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La befana vien di notte 2 – Le origini, recensione: ironica avventura fantasy perfetta per le festività natalizie

Leggi la recensione di “La Befana vien di notte 2 – Le origini”, il fantasy con Monica Bellucci e Fabio De Luigi al cinema dal 30 dicembre.

In principio c’era il fantasy campione d’incassi del 2018 La Befana vien di notte con Paola Cortellesi nei panni della Befana e Stefano Fresi in quelli di un cattivo “bambinone”. Diretto da Michele Soavi, che tornava sul grande schermo a 10 anni dal suo ultimo film. “La Befana vien di notte” funzionava a metà, mostrando la consueta difficoltà del cinema nostrano nel maneggiare il genere fantastico e strizzando l’occhio ad atmosfere “potteriane”, con una Cortellesi sottoutilizzata e un “cattivo” un po’ forzato. A tre anni dall’uscita del film originale arriva nelle sale La befana vien di notte 2 – Le origini, per questo sequel i produttori hanno pensato ad un prequel, un’operazione non proprio usuale per il cinema italiano, come peraltro il rischiare sul genere fantasy, e sono quindi ripartiti da un cast ex novo che vede a bordo Monica Bellucci, Fabio De Luigi e la influencer milanese e star di TikTok Zoe Massenti.

“La befana vien di notte 2” come rivela il sottotitolo è una storia di origine, come quella dei supereroi che vanno così tanto di moda. Stavolta apprendiamo come è nata la leggenda della Befana con una divertente ambientazione in costume che ci porta in un’Italia del 1700 afflitta dalla caccia alle streghe, portata avanti con criminale determinazione dall’ambizioso Barone De Michelis interpretato da Fabio De Luigi, nobile (solo nel titolo) che sta contribuendo a creare una generazione di orfani. Ad aiutare e ospitare questi orfani una strega buona di nome Dolores interpretata da Monica Bellucci, che durante un rogo pubblico salva la giovane ladra Paola (Zoe Massenti) dalle grinfie del Barone e la prende con sé. Dolores proverà a cambiare l’indole della giovane, che abbandonata dalla madre ha sviluppato un carattere egoista e diffidente. Paola accetta di restare con Dolores a patto che lei gli insegni la magia. Dolores accetterà, ignara che Paola è la ragazza della profezia destinata a diventare la Befana.

“La Befana viene di notte 2” può contare su un approccio ironico e su un’ambientazione che aiuta a calarsi nella storia con un mix di antico e moderno che gioca con i dialoghi e funziona a dovere; un plauso alla sceneggiatura di Nicola Guaglianone e Menotti (Lo chiamavano Jeeg Robot), che riesce a divertire senza scadere mai nel volgare e nelle tipiche macchiette da Cinepanettone. Un esempio di questo equilibrio è il malvagio Barone di Fabio De Luigi, un cattivo a tutto tondo che sembra uscito da un film della Disney, ma con un tocco di politicamente scorretto che dona alla caratterizzazione quel quid in più. Monica Bellucci sempre bellissima interpreta una strega un po’ svanita ma molto affascinante, a questo proposito c’è una divertente scena di seduzione del Barone e le sue guardie recitata in francese dall’attrice. Per quanto riguarda l’esordiente Zoe Massenti, il film sfrutta appieno la veracità della influencer romana e ne esalta una vis comica a tratti molto divertente, anche se i tempi comici sono da affinare, la ragazza ha senza dubbio del talento che va oltre il mondo dei social media.

“La befana vien di notte 2 – Le origini” è diretta dalla regista milanese Paola Randi, all’attivo per lei la commedia Into Paradiso e la singolare commedia fantascientifica indipendente Tito e gli alieni con Valerio Mastandrea. Randi ha evidentemente il piglio giusto per maneggiare il genere fantasy, cosa rara nel panorama cinematografico italiano, e di affrontarlo in questo caso con la giusta dose di ironia e una confezione impeccabile dal punto di vista visivo; visto il genere di riferimento Randi si è dovuta cimentare con effetti speciali che risultano utilizzati e realizzati con estrema cura.

“La befana vien di notte 2 – Le origini” è un’operazione che si può dire riuscita, funziona laddove il film originale latitava e pone le basi per un ritorno al cinema di genere italiano ormai da troppo tempo dipendente da drammi e commedie. Il duo di sceneggiatori del film in una dichiarazione ha parlato del fatto che in Italia non si girano film di genere fantastico, vi riportiamo le loro parole che dovrebbero far riflettere chi di dovere: “Per tanti anni abbiamo dato per scontato che il pubblico italiano non avrebbe creduto a personaggi straordinari che parlassero la nostra lingua. Ma questo non è vero. Basta guardarci alle spalle e studiare la nostra tradizione, cinematografica e non solo”. Insomma i tempi sembrano ormai maturi per tornare ad un cinema di genere che sconfini nel fantastico e nella fantascienza, e non si fermi a qualche exploit, vedi Lo chiamavano Jeeg robot, o peggio a produzioni evidentemente non all’altezza e che sfiorano la parodia, ogni riferimento a Il ragazzo invisibile – Seconda generazione non è puramente casuale (dov’è finito il Salvatores di Nirvana?). Riuscirà il cinema italiano a creare un proprio immaginario fantasy? La sfida appare ardua, ma confidiamo in una nuova generazione di registi e autori che esulino dall’etichetta di cinema d’autore e al contempo riescano a non guardare il cinema di puro intrattenimento come il diavolo incarnato. “La Befana vien di notte 2 – Le origini” arriva nei cinema d’Italia il 30 dicembre con O1 Distribution.