Home Gossip “I comunisti sinistroidi si spartiscono i David”: Francesco Benigno via Facebook non le manda a dire

“I comunisti sinistroidi si spartiscono i David”: Francesco Benigno via Facebook non le manda a dire

Dichiarazioni forti quelle che arrivano dal popolare attore Francesco Benigno. Ecco il post che scuote il mondo del cinema italiano

18 Giugno 2025 18:16

Mentre leggiamo le sue dichiarazioni su Facebook, postate proprio oggi, immaginiamo che vengano pronunciate con quella sua cadenza siciliana che lo ha reso inconfondibile, amato dal pubblico e, forse, anche sottovalutato dalla critica. Come lui stesso afferma. Francesco Benigno non le manda a dire al mondo del cinema mainstream. Ecco cosa ha detto. Anzi, scritto.

Dodicesimo di tredici figli, Francesco Benigno cresce in un contesto familiare difficile: abbandona la scuola molto giovane per aiutare il padre al mercato ortofrutticolo nel quartiere Noce di Palermo. La svolta avviene quasi per caso: accompagna un amico a un casting e finisce per attirare l’attenzione del regista Marco Risi. Il suo debutto cinematografico arriva con “Mery per sempre” (1989) dove interpreta il ruolo di Natale, personaggio che ritrova nel sequel “Ragazzi fuori” (1990). Proprio per questa interpretazione gli vengono assegnati importanti riconoscimenti: l’Efebo d’oro e il Ciak d’oro come miglior attore. 

Francesco Benigno: le dichiarazioni forti dell’attore

La carriera gli vale numerosi premi: dal Piper (1991), alla Chiave d’oro di Chianciano (1993), alla Torre d’argento per la fiction (2002/03). Nel 2020 ottiene ben tre riconoscimenti – tra cui il Gran Premio della Critica e il premio come miglior opera prima – per il suo film “Il colore del dolore”. Insomma, una carriera di tutto rispetto che, però, l’attore siciliano pensa possa essere stata penalizzata al mondo del cinema, troppo intellettuale.

Post Francesco Benigno
Il post di Francesco Benigno foto: Facebook @Francesco Benigno – (cineblog.it)

Per ben due volte, almeno in due film “Palermo Milano solo andata” e soprattutto in “Mary per Sempre”, a detta di tutti gli addetti ai lavori meritavo quel premio, anche dal pubblico, nonostante tutto non mi è stato mai riconosciuto”, dice.

Nel suo post, dunque, Benigno parte proprio dai premi. Ma da quelli non ricevuti: Nel 1989/1990 ai David di Donatello tutti avrebbero voluto che venisse dato a me per la mia interpretazione in Mery per sempre oppure al mio amico e collega Marco Leonardi per il film Nuovo Cinema Paradiso, Era una gara tra noi, due film che sono stati in lizza fino all’ultimo per andare agli oscar. Poi, come tutti sappiamo, andò a Cinema Paradiso e vinse l’oscar. Mentre Mery per sempre vinse il gran premio speciale della giuria a Cannes. In questi due Film ancora oggi attuali a distanza di 36 anni c’eravamo noi due e la scelta era scontata visto il successo dei film e l’interpretazione da non protagonisti di entrambi” è l’incipit dello sfogo.

“Ma cosa successe alla fine?” si chiede subito dopo, retoricamente, Benigno. La risposta arriva subito. Ed è tutt’altro che retorica. Anzi. È di quelle destinate a fare molto rumore: “Quello che succede da sempre, e cioè che sia io che Marco, non facendo parte della solita minestra di comunisti sinistroidi che lavorano e ricevono finanziamenti a gogò e che si spartiscono i David tra loro, nessuno dei due viene candidato e chi candidano alla fine? Claudio Amendola, l’unico romano nel film Mery per sempre, nota stonata imposto da Claudio Bonivento a Marco Risi (perché sotto contratto con lui), e che senza sarebbe saltato il film, ma che con lui ha rovinato la perfezione di quel film”.

Poi, la conclusione: “Ovviamente non ha vinto Amendola nulla contro di lui riconosco le sue capacità, ma pubblico e addetti ai lavori avrebbe voluto o io o Marco vincere il premio, questo per farvi capire che i David presi da certi attori non sono perché meritevoli di ruoli interpretati egregiamente, ma regali di una cinettopoli oramai giunta al capolinea. Povera Italia…e poi si lamentano che i nostri film non varcano i confini, e vedi un po’”.