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L’esorcista: nessun reboot con William Friedkin a bordo, lo chiarisce il regista

William Friedkin, regista dell’originale horror L’esorcista, ha utilizzato Twitter per smentire una voce che lo vedrebbe coinvolto in un reboot.

William Friedkin, regista dell’originale horror L’esorcista, ha utilizzato Twitter per dare uno stop ad una voce che stava circolando e che annunciava un reboot del classico horror in arrivo nel 2021 che lo avrebbe visto coinvolto.

Si dice su IMDB che io sia coinvolto in una nuova versione dell’Esorcista. Questa non è una voce, è una menzogna. Non ci sono abbastanza soldi o motivazioni nel mondo per convincermi a farlo.

“L’esorcista” deflagrò letteralmente nei cinema nel 1973 creando un vero fenomeno di isteria di massa, il film di Friedkin, tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty (ispirato ad una storia vera), è un capolavoro horror e per alcune classifiche ufficiali il miglior film horror di tutti i tempi davanti a cult come Shining e Alien.

Il regista William Friedkin scava nelle paure più ataviche che la religione e la sua connotazione più inquietante risveglia in molti, è lo fa utilizzando un efficace repertorio di effetti speciali uniti ad una colonna sonora ormai storica, inquietante mix da pelle d’oca che collabora a catapultare lo spettatore in un incubo da cui è difficile uscire, per i più sensibili, completamente indenni.

Tratto da un romanzo di William Peter Blatty, la pellicola narra le vicissitudini di una ragazza posseduta e di un prete esorcista che mette a rischio la propria vita pur di salvarne l’anima, e mondarla dal male primigenio che si manifesterà in tutta la sua terrificante malvagità durante una memorabile battaglia finale tra bene e male.

Il film funestato da molti incidenti sul set e fuori, entrò di diritto tra i cosiddetti film maledetti, leggenda metropolitana che colpi anche altre produzioni come la trilogia Poltergeist. La protagonista Lind Blair dopo l’Oscar mancato tornerà nel sequel L’esorcista 2: l’eretico, per poi riprendere il suo personaggio nella parodia Riposseduta, accanto a Leslie Nielsen.

Il film ebbe due sequel, un prequel  e uno spin-off: “L’esorcista 2: L’eretico” (1977) a cinque anni dal primo capitolo torna la Blair, stavolta il prete esorcista è Richard Burton, seguirà L’esorcista 3 (1990), lo scrittore William Peter Blatty prende in mano la sua creatura e passa dietro la macchina da presa adattando un altro suo romanzo; il franchise si concluderà sul grande schermo con il travagliato prequel L’esorcista: La genesi (2004), pellicola funestata da incidenti e defezioni per un film non privo di suggestioni e lo spin-off Dominion: Prequel to the Exorcist del 2005 che racconta il primo incontro tra padre Lankester Merrin e il demone Pazuzu.

Friedkin, che ha compiuto 85 anni quest’anno non è stato coinvolto in nessuno dei film successivi all’originale e dalle sue parole è chiaro che non vuole assolutamente rimettere mano a quello che è considerato un classico del cinema da 10 nomination all’Oscar, tra cui miglior film e regia (una vera rarità per il genere) e due statuette vinte, di cui una per la migliore sceneggiatura non originale andata a Blatty.

Friedkin ha diretto il suo ultimo lungometraggio, Killer Joe con Matthew McConaughey ed Emile Hirsch, nel 2011, ha ricevuto un premio alla carriera dalla Mostra del Cinema di Venezia nel 2013 e nel 2017 ha diretto il documentario The Devil and Father Amorth con l’esorcista Padre Gabriele Amorth. Nel frattempo è approdata sul piccolo schermo la serie tv The Exorcist che si è fermata alla seconda stagione.

Fonte: William Friedkin

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