• Film

Il discorso perfetto: trailer italiano e tutte le anticipazioni sulla commedia di Laurent Tirard

Tutto quello che c’è da sapere su “Il discorso perfetto”, la commedia francese di Laurent Tirard al cinema dal 10 febbraio 2022.

Il 10 febbraio arriva nei cinema italiani con I Wonder Pictures la commedia francese Il discorso perfetto, diretta da Laurent Tirard (Il piccolo Nicolas e i suoi genitori), interpretata da Benjamin Lavernhe (Amore a seconda vista) e ispirata al romanzo “Le discours” dello scrittore e autore di fumetti Fabrice Caro aka FabCaro.

Trama e cast

La trama ufficiale: Adrien (Benjamin Lavernhe) era un uomo felice, finché Sonia (Sara Giraudeau), la sua fidanzata, non gli ha chiesto la fatidica “pausa”. Dopo settimane di snervante silenzio non riesce a trattenersi e le manda un messaggio, ma la trepida attesa di una replica, che forse potrebbe rimettere in ordine la sua vita, coincide con un evento tremendo: un’interminabile e noiosa cena in famiglia in cui gli viene chiesto di fare un discorso al matrimonio della sorella. E se fosse proprio questo discorso a indirizzare il corso degli eventi futuri, permettendogli di rimettersi in gioco? Intanto, il telefono tace…

Il cast de “Il discorso perfetto” include anche Julia Piaton, Kyan Khojandi, Guilaine Londez, François Morel, Marilou Aussilloux, Sarah Suco, Christophe Montenez, Adeline D’Hermy, Sébastien Chassagne, Jean-Michel Lahmi, Sébastien Pouderoux, Niels Tolila, Fabienne Galula, Jean Francois Rottier e Noémie Landreau.

Il discorso perfetto – trailer e video

Trailer italiano ufficiale pubblicato il 21 dicembre 2021

Curiosità

  • Il regista Laurent Tirard ha studiato cinema alla New York University, è stato sceneggiatore per la Warner Bros a Los Angeles, poi giornalista per Studio Magazine. Ha poi lavorato come sceneggiatore per l televisione e per il cinema, prima di passare alla regia. Dal 2004 ha scritto e diretto oltre una dozzina di film. Tra i film diretti da Tirard ricordiamo Il ritorno dell’eroe e Un amore all’altezza entrambi con protagonista Jean Dujardin, la commedia per famiglie Il piccolo Nicolas e i suoi genitori e il sequel Le vacanze del piccolo Nicolas, il film live-action Asterix & Obelix al servizio di Sua Maestà e la commedia biografica Le avventure galanti del giovane Molière.
  • Il team che ha supportato il regista Laurent Tirard dietro le quinte ha incluso il direttore della fotografia Emmanuel Soyer (Il figlio dell’altra), la montatrice Valérie Deseine (Il piccolo Nicolas e i suoi genitori), lo scenografo Arnaud Roth (Il sentimento della carne) e la costumista Maïra Ramedhan Levi (La ragazza senza nome).
  • L’attore francese Benjamin Lavernhe ha recitato anche in Libero e scansafatiche, Curiosa, Amore a seconda vista, Io, lui, lei e l’asino e The French Dispatch di Wes Anderson.
  • L’attrice francese Sara Giraudeau ha recitato anche nel live-action La bella e la bestia con Vincent Cassel, nella commedia Rosalie Blum, nel dramma Petit paysan – Un eroe singolare e il thriller Il prezzo dell’arte.

Intervista al cast


Conoscevi i libri di FabCaro?

Benjamin Lavernhe (Adrien): Non molto. Avevo letto il suo bestseller, Zaï Zaï Zaï Zaï, con il suo umorismo completamente bizzarro, stravagante, ma soprattutto nuovo per i torni dell’assurdo. Riguardo il film, ho letto metà della sceneggiatura di Laurent – mi ha contattato mentre non era finita, mi aveva visto in MON INCONNUE e LE SENSE DE FÊTE e voleva davvero lavorare con me: era lusinghiero! È stato durante la lettura della seconda parte che mi sono completamente convinto: il misto di poesia, umorismo ed il “cervello malato” del mio personaggio mi ha commosso molto. Ma anche la profonda malinconia che mi ha preso quando ho finito la sceneggiatura. Mi ha davo convinto, anzi, questa emozione delle ultime pagine traspare anche nel film! È stata una ver sfida scenica per Laurent, e per me, una sfida professionale, con i giochi di fotografia e la nuova narrazione che mi ha costretto a prendere in carico la storia come mai prima d’ora.

Chi è Adrien?

B.L: La sua angoscia mi tocca. Questo pensiero estenuante che non si ferma mai, questa nevrosi a spirale che crea gioco e commedia. C’è un ragazzo che aspetta un messaggio. E tutto è materiale per scene gustose, che si tratti dell’analisi ossessiva del messaggio ricevuto o dell’attenta strategia di un futuro messaggio da inviare. Capirai, come partner aggiuntivo, avevo anche un telefono. Soprattutto a tavola e in bagno! Inoltre, c’è la sua incapacità di dire “no” quando preferirebbe morire piuttosto che fare questo discorso. A questo si aggiunge il suo rapporto con la famiglia con, in particolare, questa fantasia di poter raccontare loro tutto faccia a faccia, quando in generale è il regno dell’autocensura. Se dividi a metà il cervello di qualcuno, durante un pasto in famiglia, scoprirai pensieri divertenti e tutte le possibili fitte. Con FabCaro, la minima situazione banale viene catturata con una tale precisione che continuiamo a pensare: “Sì, è così! “. Per riassumere, è vero che è fastidioso, Adrien: nevrotico, ipocondriaco, che si lamenta continuamente. È ovvio che venga abbandonato da Sonia! Ma Laurent, penso, lo ha reso più accattivante che nel romanzo. Incarna il lutto dell’infanzia. Anzi, è soprattutto un nostalgico, un sognatore e un grande romantico.

L’attrice Julia Piaton (Sophie) su film e romanzo:

L’umorismo di FabCaro è così attuale! Feroce, ma ci riconosciamo tutti! Ho letto il romanzo prima della sceneggiatura. Il romanzo è commovente e Laurent è riuscito a mantenere la sua malinconia. Questa commedia non è sempre molto contenta dei rapporti umani, ma fortunatamente finisce bene. Questa sacra e difficile comunicazione tra gli esseri umani! Leggendo il romanzo si sente la solitudine di Adrien: si spera tanto che trovi Sonia. E poi c’è questa famiglia: è incarnata da François Morel e Guilaine Londez, prende vita con tanta verità ed un piccolo sottofondo di tristezza. Sophie, il mio personaggio, e soprattutto la coppia che forma con il suo fidanzato, non esistono più nella sceneggiatura di Laurent.

L’attore Francois Morel (Il Padre) su film e romanzo:

Amo Zaï Zaï Zaï Zaï e tutti gli altri fumetti di FabCaro. Ho letto il romanzo appena è uscito pensando che fosse…totalmente inadatto! Tuttavia, Laurent è riuscito a rimanere fedele al libro mentre faceva davvero cinema. Per me è riuscita ad essere sia una commedia popolare su temi – famiglia, appuntamenti – che ci riguardano tutti, sia un film d’autore estremamente creativo. È fantastico quando aggiunge traduttori tipo ONU per mostrare incomunicabilità durante la cena! Il mio personaggio, il padre Adrien, racconta sempre lo stesso aneddoto perché sente, forse, di non avere molto da dire.

L’attrice Guilane Londez (La Madre) su film e romanzo:

Conoscevo i fumetti di FabCaro, ma ammetto di aver trovato la sua visione del mondo un po’ dura. D’altro canto, ho amato il suo romanzo per la sua malinconia e sensibilità. La sceneggiatura che Laurent Tirard ne ha tratto fuori mi ha colpito: non solo ho riscoperto lo spirito del ronzo, ma ha lasciato spazio a una mess in scena creativa, tra formalismo e grande libertà. Anche la su direzione di recitazione era un misto di precisione e assoluta fiducia in ciò che avremmo potuto inventare. Era scritto così bene: dovevi solo farti prendere dalla verità della situazione. Inoltre, raramente ho avuto un tal legame con gli altri attori in una ripresa: ognuno al suo ognuno al suo posto, con il suo tipo di personaggio, in un ascolto gioioso dell’altro, una folle fluidità di gioco, guidata da Laurent e la sua dolce richiesta.

L’attore Kyan Khojandi (Ludo) su film e romanzo:

Ho letto tutto di FabCaro e per me i suoi lavori erano inadattabili! Ma, leggendo la sceneggiatura molto commovente di Laurent, ho subito percepito che stava tornando ai suoi primi amori, a BUGIE E TRADIMENTI E ALTRO SE AFFINITÀ … Mi ha anche ricordato BRIEF. Amo i progetti singolari: per me il cinema è emozionante quando prova cose mai fatte. Laurent riesce a filmare una crostata di pere e cioccolato trovandogli un certo interesse! Ma lo ammetto: non riesco più a vedere una crostata di pere e cioccolato in una vetrina di pasticceria senza avere la nausea! Sono onorato di aver lavorato con questi attori, che sono così divertenti, ben composti e così talentuosi. François Morel è uno dei miei beniamini: sono cresciuto con l’umorismo di Deschiens.

Sara Giraudeau (Sonia) su film e romanzo:

Non essendo nelle sequenze della cena, sono stata privata del cosciotto! Ma il mio personaggio appare in molte situazioni, luoghi ed emozioni diverse, quindi le mie riprese sono state molto…sconnesse. Ma molto carino! Sonia doveva essere abbastanza attraente, abbastanza affascinante, in modo da poter davvero sembrare il problema di Adrien. Lbase di tutte le domande di Adrien è Sonia e l’aspettativa era questa: se l’interesse dello spettatore per Sonia fosse stata nella media, il film non avrebbe retto. Lo spettatore doveva affezionarsi a lei, ed a come Adrien è attaccato a lei, e non è stato così semplice dato che, nel film, ci sono più sequenze in cui le cose si degradano tra Sonia e Adrien piuttosto che momenti d’amore

Intervista a Laurent Tirard e Fabrice Caro

Vi conoscevate prima del film?

Laurent Tirard: Circa due/tre anni fa, ho preso Zaï Zaï Zaï Zaï, che ho davvero adorato e grazie ai social network ho potuto contattare Fab soltanto per dirgli che ero un suo fan! Sapevo che abitava nella regione di Montpellier, così un giorno che ero in zona gli ho chiesto di prenderci un caffè I diritti di Zaï Zaï Zaï Zaï erano stati già ceduti ma comunque, non avrei saputo come adattarlo. Ho sempre pensato, un giorno o l’altro, che saremmo finiti a lavorare insieme. Quel giorno arrivò solo sei mesi dopo, e non è servito nemmeno che Fab mi dicesse che stava per pubblicare un romanzo! Mi ci sono buttato ed ho sentito come una musica, che un film era realizzabile. Ho chiamato Fab per dirgli che volevo adattarlo.
Fabrice Caro aka FabCaro: E gli ho detto che non era adatto a diventare un film! Un testo così introspettivo sarebbe stato noioso sul grande schermo. È tutto nella testa di Adrien e gira tutto intorno ad un pasto.
L.T: Mi ha detto: “Ma, beh, non si parla praticamente di niente!”. Invece è esattamente il contrario: LE DISCOURS parla di tutto.

Cosa vi entusiasmava di questo progetto?

L.T: Era da un po’ di tempo che avevo in testa di girare il mio secondo film: un film in cui azzerare i contatori, correndo dei rischi con una piccola produzione, a differenza dei film “enormi”, come Asterix e Obelix: al servizio di sua maestà. In effetti, i grandi distributori con cui sono abituato a lavorare sono rimasti perplessi dal progetto Il discorso perfetto.
F.B: Non me lo hai mai detto! Probabilmente era per non farmi preoccupare!
L.T: Nemmeno io pensavo fosse così difficile. Tuttavia, non è poi così lontano dal mio prim film “BUGIE E TRADIMENTI E ALTRO SE AFFINITÀ”, di cui tutti ne hanno elogiato l’originalità, esortandomi a rifare un film simile. Alla fine, è andato tutto molto veloce con Jean Labadie di Le Pacte che si è innamorato dell’idea ed ha voluto sostenere il progetto con grande entusiasmo.

Come si è svolto l’adattamento?

L.T: Il libro non è scritto in modo lineare: la narrazne è caotica poiché nasce dai pensieri di
Adrien. Volevo che il film avesse lo stesso approccio. Quindi ho dovuto truire una storia altrettanto destrutturata, ma cinematografica e non letteraria. Per prima cosa ho analizzato il romanzo in modo molto metodico, riassumendo ogni momento. Poi ho mescolato i riassunti seguendo il mio istinto, partendo ad esempio da un aneddoto che sta in mezzo al libro, sacrificando anche momenti che mi erano piaciuti… In genere, impiego sei/otto mesi per scrivere una sceneggiatura, ma questa volta con il mio puzzle di carte messo insieme sul mio muro, l’ho scritto in soli due mesi.
F.C: Parlavamo regolarmente dell’adattamento. Non solo avevo totale fiducia in Laurent, ma mi piaceva anche l’idea di non tornare mai più a un’opera e di affidarmi alla visione di un’altra. All’inizio, ammetto mi sembrava astratto, poi, leggendo la sceneggiatura, ho visualizzato tutti i collegamenti che aveva fatto tra le scene. Sono rimasto impressionato. È stato in grado, ad esempio, di rendere alcuni dei miei riferimenti nel romo molto più accessibili a un vasto pubblico. Nel libro, a una festa in costume, Sonia, la fidanzata di Adrien, afferma di essere travestita da cantante di una band che nessuno cosce tranne me. Nel film, è travestita da “Barbara” e funziona meglio. Ho ritrovato il mio filone, ma mi sono piaciute le sue modifiche le sue idee di messa in scena, come la pedina del gioco Forza 4 che rotola per rappresentare l’infanzia che fugge.
F.C: Sulla carta, mi piace andare lontano, ma Laurent lo ha fatto visivamente. Quando vedevo certi sketch sullo schermo, avevo l’impressione che uscissero davvero dalla a testa.
L.T: Quando ho scritto il film su Molière, ho letto tutto Molière per immergermi in esso. Quando ho adattato “IL PICCOLO NICOLAS”, mi sono immerso nei libri per mesi in modo che lo spirito di Sempé-Goscinny divenisse una seconda natura. E ho fatto lo stesso con Fab: ho letto assolutamente tutto per nutrire me stesso con la sua mente, e la sua scrittura che alla fine era molto cinematografica.

Il libro originale

Per una dozzina di anni Fabrice Caro aka Fabcaro oscilla tra autobiografia e umorismo assurdo, da solo o scrivendo sceneggiature per altri, alternando albi a fumetti per edizioni indipendenti vedi “Zaï zaï zaï zaï ” (adattato per lo schermo nel 2020), albi per il grande pubblico, tra cui “Z comme Don Diego” e “Achille Talon” e romanzi come “Figurec”, pubblicato nel 2006 da Gallimard.

La trama ufficiale del romanzo “Il discorso”: Sono le 17:56 di un giorno qualunque, ma per Adrien è un’ora fatale: la sua ex Sonia, in pausa di riflessione, ha letto l’smsche lui le ha inviato alle 17:24 nel tentativo di riagganciarla dopo trentotto giorni di ansiogena separazione, e non gli ha ancora risposto. Che fare?, è la domanda che comincia ossessivamente a ronzare in testa al protagonista. Insistere, aspettare, procrastinare, assumere ad arte un contegno distaccato o cedere all’impulso, costi quel che costi? Tutto questo mentre Adrien è a tavola per una cena familiare, che potrebbe seguire il suo rassicurante copione con annessi refrain se non fosse che, oltre alle congetture sulle reazioni al messaggio che mettono in subbuglio i suoi nervi, il futuro cognato lo incastra con una frase che lo getta nel panico piú totale: “Sai, a tua sorella farebbe davvero piacere se tenessi un discorsetto il giorno del matrimonio”. Si incrociano cosí, nella mente di questo quarantenne incline alla depressione ma dotato di un’autoironia folgorante, due flussi di elucubrazioni: gli abbozzi di discorsi matrimoniali fallimentari, che lo fanno impantanare sempre piú nel suo odio per le cerimonie, e il film della storia con Sonia, alla ricerca spasmodica di un lieto fine. Il quadro che ne deriva è una commedia romantica, dolceamara e spesso esilarante, in cui l’humour sulla coppia e sul disadattamento esistenziale crea una miscela irresistibile.

Il romanzo “ll discorso” è disponibile su Amazon.

La colonna sonora

  • Le musiche originali de “Il discorso perfetto” sono del pianista e compositore francese Mathieu Lamboley (Lolo – Giù le mani da mia madre, Minuscule 2 – Alla ricerca di nuovi mondi, Red Snake, La signora delle rose). Lamboley e il regista Laurent Turad hanno collaborato anche per Il ritorno dell’eroe.
  • La colonna sonora include i brani: “Vertige de l’amour” di Alain Bashung, “Say It Ain’t So, Joe” di Murray Head, “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri e “Je ne t’écrirai plus” di Claude Barzotti.

TRACK LISTINGS:

1. Adrien- Mathieu Lamboley 0:51
2. Le Discours – Mathieu Lamboley 2:36
3. Isabelle – Mathieu Lamboley 1:00
4. L’arbre à vœux – Mathieu Lamboley 2:06
5. Vertige de l’amour – Alain Bashung 3:17
6. Souvenirs d’enfance – Mathieu Lamboley 1:47
7. Romain – Mathieu Lamboley – 1:26
8. Say It Ain’t So, Joe – Murray Head 4:38
9. Les petites amies – Mathieu Lamboley 2:46
10. Sarà perché ti amo – Ricchi E Poveri 3:10
11. Je ne t’écrirai plus – Claude Barzotti 3:36
12. Sophie – Mathieu Lamboley 2:11
13. Justin – Mathieu Lamboley 0:52
14. Maman – Mathieu Lamboley 1:10
15. Sonia – Mathieu Lamboley

La colonna sonora de “Il discorso perfetto” è disponibile su Apple Music.

Foto e poster