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Il Naso o la Cospirazione degli Anticonformisti: trailer italiano e anticipazioni del film d’animazione russo

Tutto quello che c’è da sapere su “Il Naso o la Cospirazione degli Anticonformisti”, il film d’animazione russo al cinema dal 5 maggio 2022.

Dal 5 maggio nei cinema con Double Line e Lo Scrittoio, Il Naso o la Cospirazione degli Anticonformisti, film di animazione del Maestro del cinema Andrey Khrzhanovsky tratto da uno dei racconti più famosi della letteratura, “Il Naso” di Nikolaj Gogol e dall’omonima opera buffa di Dmitrij Šostakovič. Nel marzo 2022 Khrzhanovsky è stato firmatario – assieme a molti altri tecnici, artisti e registi del cinema d’animazione russo ed ucraino – di una lettera di dissenso contro l’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo.

La trama

La trama ufficiale: Su di un aereo viaggiano il regista Khrzhanovsky e diverse altre personalità del mondo culturale russo. Parlando con un amico, Khrzhanovsky rievoca la storia de Il naso, celebre racconto surreale di Nikolaj Vasil’evič Gogol’. Attraverso l’omonima trasposizione operistica di Dmitrij Šostakovič, facciamo così la conoscenza dell’assessore di collegio Kovalev, il quale una mattina si risveglia senza naso per poi scoprire che questi ha assunto vita propria trastullandosi per le strade di Pietroburgo con il titolo di “Maggiore”. Ma la vicenda di Gogol’ si interseca con quella dello scrittore Michail Bulgakov e della sua improbabile amicizia con Stalin, sbocciata a seguito di una lettera inviatagli in un momento di frustrazione artistica. Separatosi dal nuovo amico per un certo periodo, Stalin combatte la noia recandosi a teatro, scortato dal proprio stato maggiore. Lì assiste all’opera Il naso. Lo stile inconsueto e innovativo della partitura lascia il grande leader alquanto interdetto, al punto da sentirsi in dovere di mettere in guardia l’amato popolo (attraverso un lungo discorso-balletto) sulla necessità di recuperare i “classici” e di combattere con fermezza i “formalisti”. Il film si chiude con un dolente omaggio a tutti quegli artisti “anticonformisti” perseguitati, e talvolta giustiziati, dal regime staliniano.

Il Naso – trailer e video

Note di regia

Ne Il naso, c’è una combinazione di genere, tecnica, stilistica ed estetica che mette insieme epoche diverse: la Pietroburgo di Gogol’ a tratti assume sembianze della realtà sovietica o della Russia di Putin. È una dimensione polifonica che in gran parte ha preso vita dall’intuizione, nella ricerca espressiva durante la fase concreta del lavoro. Così ho inserito sentinelle contemporanee nella Cattedrale di Kazan’ e messo telefoni cellulari nelle mani delle signore tra il pubblico. E all’ultimo momento ho pensato che sarebbe stato interessante imbrigliare i trasportatori di chiatte del dipinto di Repin all’equipaggio del Naso, mentre la folla del dipinto di Surikov La boiarda Morozova lo avrebbe salutato con la mano. Volevo che le immagini fossero il più dense possibile di dettagli e di sorprese. Nulla era premeditato in questo senso, spesso non riuscivo a immaginare l’aspetto di una scena prima che fosse finita. Il film si è costruito lungo un percorso durato molti anni, un’esplorazione straordinaria con una troupe straordinaria». La mescolanza di diverse tecniche, a partire dal peculiare cut-out dell’autore, fino al collage, unendo tradizione, computer grafica, riprese dal vivo, inserti di altri film e di back-stage e immagini di repertorio, colore e bianco/nero, trovano i loro riferimenti artistici anche nell’opera dell’estone Ülo Sooster – già collaboratore in The Glass Harmonica ed esponente dell’arte concettuale -, di Kazimir Malevič, di Pablo Picasso e Vladimir Yankilevsky, rappresentante del movimento artistico anticonformista sovietico iniziato negli anni ’60 e sviluppatosi fino agli ’80. [Andrey Khrzhanovsky]

L’opera originale

“Il naso o la cospirazione degli anticonformisti” trae origine da uno dei racconti più famosi della letteratura, Il naso di Nikolaj Gogol’, e dall’omonima opera buffa in tre atti composta da Dmitrij Šostakovič tra il 1927 e il 1928. Suddiviso anch’esso in tre atti, chiamati “sogni”, il film rappresenta la realizzazione di un progetto su cui il Maestro del cinema di animazione Andrey Khrzhanovsky ha meditato per decenni, da quando il compositore, ormai anziano e malato, gli affidò le musiche originali del suo lavoro per trarne un’opera visuale. Il risultato è un viaggio nel tempo, un’operazione postmoderna ricca di citazioni artistiche, un caleidoscopio di animazioni di diversi stili che celebra quegli “anticonformisti” che si opposero alle imposizioni culturali del regime staliniano. Il film è dedicato ai pionieri, agli innovatori dell’arte e della scienza, a coloro i quali anticiparono i tempi con il coraggio di andare controcorrente, a discapito del proprio benessere e spesso della vita. Il primo “sogno” è dedicato all’assessore di collegio Kovalev, che una mattina si risveglia senza naso. Sgomento, egli scopre che il suo organo olfattivo ha assunto un’identità propria muovendosi indisturbato per Pietroburgo nelle vesti di consigliere di stato. Lo sventurato Kovalev cerca di avvicinarlo per convincerlo a tornare al proprio posto, ma neppure le persone a cui domanda aiuto sembrano dargli retta, mostrando, al contrario, una sorta di venerazione per il nuovo personaggio. Il secondo “sogno” narra la curiosa storia dettata dallo scrittore Michail Afanas’evič Bulgakov alla moglie Elena Sergeevna. Secondo questa testimonianza, lo scrittore avrebbe inviato una lettera a Stalin firmandosi con il misterioso nome “Trampazlin”. Stalin, dopo averla letta, chiama al suo cospetto Bulgakov mostrandogli ogni sorta di benevolenza. Tra i due sembra così nascere un’amicizia, presto interrotta, però, dall’improvvisa partenza dello scrittore che deve assentarsi per un viaggio di lavoro. Triste e annoiato, il leader raduna i membri del suo stato maggiore per andare all’opera, dove è in scena proprio Il naso di Dmitrij Šostakovič. Nel terzo “sogno” assistiamo all’adattamento di un’altra creazione di Šostakovič, l’opera breve Rayok antiformalista, elaborata in un lungo arco di tempo che va dal ’48 al ’68, in cui satira e grottesco si mescolano per narrare la drammatica campagna lanciata da Ždanov nel 1948, con cui gran parte dei compositori sovietici (dallo stesso Šostakovič a Prokof’ev e Kačaturjan) venne tacciata di “formalismo”.

Note di produzione

Tra il 1927 e il 1928, il grande compositore russo Dmitrij Šostakovič scrisse un’opera basata sul racconto di Gogol’ Il naso. Il regista teatrale Vsevolod Mejerchol’d, con cui era legato da una profonda amicizia, progettava di mettere in scena quest’opera al Teatro Bol’šoj. Insieme alla moglie, l’attrice Zinaida Reich, fu il primo ad ascoltare questa musica, poiché Šostakovič la compose proprio durante un lungo soggiorno presso la loro casa. Tuttavia la prima ebbe luogo, nel 1930, a Leningrado anziché Mosca. Il naso resistette per alcune repliche, generando critiche miste, dopo di che scomparve dalle scene dei teatri sovietici per circa quarant’anni. L’idea di adattare l’opera Il naso per il grande schermo accompagnò Khrzhanovsky sin dalla fine degli anni Sessanta. Dopo la censura subita dal suo secondo cortometraggio The Glass Harmonica (1968), seppe dall’amico Evgenij Čukovskij, genero di Šostakovič, che quest’ultimo aveva apprezzato il suo primo film There Lived Kozyavin. «Ciò mi diede molto conforto, spingendomi a contattare Dmitrij Dmitrievič per chiedergli il permesso di realizzare una trasposizione del suo Il naso. In quei giorni egli si trovava in ospedale, eppure trovò il modo di scrivermi, facendomi sapere che sarebbe stato contento se avessi usato la sua musica». Khrzhanovsky ammette che la sceneggiatura del film ha impiegato decenni per trovare una sua forma concreta. Inizialmente egli la commissionò al drammaturgo Nikolaj Erdman, già attivo nel campo dell’animazione, che però morì di lì a poco senza riuscire a lavorarci. La sceneggiatura attuale è il frutto di più fonti e suggestioni: «L’idea del film, dopo la benedizione di Dmitrij Dmitrevič, fu presto accantonata in quanto all’epoca non era realistico neanche pensare di riproporre la messa in scena di quell’opera. Nel frattempo, avendo io legami con parenti ed ex allievi di Mejerchol’d, maturai l’intenzione di realizzare un film su quest’ultimo. Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 scrissi il soggetto, intitolato Mašina prevraščenija (La macchina della trasformazione), lo presentai a un concorso ma nessuno si mostrò interessato. Ripresi questo lavoro solo nel 2008, insieme allo sceneggiatore Jurij Arabov, eclettico drammaturgo tra i più stretti collaboratori di Aleksandr Sokurov, con cui avevo appena realizzato A Room and a Half. Intitolammo la nuova sceneggiatura semplicemente Mejerchol’d: non arrivò sugli schermi ma senza dubbio ci fornì molti spunti, confluiti poi nella stesura de Il naso. Ripercorrendo l’attività teatrale e pedagogica del grande regista, alcuni episodi nacquero dalla nostra fantasia e ne sono molto soddisfatto. Confesso di aver cambiato parecchie cose nel processo di produzione, ma queste modifiche, alla fine, sono state ben accolte da Arabov. La nostra amicizia e stima reciproca non ne hanno risentito, tant’è che sarà lui il coautore del mio nuovo film, un altro lungometraggio concepito come il completamento di una trilogia, dedicata al rapporto tra arte e potere, iniziata con A room and a Half».

Chi è Andrey Khrzhanovsky?

Andrey Khrzhanovsky (grafia alternativa: Andrej Chržanovskij) nasce a Mosca nel 1939, dal pittore Yury Khrzhanovsky e da Vera Berlinskaja, appartenente a una famiglia di musicisti. Nel 1962 si diploma all’Istituto nazionale di cinematografia VGIK nel corso di regia tenuto da Lev’ Kulešov e Aleksandra Chochlova. A causa dell’alto numero di studenti, il giovane Andrey viene indirizzato a realizzare il proprio lavoro di diploma presso gli Studi di animazione Soyuzmultfilm. Esce così, nel 1966, There Lived Kozyavin, una graffiante critica alla burocrazia sceneggiata da Gennadij Špalikov, e assolta in extremis dall’allora direttore del VGIK Sergej Gerasimov che la definì come «nostro surrealismo socialista». Entrato a far parte degli Studi anche in qualità di disegnatore e animatore – allievo, tra gli altri, di Fëdor Chitruk – Khrzhanovsky si dedica al suo secondo cortometraggio, The Glass Harmonica, sul ruolo dell’arte in un mondo governato da corrotti burocrati. Il film, dallo stile grafico ancor più ricco e sperimentale, viene immediatamente censurato e «riposto su una mensola». Sensibile allo spirito delle nuove istanze espressive, spesso considerate anticonformiste, rappresentante a pieno titolo di quel cinema d’autore emerso in seno al “disgelo” degli anni Sessanta, Khrzhanovsky segue tenacemente la propria ispirazione. La sua carriera è costellata da venticinque film tra corti e mediometraggi di animazione, anche di carattere documentaristico, e tre lungometraggi, di cui due in tecnica mista. Tra i titoli più noti del regista ci sono A Room and a Half (2009), autentico viaggio sentimentale nella forza della poesia attraverso la biografia di Iosif Brodskij. Primo di una trilogia di cui, secondo il progetto originale, Il naso o la cospirazione degli anticonformisti rappresenta la seconda tappa. Come spesso avviene, anche in questo caso all’attività di regista si unisce quella pedagogica. Oltre all’insegnamento a Mosca, al VGIK e ai Corsi superiori di Regia e Sceneggiatura, ricordiamo quello presso lo School-Studio “SHAR”, di cui è co-fondatore insieme ad altri grandi maestri dell’animazione. Inoltre è tra i promotori del network didattico e produttivo che va sotto il nome di “Academy of Animation Art named after Fyodor Khitruk”. Nel 2011, Khrzhanovsky viene insignito del titolo ufficiale “Artista del popolo della Federazione Russa”.

FILMOGRAFIA

[Riportiamo il titolo internazionale, quello originale russo e la traduzione letterale italiana]

1966 There Lived Kozyavin / Žil-byl Kozjavin / C’era una volta Kozjavin (regia)
1968 The Glass Harmonica / Stekljannaja garmonika / L’armonica di vetro (regia)
1971 Armoire / Kalejdoskop-71. Škaf / Caleidoscopio-71. L’armadio (regia)
1972 Butterfly / Babočka / La farfalla (regia)
1973 In the World of the Fables / V mire basen / Nel mondo delle fiabe (regia, sceneggiatura)
1975 Den’ čudesnyj / Un giorno meraviglioso (regia, sceneggiatura)
1976 The House That Jack Built / Dom, kotoryj postroil Džak / La casa che Jack ha costruito
(regia, sceneggiatura)
1977 I Am Tlying to You as a Memory… / Ja k vam leču vospominan’em / Volerò da voi con i
ricordi (regia, sceneggiatura)
1978 Miracles in the Sieve / Čudesa v rešete / Meraviglie nel setaccio (regia, sceneggiatura)
1980 With You I Am Again / I s vami snova ja… / Sono di nuovo con voi (regia)
1980 Čudesa / Le meraviglie (sceneggiatura)
1982 Autumn / Osen’ / Autunno (regia)
1984 Your Loving Friend / Tvoj ljubjaščij drug / Il tuo affettuoso amico (sceneggiatura)
1984 Firebird / Žar-ptica / L’uccello di fuoco (sceneggiatura)
1985 The King’s Sandwich / Korolevskij buterbrod / Il panino del re (regia)
1987 Ljubimoe moë vremja / Il mio tempo preferito (regia, sceneggiatura)
1987 School of Fine Arts. Juniper Landscape / Škola izjaščnych iskusstv. Pejzaž s
možževel’nikom / Scuola di arti figurative. Paesaggio con ginepro. (regia, sceneggiatura)
1990 School of Fine Arts. / Škola izjaščnych iskusstv. Vozvraščenie / Scuola di arti figurative.
Il Rinascimento (regia, sceneggiatura)
1995 The White-Bearded Lion / Lev s sedo borodoj / Il leone dalla barba bianca (regia,
produzione)
1997 The Long Journey / Dolgoe putešestvie / Il lungo viaggio (regia, sceneggiatura,
produzione)
2002 A Cat and a Half / Poltora kota / Un gatto e mezzo (regia, sceneggiatura)
2009 A Room and a Half / Poltory komnaty, ili sentimental’noe putešestvie na podinu / Una
camera e mezza ovvero viaggio sentimentale in patria (regia, sceneggiatura, produzione)
2020 The Nose or the Conspiracy of Mavericks / Nos, ili zagovor “ne takich” / Il naso o la
cospirazione degli anticonformisti (regia, sceneggiatura, produzione, voci)

Foto e poster