Il re di Staten Island su Sky Cinema Due e Now dal 2 maggio

Il re di Staten Island, su Sky Cinema Due e Now dal 2 maggio il film di Judd Apatow (40 anni vergine) con Pete Davidson, Marisa Tomei e Steve Buscemi.

Il re di Staten Island, su Sky Cinema Due e Now dal 2 maggio il nuovo film di Judd Apatow (41 anni vergine, Molto incinta) che per la sua sesta regia mette in scena un dramma-comedy biografico in parte ispirata alla vita del protagonista Pete Davidson, attore, autore e comico del Saturday Night Live. Davidson che torna a collaborare con Apatow dopo Un disastro di ragazza, il comico ha recitato anche in The Dirt: Mötley Crüe, Jesus Rolls – Quintana è tornato! e lo vedremo prossimamente nel cast del sequel The Suicide Squad – Missione Suicida di James Gunn.

Scott Carlin (Pete Davidson) è diventato un caso di “blocco dello sviluppo” da quando all’età di sette anni ha perso suo padre vigile del fuoco morto in servizio. Ora che ha superato i vent’anni, Scott si rende conto di non avere obiettivi e di aver combinato poco o nulla della sua vita, così decide di inseguire il sogno di diventare un tatuatore che però sembra lontano dalla sua portata. Con l’ambiziosa sorella minore (Maude Apatow) che si prepara a frequentare il college, Scott vive ancora con la sua esausta madre infermiera del pronto soccorso (Marisa Tomei) e trascorre le sue giornate fumando erba, uscendo con gli amici – Oscar (Ricky Velez), Igor (Moises Arias) e Richie (Lou Wilson) – e portando avanti una relazione segreta con la sua amica d’infanzia Kelsey (Bel Powley). Ma quando sua madre inizia a frequentare un pompiere di nome Ray (Bill Burr), la situazione scatena una catena di eventi che costringerà Scott ad affrontare il suo dolore e muovere i primi passi per andare avanti nella vita.

Il re di Staten Island, la commedia di Judd Apatow con Pete Davidson e Marisa Tomei
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il regista Judd Apatow, dopo il Ben Stone interpretato da Seth Rogen in Molto incinta, torna a raccontare un personaggio incapace di crescere che tra mille dubbi e difficoltà trova comunque una strada per maturare. Stavolta la storia del film pesca da eventi reali ampliati e drammatizzati ad arte, la fonte è la vita del comico, attore e autore del Saturday Night Live Pete Davidson, un volto poco conosciuto in Italia, ma molto noto in patria anche per controversie innescate da alcune sue provocatorie battute che hanno preso di mira chiesa e politica. Apatow mette in scena un sentito e “affettuoso” ritratto generazionale senza però mai scadere nell’encomiastico, lasciando che sia lo spettatore a giudicare il percorso, fatto di paure ed elaborazione del lutto, del protagonista a cui inevitabilmente ci si affeziona un po’, che lo si guardi sia da coetanei che da “adulti”. In special modo questo empatizzare si accentua nella seconda parte del film in cui le fragilità emergono dietro al muro di “ribellione” adolescenziale oltranzista e fuori tempo massimo del protagonista, atteggiamento che viene abbandonato man mano che una nuova figura paterna surrogata emerge a fornire un po’ di solidità emotiva alla crescita di un ragazzo come tanti, incapace di affrontare la vita da adulti che può essere affascinante, ma anche maledettamente intimidatoria. Apatow con “Il re di Staten Island” fa un altro centro, grazie anche ad un volto relativamente nuovo per il pubblico italiano che aiuta a dare al racconto una certa freschezza di fondo, che rende il tutto estremamente godibile nel suo equilibrare con dovizia dramma e commedia.

A seguire trovate alcune curiosità su film e cast.

  • Come il padre di Scott Carlin nel film, il padre di Pete Davidson era un vigile del fuoco morto in servizio. L’unità di Scott Davidson, la Ladder Company 118 a Brooklyn Heights, ha risposto alla chiamata al World Trade Center dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001. Stavano salvando le persone nel Marriott World Trade Center Hotel quando la torre è crollata sull’edificio. Pete aveva sette anni. Nel film è specificato che anche il padre di Scott Carlin è morto nell’incendio in un albergo, sebbene non durante gli attacchi dell’11 settembre. Durante la scena finale Scott guarda il cielo nella direzione in cui si trovavano le Torri Gemelle in tributo al padre di Pete Davidson.
  • Il ruolo del nonno è interpretato dal vero nonno di Pete Davidson, Stephen Davidson.
  • All’inizio del film, Scott ei suoi amici stanno guardando il film horror La prima notte del giudizio (2018), interpretato da Marisa Tomei che in “Il re di Staten Island” interpreta la madre infermiera del protagonista.
  • Claire Carlin, la sorella di Pete Davidson nel film, è interpretata dall’attrice Maude Apatow, figlia del regista Judd Apatow e dell’attrice Leslie Mann.
  • Steve Buscemi, che interpreta il veterano pompiere Papa in questo film, è stato davvero un vigile del fuoco qunado era un ventenne. In un’intervista del 2000 Buscemi ha rivelato che era con la Squadra 55 nel quartiere Little Italy di Manhattan dal 1980 al 1984, quando ha smesso di recitare a tempo pieno. Dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, Buscemi tornò alla Squadra 55 per aiutare a cercare tra le macerie del World Trade Center alla ricerca di sopravvissuti o resti.
  • All’inizio del film Scott (Davidson) indossa due magliette di Online Ceramics, la società di abbigliamento ispirata ai Grateful Dead. La prima è una “Keep Growing” a manica lunga e la seconda è quella con la scritta”Hunt Mushrooms Not Animals”.
  • Il film si conclude con la canzone “Pursuit of Happiness” di Kid Cudi. Pete Davidson ha detto che la musica di Kid Cudi gli ha salvato la vita, poiché Davidson ha lottato con pensieri suicidi.

[Per visionare il trailer clicca sull’immagine in alto]

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