Home Horror Mike Flanagan dirigerà un nuovo film ambientato nello stesso universo horror de “L’esorcista”

Mike Flanagan dirigerà un nuovo film ambientato nello stesso universo horror de “L’esorcista”

Il regista degli horror “Doctor Sleep” e “La caduta della casa degli Usher” mette mano al franchise de “L’esorcista” con un nuovo capitolo ambientato nel medesimo universo.

30 Maggio 2024 09:01

Il regista Mike Flanagan specialista in horror, suoi il deludente Doctor Sleep e le notevoli serie tv The Haunting e La caduta della casa degli Usher, è ufficialmente pronto a scrivere, dirigere e produrre “una nuova interpretazione radicale” del franchise L’esorcista.

Il regista di "Doctor Sleep" e "Il gioco di Gerald" sarà produttore esecutivo di un nuovo horror diretto da Chris Stuckmann, basato su un suo concept "found footage" e finanziato con Kickstarter.
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Il progetto di Flanagan non sarà un sequel del pessimo L’esorcista: Il credente, sarà invece “una storia tutta nuova ambientata nell’universo de L’Esorcista”. La fonte riporta che il film parlerà di “persone possedute da demoni e dei preti gesuiti che li combattono”.

Flanagan ha dichiarato in una nota: “L’Esorcista è uno dei motivi per cui sono diventato un regista, ed è un onore avere la possibilità di provare qualcosa di fresco, audace e terrificante all’interno del suo universo. Ritrovare i miei amici di Blumhouse, con i quali ho realizzato alcuni dei miei lavori preferiti, rende tutto questo ancora più emozionante”.

Il regista degli horror "Doctor Sleep" e "La caduta della casa degli Usher" mette mano al franchise "L'esorcista" con un nuovo capitolo ambientato nel medesimo universo.
Mike Flanagan (Photo by Matt Winkelmeyer/Getty Images)

Jason Blum di Blumhouse ha aggiunto: “La voce e la visione di Mike sono indispensabili per i fan dell’horror e siamo entusiasti di dargli il bentornato in Blumhouse. Ho immediatamente accolto la nuova interpretazione di Mike del mondo dell’Esorcista e non vedo l’ora che il pubblico possa sperimentarlo”.

David Robinson, Presidente e CEO di Morgan Creek, ha dichiarato: “È un onore lavorare con Mike. Penso che la sua visione per questo franchise stupirà il pubblico di tutto il mondo e non potrei essere più entusiasta di lavorare con lui, Trevor, Jason e l’intero team Blumhouse”.

“L’esorcista – Il Credente” approcciato dal regista con la medesima ricetta della trilogia sequel di Halloween, ma con l’aggiunta di troppo timore reverenziale che ha reso il sequel una enorme delusione.  Flanagan dal canto suo ha egualmente deluso con il suo adattamento del Doctor Sleep di Stephen King, diventato a livello orrorifico una sorta di “Piccoli brividi”, confermando lo Shining di Kubrick come capolavoro di riferimento del genere horror. Speriamo che Flanagan non cerchi di addomesticare “Pazuzu” e ci regali davvero qualcosa di brutalmente sfacciato che porti il capolavoro di Friedkin nel 21° secolo..

L’esorcista – Un horror di culto che ha scandito un’epoca e segnato una generazione

“L’esorcista” per molti adolescenti degli anni ottanta è stato tra le prime pellicole, insieme a classici come Nightmare – Dal profondo della notte e La Casa aka Evil Dead, che hanno divertito, inquietato e al tempo stesso ispirato un’intera generazione di futuri patiti del genere horror. Ma se il demone del sonno Freddy Krueger di Wes Craven e i demoni lovecraftiani del cult di Sam Raimi si sono, con il trascorrere del tempo e dei sequel, trasformati in qualcos’altro; il demone Pazuzu de “L’esorcista” di William Friedkin è rimasto li nell’ombra, intonso e latente.

Il capolavoro di Friedkin con suoi tangibili e disturbanti effetti speciali pratici, le demoniache voci gutturali e le lugubri atmosfere urbane è riuscito a titillare la nostra paura dell’intangibile, dell’appena percettibile; di quel sovrannaturale di stampo maligno e infettivo che ci ricorda, credenti o meno, quanto realmente fragili siamo a livello psicologico e quanto disarmati di fronte ad una “malattia” che colpisce laddove scienza e medicina spesso latitano.

“L’esorcista” è arrivato così a radicarsi in profondità nell’immaginario collettivo grazie alla sua capacità di riportare alla luce paure ancestrali, terrori atavici come quello del buio o ancor più quello della malattia mentale, o ancora per chi ha fede di restare “infettati” da un vero e proprio parassita spirituale, qualcosa che corrompe e dissangua l’anima dell’ospite fino a consumarne la ragione e lentamente la vita.

Fonte: Deadline

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