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La Padrina: trailer italiano e tutte le anticipazioni sul film con Isabelle Huppert

Tutto quello che c’è da sapere su “La Padrina” il film con Isabelle Huppert nei cinema dal 14 ottobre con I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.

Il 14 ottobre I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection porteranno nelle sale italiane La Padrina – Parigi ha una nuova regina, la commedia con protagonista la candidata all’Oscar Isabelle Huppert nei panni di una interprete franco-araba specializzata in intercettazioni telefoniche per la squadra narcotici, che casualmente si ritrova a dirigere un vasto traffico di droga. L’occasione fa l’uomo ladro e Patience decide di cogliere l’occasione che potrebbe cambiarle la vita: entra in un enorme giro di droga, divenendone indiscussa protagonista sotto lo pseudonimo “La Padrina”.

Trama e cast

La trama ufficiale: Patience Portefeux (Isabelle Huppert), traduttrice specializzata in intercettazioni telefoniche per la squadra antidroga, frustrata e annoiata da un lavoro duro e mal pagato, durante un’intercettazione viene a conoscenza dei traffici poco raccomandabili del figlio di una donna a lei cara. Decide così di dare una svolta alla sua vita e intrufolarsi nella rete dei trafficanti, per proteggere il giovane. Quando si trova tra le mani un grosso carico di droga, non si fa sfuggire l’occasione e diventa La Padrina, una “trafficante all’ingrosso”. Fa esperienza sul campo e poi… riporta tutte le informazioni in ufficio al servizio della sua squadra!

Il cast è completato da Hippolyte Girardot, Farida Ouchani, Liliane Rovere, Iris Bry, Nadja Nguyen, Rebecca Marder, Rachid Guellaz, Mourad Boudaoud, Abbes Zahmani, Yann Sundberg, Youcef Sahraoui.

La Padrina – trailer e video

Trailer italiano ufficiale pubblicato il 26 settembre 2021

Curiosità

  • Il film è noto anche con il titolo originale La daronne e il titolo internazionale inglese Mama Weed.
  • Il film è diretto dal regista francese Jean-Paul Salomé (Belfagor – Il fantasma del Louvre, Arsenio Lupin, Io faccio il morto).
  • Jean-Paul Salomé dirige “La Padrina” da una sua sceneggiatura scritta in collaborazione con Antoine Salomé (Io faccio il morto) basata sul romanzo “La Daronne” di Hannelore Cayre ed edito in Italia da Edizioni Le Assassine.
  • Per interpretare la protagonista del film, una interprete franco-araba, Isabelle Huppert ha dovuto imparare la fonetica araba.
  • Il team che ha supportato il regista Jean-Paul Salomé dietro le quinte include il direttore della fotografia Julien Hirsch (Quando hai 17 anni), la montatrice Valérie Deseine (Asterix & Obelix al servizio di Sua Maestà) e lo scenografo Françoise Dupertuis (Io faccio il morto).

Intervista al regista

Cosa ti ha spinto a creare il film partendo dal libro “La Daronne” di Hannelore Cayre?

Ho molto apprezzato la storia, i toni e la tipologia di commedia/thriller. Soprattutto ho visto in essa la possibilità di fare un ritratto romantico di una donna attraverso il grande ruolo svolto da Isabelle Huppert. Ho immaginato il contrasto tra lei con la sua corporatura minuta e questo mondo rude di poliziotti e spacciatori in Porsche Cayenne, che lei tratta in modo irriverente. Ma tutto è accaduto grazie ad una serie di fortunate circostanze. Nell’estate 2017 ho lasciato Unifrance, di cui sono stato presidente per quattro anni. Nei miei ultimi mesi lì, ho viaggiato molto proprio con Isabelle Huppert che stava promuovendo ELLE di Paul Verhoeven in giro per il mondo. Siamo andati d’accordo ed alla fine del tour le ho confessato che mi sarebbe piaciuto lavorare con lei, che mi ha risposto: “Sì! Una commedia sarebbe fantastica!”. Nel frattempo Marc Irmer, che ha prodotto nel 2009 LEGAL AID, diretto da Hannelore Cayre, ha pensato a me per riadattare La Daronne. Mi è stato inviato il libro, che ho adorato. Quando incontrai Hannelore, mi disse che c’erano altri registi in lizza, ma tutti erano troppo focalizzati sull’aspetto thriller del film, facendo decadere il lato comico. Io invece ero molto più interessato nel bilanciamento di questi due generi, il che sembrò aggradarla. Le parlai di Huppert e per una fantastica coincidenza quando chiamai Isabelle, che stava arrivando nel suo luogo di villeggiatura, mi disse che aveva comprato il libro all’aeroporto, che l’aveva letto sull’aereo e che le era molto piaciuto. Ce l’avevo fatta! Iniziammo a lavorare così all’adattamento, al quale partecipò anche Hannelore.

Quali sono le principali differenze tra il libro ed il copione?

Il passato di Patience è più sviluppato nel libro: la sua infanzia, gli affari del padre. Noi volevamo ricomprenderlo in alcuni flashback, ma ciò rendeva la narrativa molto complicata. Quindi abbiamo deciso di inserire i ricordi nel carattere del personaggio attraverso situazioni più introspettive. Abbiamo sviluppato maggiormente il personaggio interpretato da Hippolyte Girardot, che era più in sordina nel testo originale. Mancavano anche alcuni elementi di rischio, così abbiamo sviluppato un doppio pericolo: da una parte i fratelli Cherkaoui e dall’altra la polizia durante uno scambio a Barbés. Anche dal punto di vista della credibilità è difficile vendere una tonnellata e mezza di hashish a Parigi senza che nessuno chieda da dove venga. Ma il copione è stato comunque abbastanza fedele. Tutto quello che c’era in più è stata talvolta Hannelore a toglierlo dalla storia.

Hannelore Cayre ti ha confessato da dove nasce questa storia?

Senza svelare il suo segreto, credo di poter dire che la storia personale dei genitori di Patience sia una romanzata visione dei suoi genitori. Hannelore ha inoltre messo un po’ di sé stessa nella tendenza “anarchica” del personaggio. Ha inventato invece il lato “criminale” della storia sulla base di quello che ha osservato nella sua attività di avvocato penalista, avendo difeso alcuni spacciatori. Conosceva quindi le procedure, i dialoghi e quanto altro. Un’altra cosa che ho apprezzato del libro è l’accuratezza delle osservazioni riguardo il mondo dei trafficanti e dei commercianti, alcuni di loro immigrati cinesi che sono vittime del traffico o che sono stati talvolta malmenati dai teppisti. Mi è piaciuto il modo in cui Hannelore ha fatto parlare ognuno di loro, preciso ed ingegnoso. Durante le udienze, lei notava come la comunità nordafricana era spesso tradotta da due o tre interpreti. Non c’era un double check su quello che veniva tradotto: se qualcuno malintenzionato avesse tradotto incorrettamente, nessuno se ne sarebbe accorto. Certo, non è esattamente il caso di Patience, che principalmente voleva aiutare l’infermiera ad avere una vita felice, per esserle riconoscente dell’affetto dato a sua madre. Ma una volta che la droga è libera da controlli, perché non andare a prenderla?

Come si è preparata Isabelle Huppert per il film?

Lei non parla arabo, l’ha dovuto imparare foneticamente. Avere grandi lavoratrici come lei diventa importantissimo. Abbiamo iniziato a girare a Novembre 2018. In estate lei aveva già tutte le sue battute registrate in diversi modi. Imparò tutto sillaba per sillaba. Io ovviamente ero ansioso, lei mi disse che era difficile. Il suo coach, che ha lavorato al nostro fianco direttamente nel girato, mi rassicurava costantemente. Nel frattempo Isabelle andò in Portogallo per girare Frenkie e nei periodi di riposo studiava il suo copione. Quando tornò sapeva tutto alla perfezione. È stata incredibile. Avevamo marocchini che ascoltavano i suoi dialoghi e dicevano che lei parlava benissimo, con un leggerissimo accento francese. Marité Coutard si occupava del suo guardaroba, rendendola una ricca matriarca che spadroneggia coi piccoli spacciatori quando organizzava meeting in hotel lussuriosi, per poi diventare una modesta madre quando passa la merce in un supermercato di periferia.

La colonna sonora

  •  Le musiche originali de “La Padrina” sono del compositore candidato all’Oscar Bruno Coulais (Les choristes – I ragazzi del coro, Addio mia regina, Marsupilami, La mélodie, WolfWalkers – Il popolo dei lupi). Coulais e il regista Jean-Paul Salomé hanno collaborato anche per Fatal Agents e Io faccio il morto.
  • La colonna sonora include i brani: “Bump It” di Nicholas Michael Hill, Von Hemingway e William Riddims. “Fêter” di Panama Bonde, “Daddy Limousine” di Sébastien Fouster, Evelyne Nguyen e Besar Likaj, “Arabian Gossip” di Aurélien Chambaud, “Hermetico” di Balkan Beat Box, “Ecoblaster” di Naive New Beaters, “Ki N’Dir Maak” di Philippe Guez & Mejdoub Ftati, “Hip Hop in Port Said” di Yury Poisik, “Tango On The Canal” di Laurent Parisi, “Bolliwood” di Jamie Dunlap, “Feel the heat” di Chris Penny & Skinny Williams, “The Wall of China” di I Saputra, “Jah One Drop” di Willy Wizz & Ugo Macci, “For we the living” di Superpoze, “Morning Skank” di Willy Wizz & Ugo Macci.

Foto e poster

Photo: GuyFerrandis / Lydie Nesvadba / Lesfilmsdulendemain / LaBoetieFilms