli Oscar Lasse Hallström sta seguendo una serie di progetti attualmente in fasi diverse di sviluppo, tra cui Dear John tratto da un romanzo di Nicholas Sparks e interpretato da Channing Tatum e Amanda Seyfried. Ha diretto l’episodio televisivo pilota per la Fox, New Amsterdam, trasmesso nel marzo 2008, che racconta di un detective immortale che abita a New York. L’imbroglio ‐ The Hoax con Richard Gere è uscito nel 2007. Altri film da lui diretti negli ultimi anni comprendono Casanova, con Heath Ledger, e Il vento del perdono, con Robert Redford e Morgan Freeman. L’apprezzato adattamento di Hallström del romanzo di Joanna Harris Chocolat, con Juliette Binoche, Johnny Depp e Judi Dench, ha ottenuto cinque candidature agli Oscar, compresa quella come miglior film. Hallström ha ricevuto una seconda candidatura come miglior regista per Le regole della casa del sidro, interpretato da Tobey Maguire, Charlize Theron e Michael Caine. La prima candidatura agli Oscar per questo regista svedese era arrivata già nel 1985 per il film La mia vita a quattro zampe, candidato per la miglior sceneggiatura. Nel 1993 Hallström ha diretto Buon compleanno mr. Grape di Peter Hedge, con Johnny Depp e Leonardo DiCaprio, che otteneva la sua prima candidatura agli Oscar. Qualcosa di cui …sparlare è il film successivo, con Julia Roberts, Dennis Quaid e Kyra Sedgewick ed è la storia di due generazioni di una turbolenta famiglia del Sud. Hallström ha iniziato la sua carriera nel suo paese d’origine, la Svezia, lavorando per la televisione e realizzando cortometraggi. Inoltre, ha diretto video musicali, i più famosi dei quali per il celebre gruppo svedese degli ABBA.

Hachiko – Note di produzione

La Inferno Distribution ha deciso di finanziare e produrre la storia di Hachiko perché vuole realizzare film che sensibilizzino il pubblico e hanno visto nella storia di un uomo e del suo fedele cane un potenziale messaggio universale. “Quando ho letto la sceneggiatura” ‐ dice il produttore Bill Johnson – “Ho sentito immediatamente la forza del messaggio che avrebbe potuto trasmettere ad un’enorme massa di persone, un messaggio di lealtà, impegno e di amore incondizionato”. Lavorare su un progetto con un significato così importante ha portato il cast e la troupe a riflettere sul loro personale legame con la storia di questo cane speciale. “Gli animali si sacrificano per amore, possiedono una nobiltà d’animo che troppo spesso manca agli esseri umani”, dice Jason Alexander, “La storia di Hachiko è importante perché contiene una lezione profonda, senza essere severa. E’ una piccola storia con molte sfumature ed è pertanto sofisticata nella sua semplicità. Questo cane non ha una vita straordinaria, Parker non conduce una vita straordinaria. Quest’uomo incontra un cane e gli da semplicemente il suo affetto, e il cane lo ricambia. Non salva la sua vita e non tira fuori nessuno da un’auto in fiamme. Non c’è alcun atto eroico. Non ci sono momenti sensazionali. E’ solo ‘Ti ho trovato. Ti tengo con me. E ti do il mio affetto in modo vero, senza forzature’. Adesso nella mia vita, questa cosa mi tocca molto profondamente”. Tagawa comprende pienamente la dedizione di Hachi e dice “Metaforicamente, aspetto l’umanità alla stazione dei treni. Attendo con ansia il risveglio del pianeta”. In una scena densa di significato, il personaggio di Tagawa, Ken, scopre il numero otto inciso sul collare del cucciolo akita. Ken dice a Parker che la parola giapponese per dire otto è “hachi” e che in Giappone questa parola ha il significato simbolico di mettere in collegamento “il piano materiale e quello spirituale”, si traduce come “raggiungere in alto il cielo toccando in basso la terra”. E’ anche il simbolo dell’infinito, che traccia una forma che fluisce senza fine e nella quale è impossibile distinguere l’inizio dalla fine; ecco a cosa somiglia la devozione di Hachiko. L’esempio di amore che dà questo cane parte dal cielo e arriva sulla terra. Joan Allen ha detto di aver quasi ‘perso la testa’ quando ha letto la sceneggiatura, che l’ha profondamente toccata perché, dice, “viviamo in un mondo in cui tutto si muove rapidamente e, più invecchiamo, più velocemente il tempo passa. E ci affanniamo per cercare di star dietro a tutto ma non c’è mai abbastanza tempo. Bisogna sempre andare avanti. Credo che sia proprio questa la grande lezione di questo film: bisogna fermarsi, fare un passo indietro per stare accanto alle persone che amiamo. Non tutto e’ ‘usa e getta’, anche se viviamo in una società in cui ogni cosa sembra esserlo. Questa è la storia di qualcosa che dura a lungo. Questo cane meraviglioso non molla, nell’attesa di qualcuno che ama. E’ una lezione fondamentale che chiunque dovrebbe ascoltare e cercare di applicare. E’ qualcosa che va “oltre le parole, che si sente in fondo al cuore. La sensazione che non vi siano né un inizio né una fine per questo amore, che il desiderio struggente che sentiamo dentro di noi è qualcosa che riempie l’universo, e c’è qualcosa in storie come questa in grado di cogliere con semplicità questa lezione universale, che non ha bisogno di descrizioni”.

Hachiko – La colonna sonora

  • Le musiche originali del film sono del compositore polacco Jan Andrzej Pawel Kaczmarek (Unfaithful – L’amore infedele, Neverland – Un sogno per la vita, L’ospite inatteso).

TRACK LISTINGS:

1. Japan 3:27
2. New Home 1:48
3. The Foot 2:41
4. Dance Rehearsal 2:16
5. Storm and the Rescue 1:37
6. The Second Dance 0:52
7. Under the Fence 1:52
8. Treats From Cate 1:52
9. Parker’s Dance Played On Piano 3:43
10. Parker & Hachi Walk To the Station 2:05
11. Baby 1:24
12. Marriage Bath 3:28
13. Fetch 2:13
14. To Train Together 3:26
15. Packing Boxes 2:16
16. Parker & Hachi 3:29
17. Hachiko Runs Away 4:28
18. Memory of the Storm 1:37
19. Hachi – Waiting For Parker Again 2:52
20. Hachi – Last Trip To the Station 2:07
21. Goodbye 2:11
22. Hachi, Parker & Cate – Memories 3:59

La colonna sonora di “Hachiko” è disponibile su Amazon.

Hachiko – Foto e poster

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