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Let’s Kiss – Franco Grillini: trailer e tutte le anticipazioni sul docufilm di Filippo Vendemmiati

Tutto quello che c’è da sapere su “Let’s Kiss”, il docufilm su Franco Grillini al cinema dal 31 gennaio al 2 febbraio 2022.

Dal 31 gennaio al 2 febbraio arriva nelle sale con Genoma Films e in collaborazione con Arcigay il docufilm Let’s Kiss – Franco Grillini Storia di una rivoluzione gentile di Filippo Vendemmiati. Il docufilm approda ufficialmente nelle sale dopo un’accoglienza straordinaria da parte di pubblico e critica all’ultima edizione di Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, una serie di anteprime sold out tenutesi in tutta Italia e la vittoria all’ottava edizione dell’Italian Film Festival Berlin conquistando così anche il pubblico tedesco.

L’omosessualità mi ha risparmiato almeno 25 anni di noia. Il miracolo è aver realizzato una rivoluzione gentile.

Trama e cast

La trama ufficiale: Let’s Kiss – Franco Grillini Storia di una rivoluzione gentile è incentrato sulla figura di Franco Grillini, politico e attivista bolognese da sempre impegnato nella lotta per il riconoscimento dei diritti civili LGBT. Attraverso il racconto in presa diretta fatto dal protagonista, il biopic, con tono leggero e materiale documentale inedito, ricostruisce i luoghi simbolo della sua vita e oltre quarant’anni di storia politica italiana e testimonia una lotta dura e gentile nel nome della dignità e dell’uguaglianza su un tema attualissimo che ancora oggi, pur riguardando milioni di persone, resta fortemente divisivo quando non ignorato. Un viaggio anche sentimentale lungo i luoghi della vita: dalla casa natale in campagna all’università, dalle vecchie sedi di partiti scomparsi fino al parlamento, passando per le strade e le piazze dei Gay Pride, da Roma a New York. Le tappe di Franco Grillini scandiscono lotte e conquiste – dal tragico irrompere dell’Aids con i morti e la messa all’indice dei rapporti omosessuali fino al primo matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’ancora aperta battaglia per la stepchild adoption – ma anche l’evoluzione dell’approccio sociale e dei media ad un tema che ancora oggi, pur riguardando milioni di persone, resta fortemente divisivo quando non ignorato. Grillini racconta tra pubblico e privato con serenità e umorismo, con un linguaggio che la cadenza bolognese rende musicale, la sua pur sorridente trincea per un futuro senza vite vissute nella paura dello stigma sociale, per il diritto alla salute e all’affettività completa. Sono storie d’amore e di battaglie politiche, dentro e fuori il parlamento, insopprimibili spinte al cambiamento e alla gioia di vivere.

In Italia l’Aids è stata una strage di Stato. Negli anni ’90 partecipavo ad un funerale alla settimana.

Let’s Kiss – trailer e video

Trailer ufficiale pubblicato il 14 gennaio 2022

Clip ” Italian Film Festival Berlin 2021″ pubblicato il 14 gennaio 2022

Curiosità

  • Il film è diretto da Filippo Vendemmiati – già regista di numerosi lungometraggi tra cui È stato morto un ragazzo – Federico Aldrovandi che una notte incontrò la polizia, vincitore del David di Donatello nel 2011 come miglior documentario – e vede anche la collaborazione di Paolo Fresu per la composizione della colonna sonora.
  • “Let’s Kiss – Franco Grillini Storia di una rivoluzione gentile” è stato realizzato con il sostegno del Gruppo Unipol, della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna e del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo.
  • “Let’s Kiss – Franco Grillini Storia di una rivoluzione gentile” è una co-produzione Genoma Films di Paolo Rossi Pisu con Albedo Productions di Cinzia Salvioli.

Quando entrai in Parlamento si diffuse la psicosi: la paura che io potessi fare nomi. Solo alla Camera gli omosessuali erano almeno una sessantina.

Note di regia

Conosco Franco Grillini da più di 40 anni, da quando ventenni condividevamo in una piccola organizzazione della sinistra, la stessa passione e lo stesso impegno politico. Alcuni anni dopo me lo ritrovai tra i fondatori nazionali dell’Arcigay, io che nella stessa associazione, l’Arci, mi occupavo di cinema e come tanti allora – il pregiudizio era ovunque molto radicato – mi dissi: “Ma come? Non ci posso credere”. Negli anni abbiamo percorso strade parallele, seguendoci sempre a distanza con grande stima e interesse reciproco. Lui e le sue battaglie di libertà, io e il mio lavoro così strano di “giornalista-regista”. Franco è una persona colta, un oratore formidabile dotato di vero carisma, sa usare l’ironia e la provocazione, ha una memoria formidabile, ma soprattutto “è uno che ci crede”.

Mia madre ascoltandomi alla radio mi chiese: Ma cosa c’entri tu con gli omosessuali? Me ne occupo, risposi. Fu il giorno della definitiva liberazione, l’avventura poteva cominciare.

Il pretesto per il film è scattato poco prima del Natale 2018 quando il Comune di Bologna gli ha conferito il Nettuno d’Oro, massima riconoscenza per un proprio cittadino. È stato un fulmine: da tempo cercavo una storia, una vita che valesse la pena raccontare, emblematica e suggestiva sia sul piano sociale sia personale. Così come quando realizzai il film su Pietro Ingrao “Non mi avete convinto”, una storia che parlasse anche di me, attraverso una persona da amare e con la quale costruire cinematograficamente quella vicinanza poetica senza la quale il bisogno e la voglia non ti vengono. Gli scrissi due righe, queste: “Caro Franco, eccomi qui di nuovo, non più a stupirmi ma a inorgoglirmi della tua storia, perché è anche un po’ la mia e quella della nostra generazione”.

L’omosessualità logora chi non ce l’ha e soprattutto chi la nasconde.

A distanza di anni possiamo dire che molte delle nostre idee sono state sconfitte. Il mondo è cambiato e non nella direzione che noi volevamo,ma il mondo non ha cambiato noi che siamo rimasti quelli di allora,
sempre a testa alta e con le stesse sacrosante speranze e illusioni. Questa in fondo è la vittoria più bella. Mi piacerebbe raccontare a modo mio la tua vita, nel modo che tu, che mi conosci, ben sai: il racconto per immagini, il cinema insomma”. La risposta fu immediata: “Vediamoci subito, l’idea mi piace davvero, ma facciamo presto, non mi resta molto”. Franco di nome e di fatto.

Gli etero hanno l’idea che gli omosessuali facciano sesso dalla mattina alla sera. Io con ironia nei convegni rispondevo: magari.

Ci siamo visti, siamo partiti senza regole, ci siamo chiusi in casa sua per alcuni giorni. Mi ha accompagnato mia moglie Donata, la mia sceneggiatrice preferita e bussola insostituibile nelle tempeste emotive. Franco parlatore instancabile, gli aneddoti non si contano. Fotografo, un archivio personale e storico da non disperdere. Ho scritto la sceneggiatura. Sarà l’unico attore, semplicemente interpreterà se stesso. Non ci saranno altre voci, la sua così accattivante con la melodica inflessione bolognese
sembra una musica. Tanto resta ancora da fare, lui lo sa, ma non mi ha più detto di avere fretta.

Foto e poster